
Questo bambino aveva 3 anni, si chiamava Aylan ed era curdo di Kobane, Siria, dove il regime di Assad ha seminato terrore per anni, e dove solo questa estate i subumani dell’Isis hanno massacrato centinaia di civili, donne e bambini compresi. Suo padre ha a Vancouver una sorella parrucchiera che sperava di raggiungere. La sorella aveva fatto una colletta tra amici e vicini per sponsorizzare la sua richiesta di visto come rifugiato. Ma la richiesta era stata respinta per complicazioni burocratiche. Per questo il padre aveva deciso di affrontare la traversata tra Bodrum, sulla costa turca, e l’isola greca di Kos. Il canotto si è rovesciato e Aylan è morto con il fratello di 5 anni e la madre. Unico superstite il padre. vanityfair.it
C'è un bel libro di Mordecai Richler, quello di La versione di Barney. Si chiama Un mondo di cospiratori e parla del fenomeno che ha raggiunto il suo apice all'epoca dell'11 settembre: il complottismo in ogni sua forma.
RispondiEliminaVedo che questo sport non è ancora passato di moda.
http://www.adelphi.it/libro/9788845921513
RispondiEliminaSi ma estrapolando informazioni da Vanity Fair ? Di cosa parliamo ?
RispondiEliminano, per l'informazione bastava guardare qualsiasi Tg o pagina di giornale. Quello su vanity fair è un articolo che mi ha fatto sentire ancora più una merda. E tu? Dici anche tu che non è possibile perchè aveva le scarpe?
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