Nisida

Nisida

domenica 22 novembre 2015

23 novembre 1980

Dopo 35 anni, un filmato sul terremoto del 23 novembre 1980 in Irpinia, tratto da uno storico documentario girato nel 1981 dalla regista di origini lucane Lina Wertmuller, intitolato "Era una domenica sera di novembre". Le voci fuori campo sono di Lina Wertmuller e Piera Degli Esposti...
"La storia è un profeta con lo sguardo rivolto all'indietro: da ciò che fu e contro ciò che fu annuncia ciò che sarà" (Eduardo Galeano)


https://m.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=In34pJJFaQE

domenica 8 novembre 2015

Il Ponte si farà

Lo ha detto Renzi (e sicuramente sta a piglià pe' culo). Tipo voi guardate a sinistra e io vado a destra.
E forse il ponte serve a congiungere paesi sott'acqua e paesi senz'acqua, visti gli ultimi accadimenti.
Questo è il ponte di Bruzzano Zeffirio, nella Locride, distrutto dall'alluvione.



E comunque la bufala del ponte ce l'avevano già raccontata e va avanti imperterrita da 151 anni.

martedì 27 ottobre 2015

OEMMEESSE

Attenzione! Non vi fumate le salsicce, sono altamente cancerogene.
E come diceva Totò: qua si mangia pane e veleno. No Pasca' .... solo veleno!


E poi c'è anche il formaggio, stesso effetto di uno spinello. Qui
Diventeremo tutti seguaci del "respirianesimo", i discendenti dei cavalli di monsignor Perrella.
Altrimenti possiamo scegliere come morire: di fame o di cancro. 

sabato 24 ottobre 2015

Malinconico autunno


Malinconico autunno
staje chiagnenne cu’ mme
tutt’e fronne do’ munno
staje facenne care’

Finalmente l'aria si è rinfrescata e non piove più.
A me piace l'autunno che sa già un poco di inverno, con le foglie di mille colori che cominciano a cadere.
E cosa c'è di meglio di un buon tazzone di cioccolata bollente e un paio di ciabattone a papera, visto che ho pure un piede bello e acciaccato.
E poi c'è Netflix, un mese gratis e poi ci saranno svariati tipi di abbonamento; con 12 € si possono collegare fino a 4 dispositivi, per vedere le serie tv che mi appassionano e un bell'assortimento di film. Basta farsi l'account e si è subito connessi.
Ora sto guardando una serie che si chiama Narcos che parla della nascita e dello sviluppo dell'impero della droga costruito da Pablo Escobar.
Vediamo nei prossimi mesi cosa offrirà Netflix.

martedì 6 ottobre 2015

Paesaggi nell'agata copia incolla


Impurità intrappolate nella roccia in una sezione di agata, dipingono un paesaggio marino stranamente realistico.

agata-paesaggio-01

Che è molto simile a questo. La natura copia incolla.




domenica 4 ottobre 2015

E si ricomincia

As usual il budget destinato dalla regione Campania alla convenzionata esterna è terminato, quindi dalla fine di luglio (stavolta prima, di solito era fine settembre) ci stiamo pagando tutto, analisi e Tac comprese. Tutto quello che non ci possono fornire ASL e Ospedali che come tutti sappiamo hanno tempi di prenotazione biblici.
Ora si aggiunge anche il nuovo decreto che taglia un bel numero di prestazioni, suscitando le ire dei medici di famiglia che non sono più liberi di prescrivere quanto occorre a loro giudizio.
Quindi se c'è il sospetto di un tumore e questo si rivela infondato dopo aver effettuato l'esame, c'è il rischio che il medico venga multato, reo di aver praticato la medicina difensiva.
Io questo ho capito, almeno da quello che ha spiegato il mio medico tra una bestemmia e l'altra.
Vero è che spesso c'è un gran numero di prescrizioni che sarebbero anche superflue, ma molti (quelli che hanno l'esenzione ISEE) non pagano nulla e quindi ne approfittano.

Ora però ci troviamo a fare i conti con una nazione schizofrenica e criminale.
Nel caso di malattia terminale, lo Stato mi impedirebbe di scegliere la fine delle cure, anzi mi costringerebbe all'accanimento terapeutico, come ricordiamo per la povera Eluana Englaro.
Anche quando le stesse persone chiedono di poter morire in pace.
Ma se dovessi ammalarmi, codeste restrizioni mi impedirebbero di accertarmene, quando potrei forse curarmi prima che sia troppo tardi.

sabato 3 ottobre 2015

La NATO chiede scusa

Bombe americane colpiscono l'ospedale di Medici senza Frontiere (Msf) a Kunduz, in Afghanistan, città sotto il controllo dei talebani e da giorni teatro di scontri con le forze di sicurezza governative: almeno 20 morti il bilancio provvisorio, secondo quanto detto al Guardian online fonti di Msf. I feriti sono numerosi e il bilancio è destinato a salire. Il bombardamento è proseguito per mezz'ora dalla segnalazione alle forze armate Usa e afgane, denuncia Msf su Twitter, aggiungendo che "tutte le parti in conflitto, incluse Kabul e Washington, conoscevano le coordinate delle nostre strutture già da mesi".
Mentre Kabul sostiene che nell'ospedale "si nascondevano 10-15 terroristi", tutti "uccisi, ma fra le vittime ci sono stati anche dottori". Circa 80 membri dello staff dell'ospedale, fra cui 15 stranieri, sono stati portati in salvo.
(ansa.it)


venerdì 2 ottobre 2015

Ottobre

Canzone dei 12 mesi - Guccini

.


Non so se tutti hanno capito Ottobre la tua grande bellezza:
nei tini grassi come pance piene prepari mosto e ebbrezza, prepari mosto e ebbrezza...
Lungo i miei monti, come uccelli tristi fuggono nubi pazze,
lungo i miei monti colorati in rame fumano nubi basse, fumano nubi basse...

