Nisida

Nisida

venerdì 30 dicembre 2011

Va pensiero.... e la supercazzola

Oggi guardavo i leghisti tutti ispirati che cantavano Va pensiero, dopo aver fischiato Napolitano su invito del Bossi sempre più imbolsito. 
Sì, il nostro presidente è un terrone, che non è un offesa, anzi è un pregio, visto come si differenzia da coloro che lo insultano. 
E Calderoli lo accusa di aver promosso questo governo di sinistra. Sinistra? Banchieri e manager tutti comunisti... si vabbè.
Ma, leggendo le parole del coro del Nabucco, cosa pensate che possano capire quelli con le corna in testa?
Qualcuno ipotizzava "come se fosse antani" di tognazziana memoria.

Va, pensiero, sull'ali dorate;
Va, ti posa sui clivi, sui colli,
Ove olezzano tepide e molli
L'aure dolci del suolo natal!

Del Giordano le rive saluta,
Di Sionne le torri atterrate...
Oh mia patria si bella e perduta!
O membranza sì cara e fatal!

Arpa d'or dei fatidici vati,
Perché muta dal salice pendi?
Le memorie nel petto raccendi,
Ci favella del tempo che fu!

O simile di Solima ai fati
Traggi un suono di crudo lamento,
O t'ispiri il Signore un concento
Che ne infonda al patire virtù!

Nu' sparà, nu' sparà... e spara!

Chi mi conosce sa quanto Matteo Renzi mi stia sulle balle. 
Ma stavolta ha ragione, condivido quello che ha detto. Chissà quando la smetteremo di fare demagogia.


"Sui botti dell'ultimo dell'anno. Siamo seri! Un'ordinanza del sindaco non ha alcun risvolto concreto. In un Paese che non riesce a combattere l'evasione fiscale secondo voi possiamo fare un'azione penale per chi accende un petardo a San Silvestro? Questi non sono temi da ordinanze! Facciamo invece un appello alla responsabilità dei cittadini e al rispetto degli animali (e anche degli umani, se permettete). Vale per i botti illegali, vale per le bottiglie di vetro, vale per tutto".


Se De Magistris avesse fatto una simile ordinanza ve l'immaginate quante pernacchie avrebbe beccato?
E immaginate il generale Sementa, indomito, a capo del suo manipolo di vigili urbani da guerra, affrontare il fuoco nemico per vedere chi spara le cipolle di capodanno?
Suvvìa, siamo seri!





mercoledì 28 dicembre 2011

La mamma del cafone

Dalla risata sul terremoto all'elicottero per mammà

di Francesco Merlo - repubblica.it


Per portare la mamma al ristorante è atterrato sulla spiaggia di Ansedonia come fosse lì per la Croce Rossa e non per la pasta al dente. Lui è quello stesso sciagurato Francesco Maria De Vito Piscicelli che, al telefono, durante la note del terremoto dell'Aquila, rideva beato pregustando i grandi affari sulla carne dei morti.

Ma, diciamo la verità, più ancora dello sgangherato riccastro esibizionista è la signora mamma che offende la fantasia degli italiani, la mamma che non gli ha mollato un sonorissimo ceffone, la mamma che è salita come una diva del muto sul missile del suo guaglione pacchiano e filibustiere già messosi in pessima mostra. Tutte le mamme italiane che conosco si sarebbero vergognate di un simile scarafone, anche a nome dei nonni e degli avi, sino alla settima generazione. Entra dunque, questa mamma di Piscicelli, nella storia degli orrori italiani e cancella, con un solo giro d'elica, la piscina di Ceppaloni a forma di conchiglia, i furbetti del quartierino, le scarpe cucite a mano e le barche di D'Alema, "la patonza deve girare", la casa di Scajola, il mutuo di Scilipoti... Neppure il comico Panariello, che pure dell'antropologia del nuovo ricco ubriaco di se stesso è riuscito a fare una maschera di grande successo, era arrivato a immaginare la vecchia mamma che a 75 anni si compiace per lo shuttle del suo sbruffone parcheggiato sulla sabbia davanti al ristorante nel giorno di Santo Stefano.

E non è una faccenda di ricchezza. Possedere un elicottero privato non è di per sé vergognoso e i soldi non sono la crusca del diavolo. Insomma, un uomo che ha un elicottero, e dunque case e ville e spazi, non è un immorale né un immoralista, né - figuriamoci - un epicureo senza principi e nemmeno un capitalista alla Dickens. Ma un elicottero che atterra sulla spiaggia è una cafoneria esibita per abbagliare, tanto più in tempi di crisi, di privilegi, di tagli e di tasse. Insomma gli italiani non ce l'hanno contro i ricchi e dunque nella reazione della gente che ad Ansedonia ha chiamato i carabinieri c'è innanzitutto lo spavento e la meraviglia perché simili scene si giustificano solo con l'emergenza: una malattia, un incidente, un organo da trasportare per un trapianto.

Ed è ovvio che, quando invece si è capito che l'elicottero era lì per il pesce al sale, sia subentrata l'indignazione contro i cafoni, contro una mutazione antropologica del brubru classico che abbraccia tutta la pienezza dell'attuale vita italiana, un malcostume che non si inscrive in nessuno dei vecchi codici conosciuti della volgarità nazionale, neppure in quello dei criminali incalliti che trasportano in elicottero partite di droga o diamanti e solo per sberleffo atterrebbero sulla spiaggia di fronte a un ristorante. Nell'elicottero di Piscicelli si sintetizza invece la giostra degli energumeni della nuova Italia malata che diventa cricca durante un terremoto per avventarsi sulle aree edificabili, si fa faccendiera nei governi per lucrare case e donne, si organizza in lobby nelle anticamere dei palazzi per trafficare in nomine, si mostra sguaiata in una giornata di relax natalizio ed è già pronta ad indossare nuove maschere, non nella delinquenza ma nell'arraffo e nell'ostentazione. Ecco perché qui non ci può essere l'invidia sociale, perché nessuna persona normale sogna di andare al ristorante in elicottero con la vecchia amata mamma. Tanto più che il nome Piscicelli, napoletano di antica famiglia, rimanda a quel precedente turpe, a quella intercettazione nella notte dell'Aquila: "Io ridevo stamattina alle 3 e mezza davanti a quella "roba" del terremoto". C'è insomma un rapporto concreto tra il terremoto e l'elicottero ovviamente visto, a torto o a ragione, come il bottino, come il frutto dello sciacallaggio. I terremoti infatti fanno parte della storia del nostro Paese e tutti sappiamo che ogni terremoto ha i suoi sciacalli che, come fece appunto Piscicelli per l'Aquila, si fregano le mani prima di avventarsi sulle disgrazie. In passato predavano anelli e denti d'oro, oggi i soldi dello Stato e gli appalti per la ricostruzione.

Quell'elicottero dunque è atterrato ad Ansedonia come un terremoto. Ed è stato prima accolto come una violenza e poi decifrato per rileggere il codice della cricca, il linguaggio del potere corrotto e degradato anche nei simboli, nelle apparenze eccessive, negli appagamenti abbaglianti, nella volgarità che ormai in Italia è come un chiodo, come una vite che ad ogni nuovo movimento fa un giro in più. E su questo sciacallaggio e su questa pacchianeria, su questo elicottero, è volata, come dicevamo all'inizio, la degradazione della devozione filiale, la complicità della mamma, della vecchia signora che non ha saputo dire al figlio: "Non farmi vergognare di averti messo al mondo". C'è insomma il ribaltamento del più italiano dei comandamenti, il solo inappellabile: non più onora, ma disonora il padre e la madre.

martedì 27 dicembre 2011

Arbeitmachtfrei - Trenitalia SS

Trenitalia ne ha fatta un'altra. Il Frecciarossa a tariffa deportati. 
Infatti sono previste quattro tariffe per quattro tipologie. Ma ai viaggiatori della tariffa Standard non è consentito andare al bar per non disturbare gli Executive. Per loro è previsto il passaggio di un carrellino.
E tanto per chiarire, per illustrare la tariffa Standard hanno usato la foto di una famiglia di colore (le altre sono di viaggiatori bianchi).
Hanno spiegato che è una scelta di marketing, ma io li vorrei conoscere questi scienziati del cavolo, che per inventarsi questa vaccata magari hanno fatto anche i brain storming (senza brain, a quanto pare, solo storming).

