Nisida

Nisida

sabato 31 marzo 2012

Suvvia, siamo ottimisti!

E mentre il Presidente del Consiglio prova a fare il pacco a cinesi, giapponesi e indiani raccontando che ormai conviene investire in Italia visto che è più facile licenziare, dimenticando burocrazia, malaffare, tangenti, mafia e quant'altro, prendo in prestito le parole del mio amico Aldo per dipingere uno scenario pieno di ottimismo.

Finalmente compagni ci viene incontro l'Italia che sognavamo....sobria, con il potere agli operai ed eticamente più sana. Significa che non abbiamo lottato invano e i primi risultati ci stimolano a continuare sul tracciato segnato. Ecco alcuni obiettivi raggiunti. 
1) i redditi dei lavoratori dipendenti sono più alti dei nostri amici/nemici padroni; 
2) una political correct. Casini si fa togliere l'auto blu e due guardie del corpo (come da ex presidente) e si tiene soltanto la macchina blu e quattro guardie del corpo che gli spettano come capo di partito; 
3) malgrado la modifica dell'art. 18, sarà vietato licenziare, i lavoratori saranno "invitati ad andarsene"; 
4) più rispetto per l'ambiente: saranno chiuse le fabbriche e la circumvesuviana. Questo per far posto a megagalattici centri commerciali, per mantenere al fresco in estate e caldo in inverno, tutti coloro che attraverseranno "il mar rosso" (i milioni di esodati).

domenica 25 marzo 2012

La Casina Vanvitelliana


E' una villa edificata nel 1782 dal re Ferdinando IV di Borbone, su progetto di Carlo Vanvitelli su un isolotto collegato con un ponte in legno alla terraferma.
Si trova nel lago Fusaro, "Acherusia Palus"; anticamente era una palude creata dal fiume Acheronte, che nel 1800 diventò sito reale borbonico di caccia e pesca.
Il Fusaro è noto per gli allevamenti di mitili che hanno fama di essere i migliori della provincia, è separato dal mare da una bassa duna sabbiosa con alberi e cespugli ed è collegato ad esso con due canali di comunicazione.
Si visita solo il sabato pomeriggio e la domenica, ma oggi, non si sa per quale arcano motivo era chiuso e ci è toccato guardarla da fuori.


La Casina Reale è stata restaurata e ridipinta di uno slavato celeste, diversamente da prima, come si vede dal disegno sul quadro di piastrelle all'ingresso del sito.


venerdì 23 marzo 2012

Art. 18 (salvo intese)

"Non credo che noi stiamo per aprire le porte a una valanga di licenziamenti facili sulla base dell'articolo 18 anche perché bisogna sapere a che cosa si riferisce l'articolo 18".
Lo ha detto il presidente Napolitano (peccato per la location da cui parlava: le fosse Ardeatine) e noi ci crediamo, perché le industrie hanno bisogno dei lavoratori se vogliono produrre e se si continua così, con queste riforme, se ne scapperanno anche gli immigrati.
Resteremo solo noi, pagati meno dei cinesi, ma tanto uguali ai tedeschi (non per gli stipendi, logicamente).
Forse noi pensavamo che l'art. 18 si riferisse a questo? Già, forse sbagliavamo.


Roma, Circo Massimo - 23 marzo 2002

mercoledì 21 marzo 2012

Primavera

Con un giorno di anticipo è arrivata la primavera.
Oggi è scoppiato il caldo e si comincia a sudare. 
Eh sì, non ci sono più le mezze stagioni, passeremo dal cappotto al costume.

lunedì 19 marzo 2012

Facite 'a carità

Il telefono, la mia croce.
Chiama una ditta di surgelati,quelli che consegnano a domicilio.
Signora, abbiamo un'offerta speciale, siamo in zona e consegniamo anche il catalogo.
No grazie, non mi interessa, io non consumo surgelati.
Ma come, signora? Sono comodi e poi ci sono anche i gelati.
Appunto, ci manca solo che mi metta a mangiare gelati.
Ma abbiamo anche le verdure, i bastoncini.
Mai comprati i bastoncini. Grazie no.
Ma signora, non me lo farebbe un piccolo acquisto, solo per farmi un piacere? Su, signora, la prego.


Ecco, questa è la prima volta che mi capita. 
Ora mi aspetto che mi telefonino pure i fujenti, quelli della Madonna dell'Arco, per chiedermi un'offerta.

Credetemi, so' un cojone.....