O giorni, o mesi che andate sempre via, sempre simile a voi è questa vita mia.
Diverso tutti gli anni, e tutti gli anni uguale,
la mano di tarocchi che non sai mai giocare, che non sai mai giocare...

sabato 5 settembre 2015

Piovono sassi


(foto da Facebook)

Questa mattina una grandinata epocale ha colpito la città e in misura maggiore la provincia: Pozzuoli, Quarto e Varcaturo sono state letteralmente bombardate da palle di ghiaccio grandi quanto una palla da tennis e più. Ha fatto anche danni seri. Ha rotto anche i parabrezza di diverse auto.
Ma il video più impressionante è quello che hanno fatto alcuni pescatori nel golfo di Pozzuoli, bersagliati dalla grandine come se fosse un bombardamento.
Non ricordo di aver mai visto una cosa del genere.

Da youmedia.fanpage


venerdì 4 settembre 2015

Le porestelle e i buchi neri.

Grillo annuncia: cambiano i criteri di selezione per far parte del M5s. Ecco i 7 tipi di grillino che magari non vedremo più, dal Grillino integralista al grillino pentito passando per il complottista e il Di Battista.


giovedì 3 settembre 2015

Dio è morto

Nei campi di sterminio .... e sulle spiagge dei resort.



Questo bambino aveva 3 anni, si chiamava Aylan ed era curdo di Kobane, Siria, dove il regime di Assad ha seminato terrore per anni, e dove solo questa estate i subumani dell’Isis hanno massacrato centinaia di civili, donne e bambini compresi. Suo padre ha a Vancouver una sorella parrucchiera che sperava di raggiungere. La sorella aveva fatto una colletta tra amici e vicini per sponsorizzare la sua richiesta di visto come rifugiato. Ma la richiesta era stata respinta per complicazioni burocratiche. Per questo il padre aveva deciso di affrontare la traversata tra Bodrum, sulla costa turca, e l’isola greca di Kos. Il canotto si è rovesciato e Aylan è morto con il fratello di 5 anni e la madre. Unico superstite il padre. vanityfair.it

martedì 18 agosto 2015

Lo spiegone di Marco


Quanti di noi, leggendo le scritte sui muri, ci siamo chiesti invano cosa volesse dire l'anonimo/a e cosa gli passasse per la testa al momento?
Ora c'è chi ci spiega accuratamente ogni graffito. Un genio!

foto di Marco Bonfiglio.


Deggio un'approfondita analisi del testo al Maestro Daniele Bazzani che me ne ha fatta esplicita richiesta.
Venendomi in ausilio (Piero) con una delle più belle perle delle scritte murali urbane di tutti i tempi, il Poeta qui vi porta un esempio supremo del significato a più livelli, che nell'epoca dei social network potremmo definire 'meta-tag'. 
Dunque, a' più questa scritta appare come un'esplicita richiesta di compartecipazione fisica della Musa, alla quale viene richiesta una focosa prestazione sessuale in cambio di (eventuale) motivazione lirica al termine della copula. 
Non sfugge la vena minimalista del Poeta, che se da un lato viene a far cadere in un solo colpo di pennarello un'intera corrente romantica, prevalentemente teutonica, dall'altro aderisce allo stile di un prestigioso novero di autori che comprende anche nomi quali Raymond Carver e Chuck Palahniuk, per non dire di leggende del calibro (12, precisamente) di Ernest Hemingway. 
Ma, ed è qui che il Poeta vi fa capire il significato variegato di Arte, a pochissimi è chiaro il vero significato recondito della poesia. 
'Scopami' non è da riferirsi a pratica sessuale diretta e probabilmente di grande intensità & scarsa durata, ma si interpreta nel quadro della figura retorica più prelibata: quella della figura di significato (o tropi, a seconda di come li vogliamo considerare) che riguarda il cambiamento del significato delle parole. 
Ecco quindi che 'Scopami' è molto più liricamente un riferimento alla pratica dello spazzare il pavimento. E quindi il Poeta dice: 'Scopami, spazza le macchie dalla mia anima, ripulisci il pavimento del mio sentimento da tutte le sozzerie della vita quotidiana'. Non solo. 'Poi ti spiego' non è un All-In da gioco di azzardo, che prefigura l'incasso di una cambiale senza nessuna garanzia di pagamento, ma ci viene in soccorso direttamente la Treccani riguardo al verbo 'spiegare': 'Svolgere, distendere ciò che era ripiegato o avviluppato, in modo che l’intera superficie risulti aperta e distesa' (cfr. anche 'spiegare le lenzuola al sole', 'spiegare le ali'). 
Dunque il Poeta è qui mutuale, e vuole dire: 'Tu prima spazza la mia anima dello sporco accumulato, e poi io aprirò al mondo la tua anima fino a questo momento avviluppata'. In un contesto ermetico che prende spunto dalle opere di Ungaretti (come l'arguto Luca Pisanu aveva saggiamente fatto notare in sede di pre-analisi), ecco quindi un intero paradigma sentimentale, ridotto magistralmente in una duplice interazione che si svolge tra il pavimento della cucina e lo stendino dei panni.

(Marco Bonfiglio, da Facebook)

martedì 11 agosto 2015

E' gghiuta 'a zoccola dint' o rraù

che in lingua napoletana vuol dire che si deve buttare tutto e ricominciare.

Un noto libraio, Eddy Colonnese, aprendo la saracinesca del suo negozio in via S. Pietro a Maiella, trova un grosso topo morto sulla soglia e si attiva perché venga rimosso, visto che la zona era piena di turisti, era domenica e molti stavano già a scattare foto al cadavere.
Riepilogo quanto accaduto in seguito con una nota di Pietro Treccagnoli:

Una zoccola non è sempre una puttana




Premetto che le giornate e il  dibattito sulla zoccola morta sono stati molto divertenti e mi hanno fatto molta compagnia in questo agosto in attesa della trubbéa refrigerante. Il patapata di chiacchiere abbacanti è stato comunque istruttivo.

Ma andiamo per punti.