E' Natale

E si torna ai Natali di un tempo di quando eravamo in tredici a tavola. Si torna ai Natali con i bambini, che poi sono loro a dare un senso alla festa.
Si comincia seguendo il volo del Norad di Babbo Natale con le renne, che sorvola Google Maps, dove ti dicono con esattezza dove in quel momento sta consegnando i doni. E puoi così farti il conto su quando arriverà su casa tua e far sparire così i cioccolatini lasciati in cambio dei doni.
E la cena si svolge con un occhio al computer dove volano le renne.
Con i bimbi le scene si ripetono sempre. L'emozione dell'attesa dei doni per vedere se il Babbo ha centrato la letterina giusta, il fratello più grande che ormai ha sgamato tutta la faccenda che si atteggia a scettico blu ma deve tacere per non far capire alla sorellina. E poi la letterina sotto al piatto del papà, con i soliti buoni propositi che verranno regolarmente disattesi da subito. E nessuna voglia di andare a dormire, tanta è l'adrenalina ancora in circolo.
In tutte le case si inventano siparietti per aspettare la mezzanotte fatidica. Anche noi lo facevamo quando il figlio era piccino, quando c'era ancora il nonno e con la casa grande ci si poteva permettere anche l'albero di tre metri e passa, rigorosamente vero, che riempiva la casa con il suo profumo.
Per addobbarlo era necessaria la scala e mettere le luci era una vera impresa. 
Anche il presepe, sempre lo stesso, scendeva dal soppalco. E' un presepe triangolare, chiuso tra due alti monti e somiglia a quei paesini delle dolomiti lucane. 
Ora sta a Roma, a casa del figlio, un presepe transgenerazionale.

sabato 24 dicembre 2011

Autobus fai da te

Ieri sera la D.M. ha aspettato un C32 un'ora sulle fermata. Devo dire che la sua costanza è inverosimile, io me la sarei fatta a piedi dopo 5 minuti.
Alla fermata successiva è salito un giovanotto piuttosto voluminoso che durante la marcia si è appoggiato pesantemente alla porta, provocandone l'apertura. La porta sembrava schiantata e l'autista ha fermato l'autobus: è guasto, signori, scendete ed ha chiamato il soccorso.
Nel bus affollato si sono levati alti lai, perché non era ipotizzabile l'arrivo di un altro autobus e neppure il soccorso, chiamato dall'autista, sarebbe stato tempestivo.
La D.M., che come sanno già i lettori di questo blog, non si fa mai gli affari suoi, chiede all'autista di dare un'occhiata alla porta e constatato che era solo uscita dal binario, la rimette in carreggiata e chiede di farla funzionare.
Per fortuna ha funzionato e così sono ripartiti tra le benedizioni dei passeggeri.

Dal dottore

Oggi eravamo in anticamera dall'oculista e aspettavamo il turno per fare l'accettazione (eufemismo per dire che dovevamo pagare).
C'era il tagliacoda e la segretaria ha chiamato l'89, ma non ha risposto, poi il 90 e infine è toccata a noi, 91.
Fatta la cartella, pagato il dovuto dovevamo entrare, quando vediamo uscire dalla stanza della dottoressa un tizio a cui era stata messa l'atropina negli occhi.
Segretaria: scusate, che numero siete?
il tizio: 89
segretaria: e come avete fatto ad entrare?
il tizio: dalla porta, era il mio turno, dopo l'88.
segretaria: (fa un casino della madonna) ma dovevate prima passare per l'accettazione!
il tizio: e io che ne so? La dottoressa mi ha pure scritto sulla cartella, andate a vedere.
segretaria: (va a vedere) e la dottoressa aveva scritto le cose del tizio sulla cartella della D.M.
In sala tutti a schiattare, solo il tizio non ci trovava nulla da ridere, tantopiù che ha dovuto pure pagare.
Io, ha detto, prima andavo all'Ascalesi e lì non ho mai pagato. E neanche mi facevano tutte queste storie.
Ma la segretaria non ha mollato, ha preteso un documento e pure i soldi, e alla fine ha scoperto che il tizio non era neanche prenotato.
Ma in quale città andate dall'oculista a sbellicarvi dalle risate?

giovedì 22 dicembre 2011

Planning per il 2012

Ormai lo sanno tutti, i Maya pare lo abbiano predetto: non vedremo il prossimo Natale perché saremo dissolti come neve al sole.
E allora vediamo di organizzarci.


Punto 1 - inguaiarsi di debiti per tutto l'anno, preferibilmente con finanziarie che ci consentano di pagare a far data da.... va bene anche il primo gennaio 2013.
Punto 2 - organizzare i meglio viaggi, che non avevamo fatto in precedenza per mancanza di pecunia. All'uopo utilizzare le finanziarie di cui al punto 1.
Punto 3 - disdire tutte le visite specialistiche prenotate lungo il corso dell'intero 2012 (posso pure morire malata, chissene) e mandare affanculo di persona uno per uno i predetti professori.
Punto 4 - farsi passare tutte le ansie, farsi una risata quando ci dicono che si è svegliato il Marsili e soprattutto scordiamoci di vedere le regate veliche a via Caracciolo. Ma forse per questo non occorre scomodare i Maya.
Punto 5 -  questa volta a Natale, niente pidocchierie. Basta con i regali utili, compro quello che mi piace, crepi l'avarizia. Perché qua fanno a chi arriva prima, i Maya o il default. E allora a noi che ce frega dello Spread?


Uh dimenticavo, per quest'anno ce la facciamo ancora:
Buon Natale a tutti, a chi passa e non scrive, a quelli che mi hanno seguita mentre scappavo da Splinder, agli amici di vecchia data e a quelli nuovi e pure a chi si è dimenticato che esisto.
Tanto, 'cca se more!


E giusto per non farsi mancare niente, il menu di Natale sarà all'altezza di quanto detto sopra.
Tra le portate ci saranno la minestra maritata e la crostata di tagliolini, famoso piatto della cucina borbonica, dove ogni porzione non può essere al di sotto delle quattromila calorie. 

venerdì 16 dicembre 2011

Vite sospese

Stamattina davanti alla Fnac questa fanciulla sedeva tranquilla per aria.
S'è raccolta una discreta folla e tutti facevano varie ipotesi sulle modalità della sospensione.
Io ipotizzavo dei campi magnetici ma non riuscivo a vedere nulla che potesse produrre elettricità.
La D.M. s'è chinato a guardare sotto il culo della fanciulla ed ha affermato che non c'era nessuna piastra su cui sedesse. 
L'ipotesi più accreditata è quella che sotto al tappeto c'è una piastra di metallo magnetica e un'altra sotto la fanciulla in modo che si respingano. Il motore che produce l'elettricità si troverebbe nel vaso per la raccolta dei soldi, collegato poi con un cavo che passa attraverso il bastone.
Altre ipotesi?