Il Rutelli dall'Annunziata In Mezz'ora un po' ci ricorda l'Alberto Sordi della Grande Guerra, ma molto ricorda l'imitazione che ne faceva Corrado Guzzanti.
Geniale la spiegazione di Makkox che utilizza il rasoio di Occam per la dimostrazione scientifica.
Anche se qualcuno potrebbe obiettare che per il medesimo principio, è un ladro che s'è fatto beccare come un cojone.

sabato 17 marzo 2012

La Stazione Zoologica A. Dohrn - L'Acquario

                                                                                                                                                                          La Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli è stata fondata nel 1872 dallo scienziato tedesco Anton Dohrn. 
Oggi è un ente pubblico di ricerca, vigilato dal  
img1071002161151 080801095808 .jpgMinistero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca
La Stazione Zoologica è tra i più importanti enti di ricerca al mondo nei settori della biologia marina e dell'ecologia. Fondata con la missione di promuovere la ricerca di base, ospitando scienziati che avevano bisogno di organismi marini per i loro studi, è ora basata sulla ricerca svolta dal proprio personale.
La missione della Stazione Zoologica è la ricerca sui processi fondamentali della biologia, con specifico riferimento agli organismi marini e alla loro biodiversità, in stretto legame con lo studio della loro evoluzione e della dinamica degli ecosistemi marini, attraverso un approccio integrato e interdisciplinare. Lo studio delle applicazioni biotecnologiche conseguenti è pare della missione dell'Ente. La Stazione Zoologica offre anche l'accesso agli organismi marini per la comunità scientifica internazionale e corsi di alta formazione nell'ambito della sua missione.





La Stazione Dohrn ha avuto anche notevoli collaborazioni. Nel corso degli anni molti premi Nobel hanno frequentato i laboratori della Stazione, come si evince dalla tabella sottostante.

E qui c'è un'intervista di D. De Masi a A.M. Liquori, ordinario di Chimica Fisica all'Università di Roma e fondatore dell'ICTB e fondatore dell'International Centre of Theo.

(Estratti da Periodico : Anton Dhorn e la stazione zoologica di Napoli . Rivista IBM  n. 1/1987 , diretta da D. De Masi,  già per la  rivista “Scienza 2000″). 

Nella palazzina della Stazione si trovano anche degli affreschi di Hans Van Meèr che rappresentano il manifesto europeo del purovisibilismo. Gli affreschi al momento non sono visibili al pubblico. 



venerdì 16 marzo 2012

Umarell's Cup

Gli umarell napoletani hanno trovato il cheffà.
Da quando sono in corso i lavori sul lungomare per l'America's Cup li possiamo vedere intenti a sorvegliare con attenzione il cantiere.
Qui ne vediamo un nutrito gruppo che assiste, nella classica postura, al posizionamento delle banchine galleggianti.

giovedì 15 marzo 2012

La pizza di scarole

E' uno dei piatti napoletani più famosi ed io la faccio spesso. 
Ma ho appena scoperto una nuova ricetta, che tra l'altro è antichissima e la fanno le nonne del mio paese natale, Ischia. 
La novità è che non si inforna, ma si cuoce sul fornello.
Si prepara la scarola come al solito, si fa bollire, la si scola togliendo tutta l'acqua e per sicurezza la si può lasciare nel colapasta diverse ore. Poi la si cuoce in una padella (io uso la wok) con aglio, olio, capperi, olive nere, pinoli, uva passa e filetti di acciuga.
Si prepara una pasta con 350 g di farina, 1 cubetto di lievito e acqua quanto ne richiede la farina, considerando che l'impasto deve essere lasciato piuttosto fluido. Si fa crescere per circa due ore e nel frattempo si ungono due padelle uguali (diam. 26 cm).
La ricetta originale prevede che si ungano con lo strutto, io uso l'olio. 
Si versa una parte della pasta, circa la metà nella padella calda, si spande bene e poi si aggiunge la scarola condita, facendo attenzione a non farla uscire dai bordi. Si copre con il resto della pasta e si lascia cuocere a fuoco basso (ho usato il fuoco piccolo). Dopo circa 15 minuti si capovolge nell'altra padella, prima riscaldata e si lascia per altri 15 minuti.
La difficoltà è dosare i tempi, per evitare che resti cruda dentro.
Si può ancora capovolgere, sempre a padella calda e alla fine questo è il risultato.
E' buonissima, fidatevi.

mercoledì 14 marzo 2012

Impallinare Saviano

E' diventata ormai una disciplina olimpica. Basta che Roberto Saviano si affacci dalle pagine di un quotidiano o dalla tv perchè inizi il tiro incrociato. L'ultima sua uscita, quella delle scuole che si svuotavano quando si allenava Maradona ha dato il via a battutine e sberleffi.
Anche don Merola, il prete anti-camorra, non si è fatta mancare a sua volta la critica: Saviano ha sbagliato perchè ha lasciato Napoli.
Ma io mi chiedo: che cazzo deve fare questo povero cristo, andare in clausura in un monastero del Tibet?
E continuo a chiedermi il perché di tanto accanimento. Proprio non me lo so spiegare.


Antonio Menna, che ha scritto Se Steve Jobs fosse nato a Napoli, racconta sul suo blog che gli vengono mosse le stesse critiche che facevano a Saviano ai tempi di Gomorra.
La prima è che quanto scritto nel libro non è vero. La seconda è che parlare male dell'Italia e di Napoli è una furbata per fare soldi.