1.   Un libraio (Edgar Colonnese) fa un post in cui racconta che all’imbocco del Decumano maggiore di Napoli (area turistica assai) da ore c’è un topo morto e che sta chiamando a destra e a manca per sollecitarne la rimozione, ma invano. Tutti giocano allo scaricazoccola. Non compete a me, neanche a me, tòglitelo da solo. In una città che ambisce a diventare una capitale del turismo lo scaricabarile e la persistenza della carogna (non la banalissima morte del topo, povera bestia) è una notizia? Certo, perché mostra un nervo scoperto della disorganizzazione tra le istituzioni e i servizi (di qualsiasi colore e competenze siano). Una zoccola è pur sempre una zoccola, e tale resta, ma se riesce a mandare a puttane la nervatura di chi invece di inveire contro chi denuncia dovrebbe telefonare agli addetti distratti (o in agitazione o in stravaccamento domenicale) è roba che ha dignità giornalistica, trattata con leggerezza, ovvio, ma pure con la serietà che la leggerezza impone.

2.   Ebbene, dopo che la polemica (tutta in chiaro su Facebook, nessuno è andato a cercarsi la zoccola, né tantomeno è andato a mettergli il pepe nel culo), dopo che la polemica finisce in un articolo più ironico che retorico, tra l’altro collocato a fogliettone (chi mastica un po’ di giornalismo sa che significa, chi non lo sa s’informi, basta Wikipedia, la Bibbia dei nuovi pensatori), si scatena la tempesta virtuale. Apriti cielo, si scannano i guardiani della rivoluzione arancione e i detrattori del sindaco. Fanno a gara a trasformare la zoccola in un caso politico. Qualcuno un po’ in sordina lancia l’idea del boicottaggio contro il libraio che “sputtana Napoli” (ignorando che non sempre una zoccola è una puttana, dipende dal numero degli arti inferiori), suscitando un vespaio di indignate reazioni che evocano i roghi dei libri dei nazisti. Esagerati, tutti. Ma tutta ‘sta caciara diventa una notizia ancora più succosa. Non ci si può scandalizzare che la politica sia andata a puttane. Addirittura, persone che hanno alti incarichi nelle istituzioni locali specificano che la zoccola non è del Comune, ma della Regione, perché sarebbe dovuta intervenire l’Asl e non l’azienda municipale per lo smaltimento rifiuti. Una zoccola non è un rifiuto indifferenziato, perché una zoccola fa pur sempre la differenza.

3.   Ne viene fuori il livello molto basso, al di sotto delle saittelle che ospitano normalmente i roditori metropolitani, del bene comune della nostra politica. Il corollario sono le indignate e spocchiose lezioni di giornalismo di personaggetti (per dirla con Crozza-De Luca), adusi a vestire panni da sopracciò,  dei quali stiamo ancora aspettando di leggere le grandi inchieste, i favolosi reportage da Damasco (ma anche da Volla, siamo di bocca buona) o una breve di nera scritta decentemente.

Una zoccola val bene una messa, una messa in ridicolo del nostro generino politico-culturale. Purtroppo la zoccola non si chiamava Giulietta, così si era tutti d’accordo ad azzannare il molesto Salvini.

L'orrore ..... l'orrore!




L’immagine ritrae il vice ammiraglio della marina statunitense William H. P. Blandy, sua moglie e il retroammiraglio Frank J. Lowry. L’occasione per cui fu realizzata la torta fu una festa organizzata il 6 novembre 1946 per celebrare la conclusione dell’operazione Crossroads, diretta da Blandy. L’operazione Crossroads consistette in due test atomici realizzati dagli Stati Uniti nell’atollo di Bikini nel Pacifico nell’estate del 1946. Si trattò delle prime esplosioni nucleari avvenute dopo l’esplosione della bomba a Nagasaki nell’agosto 1945.

giovedì 6 agosto 2015

La meglio gioventù

Stamattina nel solito autobus 532, privo di aria condizionata e con un bel numero di finestrini bloccati, tornavamo a casa fuori uso per il caldo, in piedi.
Un paio di fermate dopo è salita un'anziana signora con evidenti difficoltà deambulatorie che con grande difficoltà si è avvicinata al primo sedile ed ha chiesto educatamente alla ragazza poco più che ventenne se la faceva sedere.
La fanciulla ha fatto finta di niente, neanche ha risposto. La signora ha ripetuto la richiesta e la giovane allora le ha indicato un altro posto in fondo al bus, di quelli rialzati.
A questo punto la D.M. ha detto alla ragazza di tirarsi su e di andare lei a sedersi là dietro, visto che l'uso delle gambe ce l'aveva ancora. Ha capito e si è alzata rosicando.
La vigliacchetta però quando ci ha visti scendere si è lanciata in una catilinaria rivolta a noi e ad un'altra signora che si era permessa di dare ragione a noi. Fortuna che la D.M. non l'ha sentita, sarebbe stato capace di risalire sul bus e fare come è solito fare: prendere per il collo il soggetto, collega, apri un poco la porta, e buttarla giù. Già fatto altre volte.
La signora che è scesa assieme a noi diceva: eh questi giovani, tutti così maleducati e strafottenti!
No signora, per fortuna non è così, ne vedo tanti che si alzano spontaneamente e che aiutano persino gli anziani. Per fortuna.

sabato 1 agosto 2015

Amori giusti e sbagliati


Tante storie d'amore finiscono. Il tempo cura tutto e lascia posto a relazioni nuove. Ci sono alcuni amori, però, che non si esauriscono mai completamente: gli amori giusti nati al momento sbagliato.

"Non passa un giorno in cui questa persona non rientri nei tuoi pensieri e il tuo cuore non si senta pesante. Di solito è perché la relazione non si è davvero conclusa. Ma tu non puoi dirtelo e non puoi crederci perché, se lo facessi, impazziresti".

A raccontarli, sul giornale online dedicato ai Millennials "Elite daily", l'attrice, scrittrice e filmmaker Lauren Skirvin.

La sua è una riflessione sentita e commovente sulla forza di un sentimento che il tempo mette da parte ma il cuore non lascia mai andare davvero.