Prendi i soldi e scappa

Oggi un altro deputato leghista, anni 52, ha chiesto di dimettersi per poter usufruire subito del vitalizio anzichè attendere i 60 anni, come da manovra presentata dal governo Monti. Credo sia il secondo, se non me ne è sfuggito qualche altro. 
E ieri l'indegna gazzarra  in Senato e Camera, con deputati espulsi e rimossi dai commessi come nei più plebei dei sit-in, oltre a tale Buonanno che auspicava l'uso dei lanciafiamme, non pago di quanto scatenato a Firenze da discorsi e incitazioni fatte appunto dai leghisti in questi anni.
E credendo di avere sbagliato canale, abbiamo visto una gentile fanciulla, sempre leghista, prendere la parola e "spogliandosi dei panni di deputata", così ha detto, e non dello stipendio medesimo, è apparsa vestita di grembiule e cuffia, ricordandosi finalmente dopo gli ultimi otto anni passati al governo, che esistono gli operai che non arrivano a fine mese, pur lavorando a tempo pieno.
Ora, visto che è già abbigliata alla bisogna, ce la vedo bene a lavorare a turni in fabbrica dove si fa la macellazione di pollame, come in un film di Ozpetek.
Se la Lega sta facendo con questa opposizione da carnevale la sua campagna elettorale, scoprendo addirittura la lotta di classe, sono curiosa di vedere il riscontro che avrà presso l'elettorato. 
Anche se mi rendo conto che non possiamo attenderci granchè da gente che va sul pratone con le corna in testa, guidati alla riscossa da un semiebete handicappato grave che biascica "Padania" con voce da oltretomba.

lunedì 12 dicembre 2011

Salviamo l'ambiente?

Oggi in tv parlavano del tempo e del freddo che non arriva. Mostravano le piste al nord zellose di neve, poca poca sui prati verdi e abbiamo saputo che c'erano i cannoni che sparavano neve ad alta quota e abbiamo visto file di camion che portavano giù la neve. Anche gli elicotteri trascinavano mappatelle di neve a valle e rappezzavano così le piste desolatamente verdastre. 
E pensavo a quelli che vanno in montagna a fare la settimana bianca, pensando di respirare aria pulita e invece è peggio che una settimana a Milano, con tutte le puzze degli scarichi dei camion e gli elicotteri che ti ronzano sulla testa. Senza parlare del fatto che molti cannoni usano anche sostanze chimiche che servono a non far sciogliere la neve.
Forse fra un po' vedremo Cortina o il Sestriere come Dubai, dove si scia allegramente anche con 50 gradi all'ombra.
Tutto questo mentre a Durban alla conferenza Onu parlavano del clima e cercavano di mettersi d'accordo.

sabato 10 dicembre 2011

Il treno del sole

Tra i tanti tagli a treni e a persone, Trenitalia ha fatto sparire anche il "treno del sole" che collegava la Sicilia e la Calabria a Torino. Ora ci saranno solo treni che portano a Roma, poi si cambia, si prende un altro treno che va a Torino.
In nome dell'alta velocità e delle "frecce rosse", visto che ormai operai a Torino non servono più e gli emigranti vanno in altre direzioni.
Si adegua Trenitalia e caccia anche via tutti i cuccettisti che nel frattempo erano già stati appositamente esternalizzati.
Resterà solo Endrigo a cantare La donna del sud, ricordandoci quel treno.


Una donna di nome Maria 
È arrivata stanotte dal Sud 
È arrivata col treno del sole 
Ma ha portato qualcosa di più.


Lu trenu de lu suli è anche una poesia di Ignazio Buttitta, cantata in seguito da Otello Profazio, dedicata ai minatori siciliani che, partiti da Mazarino, erano andati a morire a Marcinelle nel 1956.
Qui c'è la versione musicata da Nonò Salamone.



giovedì 8 dicembre 2011

Vita da boss

Già facemmo le nostre considerazioni quando catturarono Provenzano, ora lo stesso avviene con Zagaria.
A vedere le condizioni in cui vivono questi boss della camorra e della mafia, sepolti vivi in 20 mq, come sorci, c'è da chiedersi davvero, come faceva il professor Bellavista: ma vuje facite overo 'na vita 'e mmerda! Ma vi conviene?

mercoledì 7 dicembre 2011

Due notizie, una vignetta

Arrestato Michele Zagaria, latitante da 16 anni (ovviamente nascosto in casa sua).
Nicola Cosentino inquisito, chiesta nuova autorizzazione a procedere alla Camera.

domenica 4 dicembre 2011

Post di ringraziamento

Forse ho messo la parola fine alla migrazione del blog.
Per un solo mese ho buttato vari giorni che neanche l'avessi spostato col secchiello.
Ma non ci sarei riuscita se Klimt77, cui va il mio ringraziamento, non mi avesse dato una cospicua mano, lavorando fino alle 3 di notte e portando finalmente a casa il mese renitente.
Saluti affettuosi all'amico Carlo.

Poteva andare peggio....

NO!



























Conoscere la manovra economica che ci verrà spiegata nella terza camera (Porta a Porta) anticipata dai twitt del sindaco di Bari, già di per sè riempie di sconforto. 
Giusto per capire che è la solita solfa: paghi chi ha sempre pagato. 
Ma la Grecia che fine ha fatto? E perchè non se ne parla più? Ha pareggiato?
(Nella vignetta di Altan non compare l'ombrello, ma esso è sottinteso o è sparito pure il manico?).
Le ultime dall'Ansa

venerdì 2 dicembre 2011

ZOCCOLE, ZOCCOLE

Questa mattina ho avuto un incontro poco felice. Salivo per via Carelli quando mi si fa incontro vis a vis una grande zoccola, pardon, un ratto di considerevoli dimensioni, che mi ha guardato fisso e si è fermato.
E mi sono ricordata del dialogo tra il gatto e Montomorency in Tre uomini in barca di Jerome.



    IL GATTO: In che vi posso servire?
    MONTMORENCY: Oh, no ! Grazie... nulla.
    IL  GATTO:  Oh,  non fate cerimonie,  se proprio cercate qualcosa,
    dite pure.
    MONTMORENCY (retrocedendo per la High Street):  Oh,  nulla,  nulla
    davvero... prego... non vi scomodate. Scusate il disturbo.
    IL GATTO: Ma quale disturbo,  sarebbe un piacere.  Siete certo che
    non cercate nulla, ora?
    MONTMORENCY (rinculando sempre): Proprio nulla,  grazie,  molto...
    molto gentile da parte vostra. Arrivederci.
    IL GATTO: Buon giorno.
    
Poi   il  topone si  è girato ed ha ripreso la  sua  trottatina  mentre io me la squagliavo velocemente dall'altra parte della strada.
  


giovedì 1 dicembre 2011

Vecchio Vomero

Su Facebook c'è un gruppo chiamato "Vecchio Vomero" dove vengono pubblicate vecchie foto e cartoline di quando il Vomero era ancora un villaggio.
Lì ho trovato una mappa del 1938 dove si vede la differenza tra il rione Vomero e il vecchio Villaggio, tra le vie Belvedere e Santo Stefano. 
Alcuni nomi delle strade sono cambiati e si nota in particolare piazza degli Artisti odierna che invece era piazza Martiri Fascisti.
Anche lo stadio Collana è segnato come stadio del Littorio e c'era una piazza Vasari che in seguito è diventata piazza Immacolata, forse per la vicinanza della omonima chiesa.