Speriamo che in un prossimo futuro non impallinino pure lui.

lunedì 12 marzo 2012

Basta ca ce sta 'o sole....

Il ministro del lavoro Elsa Fornero: “L’Italia è un Paese ricco di contraddizioni, che ha il sole per 9 mesi l’anno e con un reddito base la gente si adagerebbe, si siederebbe e mangerebbe pasta al pomodoro”. 


Beh....signora Ministra, noi in fondo siamo gente di buona volontà, potremmo anche imparare a suonare il mandolino.


Qui un commento da Micromega

giovedì 8 marzo 2012

8 marzo

Una giornata particolare
 

Fa male sentire che qualche tigì chiama ancora “delitto passionale” mattanze come quelle di Brescia, dove un maschio reso feroce dalla sua demenza, o reso demente dalla sua ferocia, uccide una donna che considera “sua” e non lo vuole più. E come contorno della sua orribile esecuzione ammazza altre tre persone (due delle quali ventenni) che avevano per sola colpa essere prossimi alla vittima: amico, figlia, fidanzato della figlia.
Perché gratificare di “passione” questo nazismo maschile che ogni anno produce, solo qui in Italia, un vero e proprio olocausto di femmine soppresse solo perché non vogliono più appartenere (come bestie, come cose) a un padrone, e per giunta un padrone violento? “O mia o di nessuno”, dice il boia di turno, ed è la perfetta sintesi di una cultura arcaica e mostruosa che – esattamente come il movente razziale – dovrebbe costituire un'aggravante, in un paese civile.Mentre l'aggettivo “passionale” rimanda, purtroppo, a una sorta di attenuante, quasi di “spiegazione”: e fino a una generazione fa, qui in Italia, era di fatto un'attenuante giuridica. Levato dai codici quell'infame eufemismo che erano le “ragioni di onore”, rendiamo onesto, veridico anche il linguaggio giornalistico.Passione e amore non c'entrano, c'entrano il potere, il terrore di perderlo, l'odio della libertà. (Michele Serra)

lunedì 5 marzo 2012

Annunciazione annunciaziò

Finalmente alla ASL di Napoli 1 si sono dati una mossa.
Dopo la grande innovazione che si possono fare prenotazioni (solo un'ora al giorno per ora) e pagare i ticket presso le farmacie che hanno aderito (tutte), ora si apre anche la via di Internet.
Si, da questa settimana, facendosi l'account presso la propria Medicina di Base (una volta a settimana dalle 12,30 alle 17,30), ci si può registrare con la propria e-mail.
Se siete interessati, questo è il portale dove scaricare la modulistica da consegnare firmata all'ufficio C.U.P.


http://www.aslnapoli1centro.it/procedura-per-assistito1


In seguito ci si potrà prenotare, cancellare prenotazioni e persino pagare il ticket online, dimenticando le code kilometriche a cui ci avevano finora sottoposti.
E speriamo che in un prossimo futuro si faccia qualcosa anche per le attese e che io riesca ad ottenere una visita oculistica prima di mesi sei.

venerdì 2 marzo 2012

Italian divide

Questa mattina dovevo ritirare alla farmacia della mia ASL la dose bimestrale del farmaco che assumo quotidianamente. Preso il numero, fatta la debita coda, persa la tessera sanitaria che ho in seguito recuperato grazie ad un signore che l'aveva consegnata, presento la richiesta del medico e aspetto perché la farmacista era impegnata al telefono.
Dopo un po' arriva un'altra farmacista che dice: Procedo io. 
Ho pensato.... vabbè, oggi c'è da ridere.
Esamina la carta, va nell'armadio, prende una sola scatola del medicinale e me lo consegna.
Mi scusi, le dico, io di solito ritiro due scatole. 
Risponde: no, 2 compresse al giorno per 25 giorni = 50 compresse. La prossima volta deve andare dal suo medico.
Si, rispondo, ci sono andata dal medico e il foglio che le ho dato lo ha scritto lui.
No, dice, in seconda istanza dovrà munirsi dell'impegnativa del prescrittore e dovrà recarsi presso il fornitore per ritirare quanto occorre.


Ok, dico, non ho capito niente, ma provo a interpretare.
Voi non date più il farmaco perché adesso è stato registrato e si vende regolarmente in farmacia?
Esattamente, dice.


Capito? Una povera crista va a prendere le medicine e si trova davanti questa specie di robot che parla il burocratichese, senza sottotitoli. E si vedeva chiaramente che era impedita, che non riusciva a parlare la nostra lingua. 
E poi parlano di digital divide. Ce n'è di strada da fare ancora.


Nel frattempo la farmacista, quella che di solito mi consegna i farmaci, aveva finito di parlare al telefono, ha capito a volo quello che succedeva e si è sentita in dovere di spiegarmi in italiano corrente quanto accadeva, perché non aveva sentito la mia interpretazione a braccio, accompagnando il tutto con una mimica che significava: aggiate pacienzia, chest'è.

giovedì 1 marzo 2012