Se il tempo è il problema, l'unica soluzione è nel tempo stesso. Perché, dice ancora Skirvin, "ci si incontrerà una seconda volta". Per forza, come nei film. Nel frattempo, sarà solo una sfiancante attesa, un purgatorio di malinconia e distrazioni.

Mammamia!

venerdì 24 luglio 2015

Matrimoni e comunioni. Trova le differenze

Tra giugno e luglio c'è stata una scaricata di matrimoni e comunioni e ormai queste cerimonie stanno diventando sempre più ricercate, tanto che spesso ci si rivolge ai wedding planner che come vediamo nei film americani se ne inventano di ogni specie, dagli abiti alla scenografia e alla location.
I ristoranti mostrano addirittura agli sposi un album dove sono presentati tutti i piatti che verranno serviti, secondo la stagione.
E poi ci sono altri che si sposano semplicemente, con abiti normali e senza la cravatta, che vanno in pizzeria a festeggiare con gli amici, che i soldi son pochi e la papera non galleggia. Oppure è che vivono proprio così, senza sprechi e destinando i risparmi anziché al lussuoso abito da sposa con sei metri di coda a qualche viaggio, magari.
Proprio ieri si sono sposati due ragazzi che conosco così e l'anno scorso altri due.

Ma quella che mi mancava era la comunione stile matrimonio. Oltre al doppio vestito, al ricevimento al ristorante famoso, ai regali, ho sentito che per un fanciullo è stata organizzata la lista presso un'agenzia di viaggi.
Io che penso, male riflettevo che magari i genitori hanno trovato il sistema per farsi le vacanze, visto che la spesa del ricevimento e di tutto l'ambaradan li aveva lasciati in mutande.
Ma dove cavolo potrebbe andare in viaggio un ragazzino di 11 anni, a Disneyland? Da solo?

giovedì 25 giugno 2015

M'ama non m'ama

Se dubbio d'amor 
Troppo ti è duolo
Scegli una margherita
Con un petalo solo.


mercoledì 24 giugno 2015

Patente: secondo round

Stamattina sono passata in agenzia per vedere se la patente era pronta e qui mi attendeva una bella notizia: la patente non si poteva fare perché i miei dati non erano completi.
In sostanza pare che abbiano commesso un errore a non cambiarmi la vecchia patente cinque anni fa, quindi alla motorizzazione o alla prefettura, non ho capito bene, io non risulto avere la patente. Ovvero, la patente ce l'ho, posso dimostrarlo, ma non va bene.
Se mi avessero fermato in questi cinque anni polizia o carabinieri non so cosa mi sarebbe capitato, perché da un controllo sui database non sarei venuta fuori. Forse mi arrestavano e buttavano la chiave.
Ora devo aspettare un'altra settimana, si ritireranno la patente e non potrò neanche conservarla come souvenir. Secondo me neanche nello Zambia o Burkina Faso stanno messi così. Senza offesa, eh?
Big Sput alla burocrazia, senza la quale se ne cade l'Italia.

mercoledì 17 giugno 2015

E in mezzo scorre il fiume

Stamattina la stazione Metro Garibaldi a seguito del nubifragio è stata chiusa, niente treni; in mezzo, al posto dei binari c'era un fiume di acqua.
Non è cosa nuova, succede ogni volta che piove forte. Dissero che c'era un errore che andava corretto ma si presume che questa correzione non ci sia stata.
Si è allagata anche la nuova stazione Municipio ed è stata fermata anche la metro linea 2, lì succedeva anche prima, da 40 anni buoni.
In attesa del prossimo nubifragio magari possiamo suggerire di farci un allevamento di trote salmonate,
Noi potremo sempre attraversare i binari servendoci di un traghetto.

domenica 14 giugno 2015

50 anni a 4 ruote

Mi è scaduta la patente, la devo rinnovare ed ho scoperto che io e lei viaggiamo assieme da 50 anni esatti. Però se li porta bene, se consideriamo che tra i vari scippi e furti, una volta l'ho ritrovata in un rigagnolo.
Ora mi daranno la nuova patente, quella tipo badge e dirò addio a quella vecchia, piena di marche da bollo, timbri e tutti gli indirizzi che mi ricordano tutti i traslochi.
Addio anche alla fanciullina diciottenne che guarda seria nell'obiettivo con l'aria di "che ci faccio qui".
Care forze dell'ordine, avete finito di ridere quando aprite la mia patente e la guardate come se fosse un reperto archeologico, ora ci sarà una minuscola foto di una vecchia signora, la cui pettinatura ricorda vagamente la fanciulla.
E tra poco andrà in pensione anche il vecchio "patente e libretto", non ce li chiederanno più perché sapranno tutto dalla targa, anche se siamo assicurati.
Era ora, finora la digitalizzazione era roba sconosciuta, on the road.

mercoledì 3 giugno 2015

Nuova fermata metrò Municipio

Piazza Municipio e nuova fermata metro, progettata dall'architetto portoghese Alvaro Siza.

La fontana del Nettuno non ha trovato ancora pace. Ora sta davanti palazzo S. Giacomo, il Municipio. E sono quattro. Via Medina dove è nata, poi piazza Borsa, poi di nuovo via Medina e ora Municipio.
L'installazione all'interno della fermata del metro Municipio è molto originale.
Sulla parete di 37 metri per 5 c'è un disegno che rappresenta il Vesuvio, cui è dedicata la fermata.
Di fronte al disegno ci sono gli antichi bastioni aragonesi del Maschio Angioino in pietra tufacea.
Cinque proiettori mandano in loop immagini in movimento tono su tono sul disegno, che sembra vivo. Il resto della stazione è tutto rivestito in pietra lavica nera, ma l'effetto è molto austero e privo di colore.
Aspettiamo che terminino i lavori della piazza per vedere gli scavi completi e il museo a cielo aperto.
E speriamo bene.
Qui alcune foto della piazza e i rendering di come la vedremo tra qualche anno.




Il Vesuvio di Michal Rovner



Nuova collocazione della fontana del Nettuno.