martedì 29 novembre 2011

UN SALUTO

Questa mattina leggendo i titoli di giornale ho appreso della morte di Lucio Magri.
E leggendo della decisione di Magri di porre fine alla sua vita ricorrendo al suicidio assistito, in Svizzera, ho pensato a tutto quello che si sarebbe scatenato nelle ore successive, cosa regolarmente accaduta.
Magri, Castellina, Pintor, Rossanda e Caprara fanno ormai parte della storia, anche da vivi. Ci hanno fatto crescere, parlare di politica e comprendere la politica, quella con la maiuscola. 
Anche la decisione che ha preso ha diritto al nostro rispetto e sarebbe opportuno che calasse il silenzio.
E' per questo che mi sono indignata a leggere il coccodrillo di Simonetta Fiori su Repubblica, articolo in cui si respira un'atmosfera snob e fanè da radical chic. Un articolo che non doveva essere scritto o forse, meglio, una giornalista che non doveva essere inviata. Repubblica si sarebbe risparmiata una brutta figura.
Per ricordare la figura di Lucio Magri meglio leggere il ritratto che ne fa Nello Ajello, sempre su Repubblica.

sabato 26 novembre 2011

A zonzo per la città

Questa mattina c'era un sole così accecante che neanche in estate. Siamo andati al centro percorrendo via Toledo controsole e siamo arrivati a piazza del Plebiscito, dove c'era un parallelepipedo blu enorme della Barilla con i lavori in corso. Leggendo il cartello dovrebbero fare una serie di manifestazioni con conferenze, corsi di cucina e relative gare, assaggi e giochi per bambini. Certo che è proprio brutto quella specie di container, nell'angolo della piazza lato palazzo Salerno.
Al centro della piazza dei ragazzi avevano disegnato la cartina dell'Italia con nastri di plastica colorata incollati ai sanpietrini e le Alpi erano fatte di magliette rosse.
Poi siamo andati in Galleria a guardare le decorazioni. Un grande albero di Natale di luci e palle sospeso al centro della cupola, in perpendicolo al posto dove ogni anno mettevano un grande abete che regolarmente veniva nottetempo rubato. 
Questo sarà difficile da rubare, se non altro.
Siamo andati a pranzo in una trattoria ai Quartieri, dove ci hanno servito un piattone di spaghetti con cuoccio e lupini, veramente notevole. 
C'erano una decina di tavoli in tutto, occupati da turisti attirati dal cartello posto in piazza Augusteo, un bel gruppetto di giovani e quattro distinti signori in abito grigio scuro e cravatta.
Il marito insisteva che fossero dei musicisti ma io ho avuto la netta impressione che fossero schiattamuorti (dipendenti di pompe funebri). Appizzando l'orecchio abbiamo concluso che avevo ragione io.
Qui le foto dell'albero in Galleria.



Cronache dal fango

Dall'Alpi alle Piramidi, come soleva dire il premier (thanksgiving ex), l'Italia è unita dall'acqua.
Dalla Ligura alla Sicilia tutto frana verso il mare, lasciando un mare di fango a ricoprire e distruggere la vita delle persone.
Vedere in tv quelle immagini di persone che si aggirano con il vuoto negli occhi, fa male al cuore e ci immedesimiamo in loro, pensando a quello che proveremmo se fossimo al loro posto.
Una ragazza ha detto una cosa che mi ha fatto capire come si sentono. 
Gli hanno portato via i ricordi di una vita, ha detto e poi si è messa a piangere.
Ecco, immaginiamo per un momento di perdere tutto quello che abbiamo messo via, l'album delle fotografie con i bambini piccoli, quelle del matrimonio, i centrini, i soprammobili. Non si potranno mai più riavere le piccole cose che davano consolazione agli anziani con i figli lontani, le foto nelle cornici d'argento cui dare uno sguardo passando.
E' come se in casa fossero passati i ladri e chi ha vissuto questa orribile esperienza sa cosa vuol dire passare i giorni a ricordare quello che manca; ogni tanto uno sprazzo e viene in mente qualcos'altro.
Resta la vita per chi sopravvive e tutto da ricominciare. Ricostruire e ripartire da zero, ma proprio zero, pensando di averla scampata dopo aver visto morire altri.
Anche se nel frattempo fanno una vita da deportati, lontani dalle loro case distrutte e impraticabili, che siano nelle Cinque Terre o a Barcellona Pozzo di Gotto o a Catanzaro. 
Uguale destino perché ovunque il cemento ha fatto danni e nessuna misura di prevenzione è stata mai presa, al Nord come al Sud. Tutti vittime di uguale disastro.

venerdì 25 novembre 2011

Chiamami ancora Bancomat

Pare che l'amore che aveva portato Roberto Vecchioni a Napoli per dirigere il Forum delle Culture sia quasi svaporato a causa dei bassi compensi.
"Io ho un plafond da cui non posso scendere per dignità e immagine", ha dichiarato.
Lui ama Napoli, ama la cultura e gli dà fastidio parlare di denaro ma al di sotto di 200.000 euro non se ne fa niente, piuttosto rinuncia al Forum delle Culture. 
Ma De Magistris dove l'ha pescato 'sto chiachiello?
Per ripristinare la decenza da queste parti, occorrerà mandare al più presto affanculo il Bandolero Stanco.
L'intervista qui su Napoli.Repubblica

giovedì 24 novembre 2011

Politeismo caseario

Degno di nota l'enunciato di un leghista nella trasmissione La Zanzara, tale Gianluca Buonanno, sindaco di Varallo:
"La Padania? Certo che esiste, altrimenti non esisterebbe il Grana padano!"
E sul web si è scatenato l'effetto Gelmini-neutrino. La migliore è:


«I tartari esistono perché esiste la salsa tartara»


Ma anche i francesi non scherzano:
"Puisque le caprice des dieux existe, ça prouve que les dieux existent aussì".
Creando così il politeismo caseario.



mercoledì 23 novembre 2011

E con questo fanno 31

31 anni dal 23 novembre dell'80.
Oggi se ne parlava nel negozio di scarpe. Il proprietario, vomerese, ha detto che ogni anno se ne ricorda sempre.
E chi se lo scorda quel giorno?
Penso che nessuno nella sua vita, per quanto lunga, potrà dimenticare quello che il terremoto provoca dentro e fuori le persone.
Mio figlio, che non era ancora nato all'epoca, ha vissuto la stessa esperienza a Roma, dove viveva in un palazzo ballerino cui hanno ricostruito le fondamenta, al quinto piano.
Il ricordo della sua paura è legato ad un bicchiere d'acqua che aveva sulla scrivania che da allora è diventato il suo personale sismografo, e che testimoniava le successive scosse di assestamento.
Il mio invece è il lume dell'anticamera che faceva l'altalena e si incontrava con la seconda porta d'ingresso che si apriva e chiudeva per tutta la durata della scossa. Accompagnato dal crepitio dei vetri.

lunedì 21 novembre 2011

Se ci sei batti un colpo

E lo hanno battuto. Dopo un mese di "si dice", "non è vero", "ma siete esagerati" e via discorrendo, finalmente Splinder ha parlato, nel senso che ha messo un annuncio in HomePage tipo manifesto funebre:


Avviso per gli utenti


ATTENZIONE!
A partire dal 31 Gennaio 2012 il servizio Splinder verrà dismesso.
A breve verrà inviata una comunicazione con le indicazioni da seguire per recuperare tutti i contenuti dei blog ospitati. Sarà inoltre possibile attivare un redirect su un nuovo indirizzo web.