I bastioni Aragonesi all'interno della fermata Municipio.

domenica 24 maggio 2015

La coerenza innanzitutto


23 maggio 2015 - Juve-Napoli, Juventus Stadium. +39. Rispetto.
E' stato bello vederli con i cartelli in mano, con i nomi dei morti dello stadio Heysel di Bruxelles. .
E tu pensi che dei tifosi da stadio in fondo non tutto è da buttare.
Ma neanche il tempo di commuoverti che senti il solito canto: Vesuvio, lavali col fuoco.
E quelli che prima ricordavano le vittime degli hooligans inglesi, poche manciate di secondi dopo auguravano la morte a milioni di persone innocenti, senza battere ciglio.

mercoledì 20 maggio 2015

I vecchi vanno ammazzati da bambini




Al momento pare la soluzione "finale" per risolvere l'enorme pasticcio delle pensioni, sia che si parli di età pensionabile che di restituzione del maltolto, parziale rimborso denominato "bonus" dal creativo Renzi.

Ma ce n'è per tutti.
Ad esempio c'è questo tale Singer che ispirandosi a un trattato di assurda e feroce satira ideato nel 1729 da Jonathan Swift dal titolo Una modesta proposta per evitare che i figli dei poveri siano di peso ai loro genitori e al paese e per renderli utili alla società, propone di far fuori i bambini disabili per ridurre i costi sanitari.
Dei disabili adulti tace, lasciando riflettere sul dato che ammazzandoli da bambini non ce ne sarebbero più in giro.
Come al solito, anche i commenti all'articolo di Il Giornale, sono degni di nota, nel rispetto della linea del quotidiano.
Si scherza, ma anche no.

venerdì 8 maggio 2015

Tutto il mondo è paese?

Un amico in viaggio verso il Messico fa tappa ad Atlanta per prendere un altro aereo. Deve passare obbligatoriamente per la dogana e qui gli impongono di pagare il visto, che lui non aveva. Si fottono 45 $ e insistono anche per avere un suo recapito negli USA. Gli chiedono insistentemente: ma Lei dove va a dormire? In Messico, se mi ci fate arrivare. Riescono a fargli perdere l'aereo e alla fine lo mandano a rifare i biglietti. Spende anche altri 30 € di telefonate in roaming verso il Messico, per avvertire che aveva perso l'aereo.
Riparte per Città del Messico con il visto per gli USA che gli varrà per i prossimi due anni, lui che non ha nessuna intenzione di fermarsi in USA.

Il figlio di un'amica va a Torino per lavoro con un contratto a tempo indeterminato (ante jobs act), prende in affitto un appartamento ma gli fanno un contratto solo per 18 mesi.
Chiede la residenza che gli serve per la scelta del medico e per pagare la RC auto a prezzi torinesi, visto che ormai a Napoli non ci vive più. Gli rifiutano la residenza perché per averla occorre un contratto di affitto 4+4.
Per ora è riuscito a fare una scelta del medico provvisoria, dopo aver cancellato la sua iscrizione alla ASL di Napoli ma la sua fidanzata no, non è riuscita ad averla, quindi tutto a pagamento.
Chi le ha stabilite queste norme assurde? Al limite si manda il vigile urbano a controllare se davvero vivono lì, come si fa tutti quando cambiamo residenza. O sono le regole del profondo nord?

Ma che mondo è?

sabato 2 maggio 2015

Le meraviglie della tecnica


    Mio figlio ha comprato il robottino che pulisce i pavimenti. Lo abbiamo appena provato. Ha girato tutta la casa, s'è fatto la mappa e i percorsi, ha eseguito scrupolosamente il tracciato riga per riga e poi ha tentato di gettarsi dal balcone. Il pargolo lo ha alzato subito e lui ha scritto sul display: mettimi giù.

    Sarà che ho letto troppa fantascienza ma io ho paura. Ricordate Hal 9000? Altro che Odissea nello spazio!

    In effetti la spiegazione è semplice. Il "mettimi giù" compare quando non sente più segnali dai sensori di contatto col pavimento (ed io mi aspetto che ci aggiunga anche "strunz").
    La tecnologia che appena trent'anni fa era solo nei sistemi militari e nelle sonde spaziali e costava cifre folli è servita a produrre questi simpatici aspirapolvere.
    Ora infatti i sensori di movimento stanno anche sugli smartphone.

    Poi abbiamo cercato di familiarizzare con l'oggetto misterioso.
    Lo guardavamo affascinati mentre si 'mbriacava sotto le sedie e scommettevamo che sarebbe rimasto intrappolato. Ma niente, se l'è spicciata ovunque. Mio figlio lo ha portato a casa mia per fargli un test. Se se la cavava qua, che pare un labirinto, a casa sua sarebbe stato un paradiso.

    E' molto utile per pulire sotto i divani, va anche su tappeti e moquette e si è infilato anche sotto i mobili di cucina dove ha raccolto tutto quello che giaceva dal pleistocene ad oggi.
    Ma ha fatto anche altro. dopo un'oretta di duro lavoro ha scritto sul display: Ho finito. E se n'è tornato dritto dritto alla cuccia a ricaricarsi.
    Mi piacerebbe leggerli tutti i messaggi precaricati, sai che risate? Magari ci insulta pure.
    Ah dimenticavo. Ti devi togliere dai piedi altrimenti impazzisce. E' fatto per lavorare da solo, con la casa a sua disposizione. A casa dei ragazzi andrà bene, loro lavorano tutto il giorno, immaginiamo come se la sciala.
    Certo per chi ha animali in casa la vedo dura, se c'era ancora Leo magari ci saliva sopra e si faceva portare a fare un giro per casa. E forse il robottino gli avrebbe anche scritto sul display: Scinne 'mmò 'mmò.

domenica 26 aprile 2015

La musica dimenticata

Finalmente dopo circa 22 anni mi sono decisa a fare spazio nelle librerie perché ho visto dal rigattiere vicino casa centinaia di volumi buttati su un tavolo in vendita a 3€ cadauno ed è stata dura non avvicinarmi a pescare qualche titolo di mio interesse.
E così, tornata a casa, è iniziato il repulisti.
Ho riempito due scatoloni e non sono riuscita a darli a nessuno. Persino alle parrocchie non interessavano i miei libri e così li ho piazzati, ben imballati, vicino al contenitore della carta.
E pur avendone gettato via una discreta quantità, le librerie non sembra che se ne siano accorte, continuano ad essere stracolme.
Per ora mi fermo, anche perché devo trovare un criterio di sistemazione che per ora mi sfugge.
E tirando giù tutta quella mercanzia, sono saltati fuori un mucchio di CD che avevamo ricopiato dai vecchi LP, assieme ad un collega dei tempi che furono.
Ho ripescato nel cascione un vecchio lettore di CD (i DVD erano ancora da venire) e ne ho riascoltati alcuni.
Che cosa buffa! Si sentiva il rumore della puntina nelle pause e qualche fruscio tipo friggitoria che accompagnava i miei ascolti dell'epoca e che ormai avevo dimenticato.
Mi riprometto di riattivare il lettore e riascoltare i vecchi CD. Sono stufa di MP3 e Playlist. E basta con le cuffie! Voglio tornare a sentire la mia musica con la pancia.
A volte come per caso ci accorgiamo di quanto sia cambiata la nostra vita, le nostre abitudini. E non sempre in meglio.


venerdì 24 aprile 2015

Duetto buffo di due gatti ... mieowww

E' attribuito a Gioacchino Rossini ma sembra che invece lo abbia scritto un compositore inglese, Robert Lucas de Pearsall.
E tutti pensavamo che Rossini fosse rimasto sveglio la notte a causa dei gatti miagolanti.
Molto divertente è l'interpretazione che ne hanno fatto cantanti lirici famosi, una sorta di divertissment, come quello di Monserrat Caballè con Montserrat Martì


o come questi due simpatici inglesi



e per finire, un cartone di Emanuele Luzzati, col gattone Pulcinella.


lunedì 6 aprile 2015

'E fujenti nel 2015

Sotto casa quest'anno sono venuti ben due gruppi di fujenti, i devoti della Madonna dell'Arco.
Il primo ci ha svegliati alle otto, con botti sparati e grancasse, il secondo è venuto più tardi tra una pioggia e l'altra.
Entrambi i gruppi trascinavano baldacchini con madonna e altri ammennicoli, uno di questi montato su un carrello a ruote che toglievano di volta in volta per eseguire un balletto.
Fin qui nulla di nuovo. La novità è rappresentata dalle coreografie; c'era anche una specie di scenografo che dirigeva la recita. E La canzone del Piave, con tanto di bandiera patria.
Sono rimasta molto impressionata dalle donne che, formando una croce, si sono stese a faccia a terra, sulla strada bagnata. Nel secondo gruppo c'erano le bambine, anch'esse prima in ginocchio e poi a faccia a terra.
Fino all'anno scorso i fujenti di casa nostra avevano le scarpe, quest'anno invece alcuni scalzi e tutti gli altri in calzini.
Non so come interpretare quella che a mio parere rappresenta una involuzione.
Che quando i tempi sono grami ci si rivolge all'Altissimo in forme sempre più stentoree?



(Foto Rosa De Martino)

Ci stanno lessando come la rana?



IL PRINCIPIO DELLA RANA BOLLITA
(di Noam Chomsky)

Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana.

Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare.

La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa.

L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita.

Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.

Questa esperienza mostra che – quando un cambiamento si effettua in maniera sufficientemente lenta – sfugge alla coscienza e non suscita – per la maggior parte del tempo – nessuna reazione, nessuna opposizione, nessuna rivolta.

Se guardiamo ciò che succede nella nostra società da alcuni decenni, ci accorgiamo che stiamo subendo una lenta deriva alla quale ci abituiamo. Un sacco di cose, che ci avrebbero fatto orrore 20, 30 o 40 anni fa, a poco a poco sono diventate banali, edulcorate e – oggi – ci disturbano solo leggermente o lasciano decisamente indifferenti la gran parte delle persone. In nome del progresso e della scienza, i peggiori attentati alle libertà individuali, alla dignità della persona, all’integrità della natura, alla bellezza ed alla felicità di vivere, si effettuano lentamente ed inesorabilmente con la complicità costante delle vittime, ignoranti o sprovvedute.

I foschi presagi annunciati per il futuro, anziché suscitare delle reazioni e delle misure preventive, non fanno altro che preparare psicologicamente il popolo ad accettare le condizioni di vita decadenti, perfino drammatiche.

Il permanente ingozzamento di informazioni da parte dei media satura i cervelli che non riescono più a discernere, a pensare con la loro testa.

Allora se non siete come la rana, già mezzo bolliti, date il colpo di zampa salutare, prima che sia troppo tardi!

mercoledì 25 marzo 2015

Le clarisse sul web

Durante la visita di Papa Francesco a Napoli, nel Duomo è successo di tutto.
San Gennaro non ha voluto far mancare la sua presenza ed ha sciolto mezzo sangue. Tutto no, che pareva brutto.

E le monache di clausura, le clarisse del convento all'Anticaglia, hanno circondato e abbracciato il Papa con molto calore, facendosi rimproverare dal cardinale Sepe che si è lasciato andare a commenti non proprio lusinghieri nei confronti delle suore.
Il Papa è apparso piacevolmente stupito dall'assalto delle suore, simili a scolarette in uscita da scuola. Capirete che uscire dal convento di clausura con un permesso speciale e vedere anche il Papa, ma quando gli ricapita?

Anche la Littizzetto non ha fatto mancare la sua voce a Che tempo che fa e parlando delle suore ha detto che erano represse.
E qui la meraviglia. Le suore hanno una pagina di Facebook e l'hanno usata per rispondere a Lucianina:

"Ci dispiace che la sig. Littizzetto, che abbiamo apprezzato in altre occasioni, abbia pensato che le “represse” monache di clausura stessero aspettando il Papa per abbracciare un uomo... Probabilmente per fare questo avremmo scelto un altro luogo e ben altri uomini... Se avessimo voluto.