Amen. Così almeno sappiamo che abbiamo fatto bene a scappare. E chi non lo ha fatto ancora sarebbe il caso che si desse una mossa.

sabato 19 novembre 2011

Erano quatt' 'e lloro

Questa mattina, nella mia solita passeggiata del sabato, ho notato che la via Luca Giordano pullulava di poliziotti e carabinieri e non se ne capiva il perché. Avvicinandomi alla Fnac ho visto un piccolo gruppo di ragazzuoli con due bandiere di Forza Nuova e mi sono ricordata della querelle che si era svolta i giorni precedenti aventi come protagonisti Casapound, il sindaco De Magistris ed il Prefetto.
Casapound voleva fare una manifestazione in centro, il sindaco ha fatto sapere che non se ne parlava proprio ed il prefetto per chiudere ha proposto loro un sit-in (adesso si porta molto).
Sit-in che a quanto pare si è trasformato in una distribuzione di volantini che i neghittosi vomeresi in giro per shopping declinavano con sommo sfastirio.
Ignorati da tutti, con le forze dell'ordine che avevano poco da ordinare e sbadigliavano scocciati, i fanciulli si spostavano qua e là cercando di ammollare i foglietti ai passanti.
Poco più in là, tre giovani coloured ghanesi, suonavano con molto impegno i loro bonghi, esibendosi in una versione molto cool di 'O Sarracino.
Una mattinata musicale, perché mentre compravo la frutta al mercatino, ho sentito fischiettare una ninna nanna di Schumann.

giovedì 17 novembre 2011

Chi ben comincia .....

Stavamo appena pensando a rilassarci un tantino, ora che Al Tappone è andato a berciare dai banchi del Parlamento e non ti spunta il neo ministro dell'Ambiente che comincia subito a parlare di nucleare?
Ha dichiarato: "sì al nucleare, ma a certe condizioni".
Orbene, caro ministro Corrado Clini, io capisco che lei è persona super impegnata, ma glielo hanno detto che gli italiani hanno appena fatto un referendum esprimendosi contro il nucleare? E questo è il secondo.
Magari stava 'nu poco distratto, capita.

domenica 13 novembre 2011

Ciao mondo!!

Benvenuti su logga.me!

Questo è un esempio di un primo post, puoi modificarlo, cancellarlo o iniziare ad utilizzare il tuo blog entrando direttamente sul vostro pannello di controllo.
Potete accedervi dalla sidebar qui a destra alla voce "amministra sito", sotto meta, oppure digitare il vostro nome blog sulla barra degli indirizzi seguito da wp-admin (es: http://logga.me/demo/wp-admin).
Qui sotto un primo video sul come utiizzare il pannello di controllo, il vero cuore di questa piattaforma.

   

Vi consigliamo comunque (in caso di dubbi o richieste) di visionare la sezione di supporto, vi darà la possibilità di controllare problematiche attive sul forum oppure di scriverci in caso di richieste specifiche.

Ricordiamo inoltre che, nel pannello di controllo di del vostro blog c'è una sezione video tutorial da poter interpellare quando volete, contenente tutte le guide d'utilizzo di questo sistema ed altre succulente novità!
SPLINDER, UN PAESE DI MORTI

In questi giorni stiamo cercando di venire a capo di quello che sarà il futuro dei nostri blog. Molte voci allarmanti di vendita della piattaforma, dicerie circa il fatto che diventerà un sito per la vendita di suonerie (ma c'è ancora gente che le compra?), insomma allarme su tutta la linea.
Centinaia le richieste di spiegazioni, dopo che è apparso un box a destra della Homepage dove si avvisa la clientela che non si faranno più nuove registrazioni, anche di utenti a pagamento.
Ma da parte della redazione nessuna risposta e la voce che il 24 novembre (non si capisce dove nasca questa data) la piattaforma chiude rimbalza di blog in blog.
Molti si stanno attrezzando per il trasloco che risulta però alquanto indaginoso, in quanto Splinder funziona con HTML.
Non voglio fare sentimentalismo spicciolo, ma l'idea che sette anni della mia vita vengano inghiottiti dal buio e finiscano nel nulla non mi piace per niente. Così come non mi piace che i blog amici spariscano, compreso quello di Laura che non c'è più. 
Nel dubbio aspettiamo che si chiarisca il tutto, anche se non lascia ben sperare questo silenzio della redazione, che non risponde neanche a quesiti di carattere tecnico.
Nel frattempo chi è capace può effettuare una trasmigrazione su altre piattaforme, magari lasciando coesistere il blog di Splinder, in attesa di ulteriori decisioni.
Uno dei blogger amici pubblica gentilmente le istruzioni per il backup e la migrazione.

venerdì 11 novembre 2011

Riflettendoci....

Un pomeriggio, una serata e una notte per scaricare tutto il mio blog sul pc, tanto ci è voluto. 
Ora non so che farmene di tutto questo paccotto di quasi quattro giga.
E se lo lasciassi lì? Magari se mi va me lo vado a riguardare di tanto in tanto. Già ora stavo dando un'occhiata random agli antichi post e ai vecchi commenti dei passanti che non passano più.
Provo a ripartire da qua, che nessuno mi conosce e neanche sanno che esisto.
Riesco solo a pensare che se Splinder dovesse chiudere davvero spariranno inghiottiti dal nulla migliaia di blog e le tante persone che ho letto in tutti questi anni. Alcune non ci sono più ed hanno lasciato aperto il blog su cui scrivevano dove ogni tanto chi le ha conosciute ripassa e lascia un pensiero o un fiore.
Così sparisce la memoria, noi possiamo ricominciare, loro no.

giovedì 10 novembre 2011

S.O.S. e Prova Post

Ci sono in giro rumors che vorrebbero prossima la chiusura della piattaforma Splinder, per cui molti stanno cercando un'alternativa dove poter migrare.
Premesso che non ho la minima idea di come fare a spostare tutto quell'ambaradan di post e commenti sviluppati in sette anni di attività, chiedo umilmente aiuto a tutte le anime pietose che vorranno aiutarmi.
Il mio blog su Splinder è http://jeneregretterien.splinder.com

martedì 8 novembre 2011

HARD DISK SUBACQUEI E SPECULAZIONI

Sempre della serie disgrazie informatiche, dovendo comperare l'hard disk che mi ha lasciata, ho scoperto che sul mercato non ce ne sono più (e neanche su internet). Spariti.
La Thailandia s'è alluvionata e le principali fabbriche di hard disk come Western Digital e Seagate, ivi collocate, sono tutte sott'acqua.
E qui è partita la speculazione. I prezzi sono triplicati e i piccoli negozi di ricambi si tengono stretti quei pochi pezzi rimasti, in caso di necessità di riparazioni dei computer.
In pratica un HD da 500 Gb che ormai non lo voleva più nessuno, è arrivato a costare oltre i 150€.
Sono aumentate paurosamente anche le memorie esterne e così sto tirando fuori tutta la roba vecchia che tenevo sparsa per casa, tipo un lentissimo HD da 150 Gb.
Ci ho messo 3 ore e mezza per trasferire e mettere in salvo le mie foto. Mortacci sua.
Ora, le previsioni di rifornirsi di HD sembrano piuttosto remote. Si azzardano ipotesi che si vada oltre il primo trimestre del 2012, come si evince dall'articolo qui pubblicato.
Tutto questo però induce a riflettere sulla caducità della conservazione dei dati e di quanto si debba lavorare per metterli al sicuro.

lunedì 7 novembre 2011

BRAINSTORMING

Anni fa lavoravo in una multinazionale e il brainstorming era molto in auge. Ogni tanto ci convocavano e ciascuno era invitato a dire la sua tipo proposte, lagne e qualcuno ne approfittava per farne il proprio personale sfogatoio. Agli americani piaceva molto questo tipo di partecipazione e se a questo aggiungiamo la perversione dei dirigenti locali il quadro assume una certa chiarezza. In sostanza la scusa del brainstorming serviva a far fuori qualcuno poco gradito, tipo qualche dirigente che non voleva associarsi al coro.
Ora pare che sia diventato demodè, perchè sembra che non sia vero che funzioni. Tanti cervelli in libertà messi assieme non sembrerebbero più produttivi (ammesso che talvolta lo siano stati). Quindi da ora brainstorming da soli.
Ed io stamattina ne stavo facendo un pò, messa di malumore da un sogno che mi ha svegliata di primo mattino.
Ieri guardavo delle fotografie su Flickr, una missione di San Juan Capistrano e mi chiedevo dove fosse, forse in Messico. Per pigrizia non ho guardato su Google ma poi ieri sera, nell'ultimo libro di Gianrico Carofiglio, Il silenzio dell'onda, ho letto che il protagonista aveva vissuto a San Juan Capistrano che si trova in California. Curiosa coincidenza, come me ne sono capitate tante altre. Una delle più curiose capitò quando inserendo il cd dei Procol Harum la radio cominciò a suonare A whiter shade of Pale, quasi in sincrono. Mah.....
E molti anni fa invece mi spaventai proprio. Eravamo in Spagna, a Figueres, il paese di Dalì ed arrivammo in una piazza quadrata, alberata con le panchine e una fontana, molto semplice e carina. Ebbi subito l'impressione di conoscere quel posto, di esserci già stata, un potentissimo dejavu. Non sono mai riuscita a spiegarmi quella sensazione, ancora oggi se ci penso rivedo quella piazza nitidamente, chissà se esiste ancora così come la ricordo.
Ecco qua i primi effetti del brainstorming da soli. Boh... forse era meglio quello in compagnia.

martedì 1 novembre 2011

QUADRI DI GOMME MASTICATE



C'è un simpatico blog francese, laboiteverte.fr dove vengono pubblicati post molto curiosi.
Uno dei più curiosi, almeno uno di quelli che mi ha maggiormente colpito, è quello dedicato ad un pittore inglese, Ben Wilson, che dipinge chewing gum usati e abbandonati per strada. Si, lui dipinge le schifosissime cicche che tante parolacce ci tirano fuori quando camminiamo per strada. Sinceramente a me fa un po' schifo.
(Blog segnalatomi da Carolina)

Qui e qui i link delle cicche dipinte.

giovedì 27 ottobre 2011

MA NON C'ERA LA CRISI?



Son due giorni che non si capisce niente. 



Ieri un nubifragio epocale, e si sa, mica ce lo potevamo risparmiare. Son finita sotto l'ombrellone del pescivendolo a ripararmi, salendo sul trespolo che lo reggeva perchè di sotto scorreva il fiume. E a fianco c'erano l'olivaro e il fruttarolo nelle medesime condizioni, a reggere i loro ombrelloni, che la tregenda se li portava via.
Inutile aggiungere che di bus manco l'ombra, che ancora non l'ho capito dove scappano quando piove. Le paline erano desolatamente vuote.
Oggi invece, dopo aver speso un bel po' del mio tempo a cercare invano un bus, sulla palina è apparsa la scritta: disservizi su tutta la linea. E facimmecèlle 'a ppere. 
Al ritorno a casa, accesa la tv, ho scoperto che a Fuorigrotta è successo un casino indiavolato a causa di settemila deficienti (chiamarli tifosi è troppo decisamente) che dovevano comprare il biglietto per la trasferta  a Monaco.
A questo si è aggiunto lo sciopero improvviso dell'ANM, totale a quanto pare. Gli autisti al tg3 erano incazzati neri, altro che indignati, pare che i soldi per gli stipendi non ci sono. E questo fa pensare che anche nei prossimi giorni ce la faremo a piedi.

Ma ho scoperto che a Roma non stanno messi meglio.
Da stamattina GRA, Roma nord e tangenziale sono rimasti paralizzati per l'apertura di un nuovo megastore a Ponte Milvio.
Annunciati sconti favolosi nei giorni precedenti, ottomila stronzi si sono messi in fila trascorrendovi anche la notte e trasformando il corso Francia in un megaparcheggio. Roba da fare invidia agli Apple Store.
E così Alèmanno ha dovuto sguinzagliare tutti i vigili di Roma Capitale, chiudi qua e apri là per sbloccare l'immane casino. Che dopo l'alluvione ci voleva proprio una robina così.
Ma la barzelletta migliore l'ha raccontata il Codacons: ha chiesto a Trony, il megastore, di risarcire i cittadini rimasti bloccati a causa loro. E come? Ma logico: dando loro un buono da 100 euro da spendere nel medesimo megastore. Capito?
Uè Codacons, ma ci sei o ci fai?

 

venerdì 21 ottobre 2011

giovedì 20 ottobre 2011

SI ROMA TENESSE LU MARE ....

Ci si potrebbero fare le regate dell'America's Cup.

tuscolana


La Tuscolana in barca a vela



Roma


In canotto al Circo Massimo



Foro romano


Foro Romano come il Tempio di Serapide a Pozzuoli.


(alcune immagini dal web del nubifragio di questa mattina a Roma)

martedì 18 ottobre 2011

ARRESTATO IL RAGAZZO DELL'ESTINTORE

Sono pentito ma non sono un black bloc, volevo solo spegnere le fiamme.












e noi gli crediamo, vero?

domenica 16 ottobre 2011

IL 15 OTTOBRE E I MEDIA

UN SABATO ITALIANO

Inebetita davanti alla tv con le immagini che scorrono sulla mia retina.
Alcune sono rimaste impresse:

un camion con gli idranti che innaffiava pacifici dimostranti lungo la strada e una voce che gridava: che cazzo c'entriamo noi!!!!!

una donna che gridava e piangeva. Vi sembro una ricca io? Le avevano appena bruciato la macchina.

una statua della Madonna gettata sulla strada e sfracellata.

il viso insanguinato di una ragazza ferita.

fumo, colonne di fumo che si levano alte nel tramonto e sagome di elicotteri contro il cielo. Immagini da Vietnam e Apocalipse Now.

i cosiddetti black bloc che avevano tirato in mezzo alla strada i cassonetti per bloccare i poliziotti. Una quindicina di ragazzi sono arrivati ed hanno rimesso a posto i cassonetti.

E prima, molto prima, ragazzi con gli striscioni che cantano, mamme con il passeggino, il carro del teatro Valle e un'aria di serena manifestazione di chi ha scelto di esserci.

E dopo, sapere che da domani non sarà più possibile. Chi avrà il coraggio di scendere a manifestare portando con sè un bambino? Siamo e saremo sempre meno liberi.

Qui una esauriente fotocronaca della giornata.


giovedì 13 ottobre 2011

ANDERGROUND

Roma - Stazione Tiburtina
Foto di Sergio Fortini
Consulenza linguistica GnazzioLaRussa


Ai chent biliv it !!!


Ovviamente, dopo le risate omeriche dei passeggeri, ci hanno messo su una pezza.




mercoledì 12 ottobre 2011

LE CONSEGUENZE DELLA MOVIDA

Piazza Vanvitelli, una pachina con fioriera senza piante e fiori, utilizzata come megacestino della spazzatura dal popolo della notte vomerese.
A pochi passi una pizzetteria ed una gelateria.
Ma a pochi passi c'è anche un cestino, vuoto.
Che si aspetta, che il Sindaco faccia un'ordinanza che disciplini la raccolta a cura dei ristoratori?


domenica 9 ottobre 2011

DOMENICA A ZONZO

Ars Nova Napoli: Musica e danza nella Ztl vomerese. 