Non sarebbe forse il caso, cara Luciana, di aggiornare il tuo manzoniano immaginario delle monache di vita contemplativa?"
Qui l'intervista di Youmedia che dà voce e presenza alle due clarisse, dove ci sono inseriti anche gli "interventi" del cardinale.

Le sorelle ci informano che oggi sono cambiati i modi di comunicare e forse Gertrude, la monaca sventurata, oggi risponderebbe ad Egidio con un sms e morta là.

martedì 17 marzo 2015

Masterchef e bubbazze on air

Capita sempre più spesso, a qualsiasi ora si accenda la tv, di trovare in trasmissioni che non c'entrano nulla con la cucina, cuochi o pseudotali che si affannano ai fornelli cercando di stupire sempre di più il pubblico all'ascolto.
Non ho mai avuto interesse a seguire tali trasmissioni, non mi piace molto l'innovazione in cucina, specie quando introduce aglio o cipolla nell'amatriciana e il parmigiano sul pesce, due opzioni che schifo profondamente.
Ma soprattutto non mi piace la parola "impiattare" accompagnata dal verbo "andiamo", usate a profusione da qualsiasi Monsù all'opera.
E al finale, guardando i piatti impiattati, con uno schizzo di salsa qui, uno zigzag di cioccolato là, un mucchietto informe di roba affastellata in un'improbabile piramide al centro, mi viene sempre più da pensare che, visto il risultato, lo chef abbia vomitato nel piatto. Fateci caso, please.

domenica 8 marzo 2015

8 marzo


"Io odio l’8 marzo" ( in edicola su LEFT n.8 del 7/3/2015)

Io odio l’8 marzo.Dico sul serio,lo odio .Profondamente.Lo odio col suo carico di carovane di donne in libera uscita,lo odio con le sue mimose di plastica su scatole di cioccolatini,con quelle comprate a prezzo folle da fiorai .Odio l’8 marzo con le sue celebrazioni settarie,le sue omissioni legislative durante tutto l’anno,gli organismi di partito ghettizzanti, usati solo come bacino di voti all’occorrenza.Odio l’8 marzo che lava la coscienza ad uomini distanti, violenti o solo semplicemente ignavi che lo usano come viatico per sentirsi bravi e solidali un giorno all’anno.Odio l’8 marzo festeggiato solo dalle donne.Lo vorrei festeggiato dagli uomini,da tutti gli esseri umani.Vorrei una festa dell’Umanita’,dell’essere solidali,del non prevaricarsi,del rispetto,della uguaglianza ,sempre.Odio l’8 marzo usato dal marketing di aziende che poi sbattono cosce e tette in prima pagina gli altri 364 giorni per vendere cose.Odio l’8 marzo di ragazzine ormai ignare di quello che significa,di mamme che se ne sono dimenticate o che non l’hanno mai saputo.Odio l’8 marzo delle donne senza ironia,coscienza di se’,di donne che non sanno accettarsi con indulgenza e fuori da schemi imposti.L’8 marzo di donne realizzate solo su tacchi 12 che si costringono da sole in una immagine che ,alla fine,le imprigiona e frustra .Odio l’8 marzo di “50 sfumature di grigio” al cinema una sera , e di rosso sangue versato di tante tutto l’anno . Odio l’8 marzo di donne ancora con sensi di colpa,l’8 marzo di mamme che non possono lavorare perche’ costa di piu’ farlo che stare a casa.Odio l’8 marzo del dover scegliere ancora fra casa e famiglia,di una economia in cui il lavoro per le donne e’ un lusso in piu’.L’8 marzo di bambine tutte uguali allevate a telefilm ,portate dalle estetiste anche alle elementari da mamme cresciute con programmi che annacquano il cervello .Odio l’8 marzo con mimose di cui non si sa piu’ ne’ la storia ne’ la provenienza.Lo amerei ,invece,l’8 marzo..come l’amavo..e tanto ..Amerei l’8 marzo del Ricordo ,per esempio.L’8 marzo del ricordo di una ragazza italiana, Teresa Mattei che l’ha scelta la mimosa ,per esempio….se solo qualcuno ,a volte,se ne ricordasse .Che ha scelto Lei..la mimosa, come simbolo di questa giornata.Giornata di celebrazione..non di “festa”.La mimosa perche’ fiore semplice ,spontaneo…disponibile per tutti. Amerei l’8 marzo del ricordo di questa ragazza degli anni venti,di questa ragazza che a 17 anni si fece espellere da tutte le scuole del Regno per non assistere alle lezioni sulla difesa della razza,per esempio.Amerei l’8 marzo del ricordo di questa ragazza ex partigiana che , poco piu’ che ventenne,scrisse l’articolo 3 della nostra Costituzione..quello sull’Uguaglianza..di tutti noi,di tutti i cittadini. .Vorrei amarlo ,insomma…questo giorno,tornare a farlo..Come tutte le cose amate alla follia che quando ti deludono e vedi trasformarsi in altro ti fanno soffrire di piu’…come un amore tradito e perso.Proviamo con il 9 allora..e poi con il 10 ,l’11....e via via andiamo avanti ogni giorno,provando ad amare questi giorni ,uno dopo l’altro con una consapevolezza che non celebra ma agisce e “fa” ,insieme .Magari ,cosi, accade che arriviamo ad un prossimo 8 marzo.Quello dell’ anno giusto.Quello in cui ci apparira’, celebrandolo, prima di tutto proprio l’immagine di questa ragazza italiana,di Teresa Mattei che scrive a vent’anni questa nostra bistrattata Costituzione,