RIFLETTENDOCI

Se Jobs fosse nato in provincia di Napoli (di Antonio Menna)

Steve Jobs è cresciuto a Mountain View, nella contea di Santa Clara, in California. Qui, con il suo amico Steve Wozniak, fonda la Apple Computer, il primo aprile del 1976. Per finanziarsi, Jobs vende il suo pulmino Volkswagen, e Wozniak la propria calcolatrice. La prima sede della nuova società fu il garage dei genitori: qui lavorarono al loro primo computer, l’Apple I. Ne vendono qualcuno, sulla carta, solo sulla base dell’idea, ai membri dell’Homebrew Computer Club. Con l’impegno d’acquisto, ottengono credito dai fornitori e assemblano i computer, che consegnano in tempo. Successivamente portano l’idea ad un industriale, Mike Markkula, che versa, senza garanzie, nelle casse della società la somma di 250.000 dollari, ottenendo in cambio un terzo di Apple. Con quei soldi Jobs e Wozniak lanciano il prodotto. Le vendite toccano il milione di dollari. Quattro anni dopo, la Apple si quota in Borsa.

Mettiamo che Steve Jobs sia nato in provincia di Napoli. Si chiama Stefano Lavori. Non va all’università, è uno smanettone. Ha un amico che si chiama Stefano Vozzini. Sono due appassionati di tecnologia, qualcuno li chiama ricchioni perchè stanno sempre insieme. I due hanno una idea. Un computer innovativo. Ma non hanno i soldi per comprare i pezzi e assemblarlo. Si mettono nel garage e pensano a come fare. Stefano Lavori dice: proviamo a venderli senza averli ancora prodotti. Con quegli ordini compriamo i pezzi.

Mettono un annuncio, attaccano i volantini, cercano acquirenti. Nessuno si fa vivo. Bussano alle imprese: “volete sperimentare un nuovo computer?”. Qualcuno è interessato: “portamelo, ti pago a novanta giorni”. “Veramente non ce l’abbiamo ancora, avremmo bisogno di un vostro ordine scritto”. Gli fanno un ordine su carta non intestata. Non si può mai sapere. Con quell’ordine, i due vanno a comprare i pezzi, voglio darli come garanzia per avere credito. I negozianti li buttano fuori. “Senza soldi non si cantano messe”. Che fare? Vendiamoci il motorino. Con quei soldi riescono ad assemblare il primo computer, fanno una sola consegna, guadagnano qualcosa. Ne fanno un altro. La cosa sembra andare.

Ma per decollare ci vuole un capitale maggiore. “Chiediamo un prestito”. Vanno in banca. “Mandatemi i vostri genitori, non facciamo credito a chi non ha niente”, gli dice il direttore della filiale. I due tornano nel garage. Come fare? Mentre ci pensano bussano alla porta. Sono i vigili urbani. “Ci hanno detto che qui state facendo un’attività commerciale. Possiamo vedere i documenti?”. “Che documenti? Stiamo solo sperimentando”. “Ci risulta che avete venduto dei computer”.

I vigili sono stati chiamati da un negozio che sta di fronte. I ragazzi non hanno documenti, il garage non è a norma, non c’è impianto elettrico salvavita, non ci sono bagni, l’attività non ha partita Iva. Il verbale è salato. Ma se tirano fuori qualche soldo di mazzetta, si appara tutto. Gli danno il primo guadagno e apparano.

Ma il giorno dopo arriva la Finanza. Devono apparare pure la Finanza. E poi l’ispettorato del Lavoro. E l’ufficio Igiene. Il gruzzolo iniziale è volato via. Se ne sono andati i primi guadagni. Intanto l’idea sta lì. I primi acquirenti chiamano entusiasti, il computer va alla grande. Bisogna farne altri, a qualunque costo. Ma dove prendere i soldi?

Ci sono i fondi europei, gli incentivi all’autoimpresa. C’è un commercialista a Napoli che sa fare benissimo queste pratiche. “State a posto, avete una idea bellissima. Sicuro possiamo avere un finanziamento a fondo perduto almeno di 100mila euro”. I due ragazzi pensano che è fatta. “Ma i soldi vi arrivano a rendicontazione, dovete prima sostenere le spese. Attrezzate il laboratorio, partire con le attività, e poi avrete i rimborsi. E comunque solo per fare la domanda dobbiamo aprire la partita Iva, registrare lo statuto dal notaio, aprire le posizioni previdenziali, aprire una pratica dal fiscalista, i libri contabili da vidimare, un conto corrente bancario, che a voi non aprono, lo dovete intestare a un vostro genitore. Mettetelo in società con voi. Poi qualcosa per la pratica, il mio onorario. E poi ci vuole qualcosa di soldi per oliare il meccanismo alla regione. C’è un amico a cui dobbiamo fare un regalo sennò il finanziamento ve lo scordate”. “Ma noi questi soldi non ce li abbiamo”. “Nemmeno qualcosa per la pratica? E dove vi avviate?”.

I due ragazzi decidono di chiedere aiuto ai genitori. Vendono l’altro motorino, una collezione di fumetti. Mettono insieme qualcosa. Fanno i documenti, hanno partita iva, posizione Inps, libri contabili, conto corrente bancario. Sono una società. Hanno costi fissi. Il commercialista da pagare. La sede sociale è nel garage, non è a norma, se arrivano di nuovo i vigili, o la finanza, o l’Inps, o l’ispettorato del lavoro, o l’ufficio tecnico del Comune, o i vigili sanitari, sono altri soldi. Evitano di mettere l’insegna fuori della porta per non dare nell’occhio. All’interno del garage lavorano duro: assemblano i computer con pezzi di fortuna, un po’ comprati usati un po’ a credito. Fanno dieci computer nuovi, riescono a venderli. La cosa sembra poter andare.

Ma un giorno bussano al garage. E’ la camorra. Sappiamo che state guadagnando, dovete fare un regalo ai ragazzi che stanno in galera. “Come sarebbe?”. “Pagate, è meglio per voi”.

Se pagano, finiscono i soldi e chiudono. Se non pagano, gli fanno saltare in aria il garage. Se vanno alla polizia e li denunciano, se ne devono solo andare perchè hanno finito di campare. Se non li denunciano e scoprono la cosa, vanno in galera pure loro.

Pagano. Ma non hanno più i soldi per continuare le attività. Il finanziamento dalla Regione non arriva, i libri contabili costano, bisogna versare l’Iva, pagare le tasse su quello che hanno venduto, il commercialista preme, i pezzi sono finiti, assemblare computer in questo modo diventa impossibile, il padre di Stefano Lavori lo prende da parte e gli dice “guagliò, libera questo garage, ci fittiamo i posti auto, che è meglio”.

I due ragazzi si guardano e decidono di chiudere il loro sogno nel cassetto. Diventano garagisti.

La Apple in provincia di Napoli non sarebbe nata, perchè saremo pure affamati e folli, ma se nasci nel posto sbagliato rimani con la fame e la pazzia, e niente più.

giovedì 6 ottobre 2011

‎"Stay Hungry, Stay Foolish"



Repubblica.it
UN BEL TACER NON FU MAI SCRITTO


"Non mi sento di criminalizzare chi, in un momento di crisi come questo viola la legge assicurando, però, lavoro. Sarebbe un paradosso se i titolari della maglieria che si trovava nel palazzo crollato, dopo avere perso una figlia e il lavoro, venissero anche denunciati".

Questo è il commento del sindaco di Barletta dopo il crollo della palazzina che è costato la vita a 4 operaie.

Non farò della facile ipocrisia, dalle parti del Vesuvio ce ne sono tante di Barletta. Realtà dove più lavori e meno guadagni, dove la gente e le donne in special modo, sono quasi legate a catena alla macchina da cucire.
Ma viene da fare una triste considerazione. Un parente del proprietario della fabbrica dice che avevano regolare partita IVA e che i vigili addetti ai controlli non hanno mai avuto nulla da ridire sull'attività.
Forse gli stessi vigili non hanno trovato nulla da ridire neppure sul cantiere dove stavano buttando giù e ricostruendo, accanto alla palazzina venuta giù. 
E così il cerchio si chiude, in una realtà dove abusivismo, sommerso e connivenze si intrecciano strettamente, seppellendo delle persone che cercavano di sopravvivere a 4 euro l'ora.
Persone che hanno avuto la disgrazia di morire nello stesso giorno in cui è uscita la sentenza di Perugia, che ha occupato tutte le prime pagine dei giornali, relegando le altre in coda. 
Pure a morire ci vuole la ciorta, diceva la buonanima di mio nonno.

martedì 4 ottobre 2011


STRANE COSE

Capita che in alcuni periodi nulla voglia più funzionare. Parlo di informatica, la mia croce. E spesso non trovo spiegazioni.
E' cominciata con il macBook su cui sono caduta. Lui se l'è cavata, io no. Evvabbè, sia lode a Jobs.
Dopo qualche settimana è spirato prematuramente il mio desktop, regolarmente assemblato qualche anno fa dal figlio e regolarmente passato a me dopo che ne ha fabbricato uno nuovissimo, velocissimo e tutti gli issimo previsti dagli addetti ai lavori. 
La diagnosi l'ho fatta da sola, è andato fuori uso il Raid che metteva in parallelo due hard disk. Poichè dalla minacciosa schermata (Raid FAILED, in rosso) si evidenziava che vedeva fisicamente uno solo dei due HD, ho capito che uno dei due era defunto e che ha trascinato con sè tutti i dati scritti su entrambi. Ora è li che giace, in attesa del ritorno del figlio, che nel frattempo ha confermato a distanza la diagnosi.
E non finisce qui. 
Preoccupata della sorte delle mie foto,  ho cercato di fare un duplicato su un HD esterno di quelle che avevo scaricato sul Mac, compreso quelle che ho fatto in Turchia.
Risultato: nulla di fatto.
Ho scoperto così che gli HD formattati in NTFS e in FAT32 non sono compatibili con i Mac, li legge ma non vi scrive sopra. Pare che Microsoft che detiene il formato proprietario non renda pubblici gli standard, per cui la Apple riconosce solo chiavette e HD formattati in FAT (la prima versione), con il risultato che poi non si possono trasferire file superiori a 4 Gb. 
Tutto questo però l'ho scoperto dopo svariate ore di impazzimento, convinta che si era scassato pure il Mac. 
Ho chiesto aiuto a vari forum e così sono venuta a capo del mistero.
Stasera poi ho tentato di installare una stampante DELL sul Mac, ma non c'è stato niente da fare, la riconosce ma la schifa. Dà un messaggio in cui segnala che non esistono driver per collegarla, neanche in rete.
Ora posso anche capire Microsoft e la sua guerra ai Mac, ma la Dell produce stampanti, che interesse ha a non distribuire i driver per la connessione a qualsivoglia computer?
E' così astruso chiedere degli standard che vadano bene per tutti i sistemi operativi? 
Perchè anche con Linux ci sono altri problemi: le chiavette per la connessione Internet non funzionano, qualsivoglia gestore si scelga.


ULTIMISSIME:
A proposito di Linux, ho provato a collegare tutte le chiavette e gli HD esterni al vecchio netbook Linux. Funzionano tutti, ma proprio tutti, di qualsiasi Fat o NTFS sono fatti, in lettura e in scrittura.
Un sentito vaffanculo alla Apple, che non è capace di superare il problema.

 

lunedì 3 ottobre 2011

MEDICINA DEL PASSATO

Visitando il bazar egiziano a Istanbul, quello delle spezie, c'è tutto un settore dedicato agli animali ed ai loro mangimi. Tra le tante curiosità c'era un grosso vaso e guardandolo bene ho visto che conteneva delle sanguisughe. C'era anche un cartello che ne illustrava l'uso sul viso di una ragazza. Avevo pensato a qualche inusuale trattamento di bellezza, che dopo il botulino ormai possiamo immaginare di tutto.
Confesso che ogni volta che mi trovavo lì giravo al largo, tanto è lo schifo che mi suscitano le cosiddette mignatte.
Ricordo che molti anni fa venivano usate come cura per la pressione alta e le applicavano i barbieri.
E invece qualche giorno fa leggo sul Corriere che le sanguisughe sono state utilizzate all'ospedale di Malmoe per la ricostruzione del viso di una donna sfigurata dal proprio cane, durante un intervento, per prevenire la stagnazione del sangue.
E sembra che anche in Italia vengano utilizzate nel campo della chirurgia plastica. Va a sapè.


E forse un giorno scoprirò che anche questa specie di cetrioli colorati, chiamati "melone amaro", messi in infusione nei barattoli e venduti per curare malattie gastriche, vengono usati per curare l'ulcera.


sabato 1 ottobre 2011


ISTANBUL - 1

Ma la parte più interessante del viaggio doveva ancora venire: quattro giorni a Istanbul (che sono stati davvero pochini).




Raggiungiamo l’aeroporto di Bodrum Milas che si trova a circa 60 km dal villaggio, con un autista che parla solo turco e nel dubbio non parla proprio. Riesce però ad essere davvero gentile facendosi consegnare il voucher di imbarco e ci scodella esattamente davanti allo sportello della Turkish Airlines.
Qui i controlli sono davvero molto severi, tanto che mi aprono il bagaglio a mano perché avevano intravisto all’rx una confezione di pile. Non scappa neanche la forbicina che avevo in borsa, ho dovuto consegnarla ma me l’hanno restituita dopo averne misurato le punte. Pareva brutto non farmi la perquisizione corporea e pure questa è stata fatta. Il marito se l'è cavata.
Arrivati a Istanbul siamo riusciti persino a scovare l’autista che doveva portarci in albergo, 12 Km dall’aeroporto Ataturk.
Siamo partiti e abbiamo percorso una bellissima strada a quattro corsie, la Kennedy Caddesi che è in pratica il lungomare di Istanbul lato europeo. Dopo, l’autista si è infilato per vichi e vicarielli facendomi perdere il senso di orientamento e si è fermato davanti all’albergo che però non era il nostro: Antis Hotel e non Antik Hotel.
Ricarica le valigie, dice no problem e riparte per vichi e vicarielli, raccontando in uno stentato inglese un po’ di fatti suoi e chiedendomi dei miei, mostrando attrazioni turistiche e consigliando di visitarle. Il tutto inframezzato da insulti a quelli che si fermavano davanti, un traffico della madonna e persino un camion della monnezza che svuotava i contenitori, piazzato al centro strada come nella nostra tradizione.
Inutile dire che ha capito subito che eravamo italiani e precisamente napoletani.
E a me sta cosa fa incazzare un casino. Italiani? dicono, e subito dopo: Napoli?
Insomma il primo impatto è stato molto familiare, il secondo ancora di più.
Mollate le valigie in camera dove la chiave era un badge che serviva per accendere anche le luci e il condizionatore, ci siamo avviati lungo la strada principale e siamo stati subito aggrediti da venditori ambulanti di profumi, giacche finto Nike e da un esercito di camerieri assai molesti che vantavano i pranzi dei loro ristoranti.  Sbirciando nelle traverse abbiamo visto di tutto. Si vendevano scarpe, vestiti e ogni possibile suppellettile tanto che sembrava di passare per la Duchesca ante De Magistris. Alcune traverse poi erano interamente occupate dai tavoli dei ristoranti, alcuni solo pesce, dove frotte di gatti attendevano pazientemente che i clienti allungassero loro qualche boccone.