Tornero’ ad amare l’8 marzo allora,come merita.L’8 marzo in cui rivedremo questo .L’immagine di una donna italiana coraggiosa e appassionata e che scrive di uguaglianza e di diritti .Che ne scrive fiduciosa in tempi non lontani ma che ora sembrano secoli,mentre tiene una mimosa appena colta stretta,stretta forte fra le mani.
(Milene Mucci)

venerdì 6 marzo 2015

La musica che gira intorno


Non capita spesso di trovare ad un concerto un musicista che sfotte il pubblico. Stasera è capitato a noi.
Il concerto verteva su musiche di Mozart, Schubert, Respighi e Ravel, per pianoforte e violino. Un bel programma.
Il punto è che il pubblico, molto volenteroso, si è messo ad applaudire alla fine di ciascun movimento, cosa che fa inorridire gli appassionati e fa perdere concentrazione ai musicisti.
Arrivati al secondo movimento della sonata di Mozart, il violinista ci ha fatto un segno ed ha aggiunto: alla prossima.
Manco p'a capa, applausi idem.
Poi iniziava la sonata di Schubert e lui ha detto con un sorriso: sono quattro movimenti.
Stavolta è andata, niente applausi (ma neanche al quarto son partiti subito).
Poi i cinque pezzi di Respighi, che erano diversi, quindi si poteva applaudire ma ormai il pubblico non ci ha capito più niente e solo pochi applausi sono arrivati, da quelli più competenti. E il violinista rideva.
Mancava ancora il pezzo di Ravel ma se l'erano scordati ed hanno iniziato a chiamare il bis.
La serata è stata completata dalla gaffe della maschera, che vedendo uscire una signora tutta trafelata ha aperto le porte, vedendo solo dopo che la sala era ancora buia.
Va detto che il violinista era davvero bravo e che lo sfottò era lieve, condito da un certo humour, colto molto bene da una parte del pubblico.
Si evidenzia ancora una volta che le esecuzioni di musica classica sono alquanto rare in città. L'educazione musicale scarseggia fin dalle elementari, i ragazzi sono preda facile di musicacce e quindi va apprezzata la buona volontà di quelle persone che hanno fatto l'abbonamento e che seguono e fa niente se applaudono un po' a casaccio.

domenica 15 febbraio 2015

E adesso musica :-)

Quest'anno sono tornata a fare l'abbonamento per i concerti. Da circa 4 anni per problemi vari ho dovuto rinunciare a frequentare cinema e teatri e mi è mancato moltissimo. Ora riproviamo ad uscire dal letargo.
Il primo concerto, venerdi scorso, prevedeva musiche da camera di Mozart e la presentazione era alquanto originale. I 4 musicisti, due pianisti, una viola e un violino, sedevano in poltrona sorseggiando dell'acqua e un critico musicale, Stefano Valanzuolo, spiegava man mano prima dell'esecuzione, i brani, come erano stati scritti, a chi erano dedicati, inserendo anche delle note descrittive della famiglia di Wolfgang.
E' stato molto interessante ma al solito una parte del pubblico era alquanto insofferente e non ha gradito.
Ho trovato le persone in sala alquanto peggiorate rispetto agli anni passati. Cellulari che squillavano qui e là e tutto in giro, cellulari accesi nel buio per vedere l'ora (uffa, quando finisce sta palla), per mandare messaggi e quant'altro. Quello che è diventato ormai il telefonino che non se ne può più fare a meno neanche in bagno.
Una delle mie amiche che a causa di un incidente viaggia con la stampella, ha avuto la bieca tentazione di usarla sulle zucche dei disturbatori. E chissà che una volta o l'altra non accada.

mercoledì 28 gennaio 2015

Giorno della memoria



Che il ricordo di un tempo così oscuro del nostro passato illumini il futuro con saggezza e compassione.#Giornodellamemoria

May the memory of such a dark time in our past enlighten the future with wisdom and compassion.#RemembranceDay

(Samantha Cristoforetti)

lunedì 19 gennaio 2015

Non ce la posso fare

Sono entrata di nuovo nel loop Agenzia delle Entrate.
Avevo un credito e subito mi arriva da pagare un arretrato, circa la metà del credito.
Vado a chiedere spiegazioni e mi dicono che posso pagare, utilizzando il credito, con l'F24.
Mi dicono anche che potrò mettere a compenso il residuo su prossimo 730 ma devo aspettare la lettera che mi invieranno.
Due mesi ci ha messo la lettera ad arrivare e nel conteggio finale compare il totale del credito con la dicitura "da confermare". Che m'avete scritto affà? Boh.
Telefono (numero a pagamento, tariffa urbana), mi mettono in attesa e aspetto venti minuti.
Il giovanotto dice che lui non sa niente dell'F24 che ho pagato, gli risulta il credito totale e me lo confermerà con una e-mail (non hanno la PEC loro, io si, ma non serve a niente).
Mi ha detto che la e-mail mi arriverà tra una settimana, più o meno, perché la deve firmare il suo capo. Una e-mail con i tempi di una lettera cartacea.
Aiutatemi!

lunedì 12 gennaio 2015

Marcello, come here ....

Lei è Anitona e lui è Mastroianni, nell'omaggio di Milo Manara.



Quest'anno non è partito per niente bene, sembra un necrologio.

lunedì 5 gennaio 2015

E cammina cammina ......

Oggi il nuovo anno ci ha portato una dolorosa notizia: ci ha lasciati Pino Daniele, colpito da infarto. Aveva solo 59 anni.
Nel 1981 ero anch'io a piazza del Plebiscito assieme ai duecentomila e il mio cuore è ancora là, dove lo ricorderò sempre.
Quest'anno invece al Plebiscito c'era giggidalessio & friends (gli amici sua) ma noi tutti stavamo su RaiUno a sentire lui, Pino Daniele e i suoi amici (e anche i nostri).
Non è stato al suo meglio, a volte ha anche stonato ma noi lo amiamo e lo abbiamo perdonato.
Per noi napoletani che lo abbiamo amato e ascoltato fin dagli inizi è stato come un lutto in famiglia.
E Pino non merita sarcasmo e ironia che sono sparse a piene mani sui social network.
Tacete e lasciate che lo si pianga in santa pace.
Abbiamo perso un fratello, un amico che ha dato voce alle nostre tristezze, alle nostre rivolte.

Io ti ricordo così, fai buon viaggio.