Nisida

Nisida

venerdì 23 ottobre 2020

Lockdown Due?

 Ci stiamo avviando rapidamente ad un altro lockdown. La situazione è diventata drammatica, i numeri crescono in modo esponenziale e De Luca chiede a gran voce la chiusura a Conte. Stasera ha mostrato in tv la Tac polmonare di un 37enne malato di Covid, causando uno choc a chi conosce da vicino quel male.

Ora però siamo tutti più deboli, provati dai mesi passati in lockdown, con l'inverno che si avvicina e l'influenza stagionale in arrivo.

Tanta gente non è andata in vacanza, mancando i soldi o avendo scelto di non mettere a repentaglio la propria salute, Tanti sono stati lontani da figli e nipoti, per una protezione reciproca.

E poi c'è chi se n'è fregato altamente. Gente che ha saltellato tra Grecia, Ibiza, Sardegna come se non ci fosse un domani. E forse è proprio così. Noi ora non sappiamo domani cosa accadrà. Qualcuno penserà che il virus sparirà nel nulla, come ha fatto il Sars? Sperano nel vaccino che ci metterà al sicuro tutti? Non lo sappiamo e neanche i professori che sono diventati nel frattempo delle star televisive con tanto di tifoseria al seguito. 

Vediamo nelle prossime ore. Adesso in Campania siamo davvero mal messi, sembra la Lombardia di marzo e De Luca si augura di non vedere anche qui i camion militari che trasportano le salme.



mercoledì 10 giugno 2020

Alfredino

Era il 10 giugno del 1981. Eravamo tutti nelle case a vedere in tv tutti i disperati tentativi di salvare Altredino Rampi, finito in un pozzo. Nessuno riuscì a tirarlo fuori,  e anche Angelo Licheri non ci riuscì. Ancora oggi vive nel rimpianto di non avercela fatta e sogna di essere ancora in quel pozzo.
Cominciò la lunga diretta tv, forse sperando di trasmettere  un lieto fine agli italiani che lo aspettavano e in realtà cominciò così la triste esperienza della tv del dolore cui assistiamo oggi continuamente. Anche Pertini andò, a fare coraggio alla povera madre.
Io ricordo che ad un certo punto non resistetti e uscii da casa, cercando di non pensare e invece lungo la via, da tutte le finestre, veniva fuori la voce del giornalista che spiegava minuto per minuto quello che stava accadendo. Feci molta strada quel giorno e al ritorno seppi che Alfredino era ancora in quel pozzo da cui non era uscito vivo.
Dopo pochi giorni seppi che aspettavo un bambino e spesso da allora ho pensato ad Alfredino.
Ci penso ancora quando passo per Vermicino che si trova sulla strada che faccio per andare a casa di mio figlio.

lunedì 1 giugno 2020

Stargate domestico

Ora lo so, sono sicura. In casa mia c’è uno Stargate e sta sul mezzanino. Di tanto in tanto ricordo di averci messo qualcosa tentando di recuperarlo ma niente, non lo trovo più.
Oggi cercavo un tritatutto Moulinex, archiviato perché ne avevo preso uno più nuovo ma come tutte le altre cose nuove, si è rivelato un mezzo bidone. Ho cercato il vecchio ma si deve essere offeso a morte, ha infilato lo Stargate e chi s’è visto s’è visto. Ha raggiunto ed è andato a fare compagnia al servizio di piatti blu, comprato a Laveno e messo via in attesa di tempi migliori, un servizio di bicchieri a calice multicolore abbinato e tanti altri ammennicoli da tavola e cucina mai più visti.
Ma la cosa più triste riguarda una piccola valigia che conteneva indumenti e vestitini da neonato, appartenuti a mio figlio che volevo tirare fuori per il nipotino Andrea.
C’erano tante cose che avevo fatto io durante il lungo periodo della gravidanza e mi faceva piacere rivederle, anche se forse li avrei ritrovati tutti mangiucchiati dalle tarme. All’epoca si usava la pura lana.
Oggi ho detto alla D.M. Che forse bisognava tirare giù tutto e fare una severa disamina di tutta quella Monnezza che ci intasa il mezzanino, che non ci serve a niente e che ci procurerà infinite jastemme da chi resta e che dovrà ripulire casa che come tutte le case dei vecchi è piena di ricordi che sono e restano solo loro.
Ma come al solito il marito è diventato furibondo come sempre, quando si parla di buttare. Lui si affeziona pure alle scarpe vecchie ed ora che sta sempre qui non posso neanche più fare quelle escursioni di contrabbando che andavano a rimpinguare il cassonetto sotto casa.
Ciao Stargate e qualche volta lascia la porta aperta in modo che qualcosa possa di tanto in tanto tornare.

lunedì 25 maggio 2020

Mezzogiorno di fuoco

Oggi altro tentativo di tornare alla normalità. Visita dall’otorino alla ASL prenotata a novembre, si, hanno riaperto ma con tante precauzioni. Il vialetto di ingresso lungo lungo e noi in fila distanziati, con i tizi della sicurezza in mascherina e visiera che ci indirizzavano via via dallo specialista richiesto.
Pochi minuti di attesa e sono entrata, pagato il ticket in pochi minuti e subito la visita.
Dottoressa e infermiera entrambe con mascherina FP3, che in mia presenza hanno ricoperto con mascherina chirurgica.
Nuovo appuntamentol’8 giugno per l’esame audiometrico.
All’uscita ho imboccato il corridoio e dall’altro lato veniva un impiegato anche lui bardato. Ci siamo guardati un po’ interdetti e mi sono ricordata la scena di Mezzogiorno di fuoco, con relativa musichetta .  Mi è scappata una risata e l’impiegato è passato veloce, hai visto mai che questa è scema?
Mamma mia, ragazzi! E questa sarebbe la fase 2, ritorno alla normalità.

venerdì 15 maggio 2020

Liberi tutti

Si avvicina la data dello sblock up, lunedì 18. Potremo gironzolare in regione, senza autocertificazione, vedere gli amici ma con giudizio, mai tutti assieme appassionatamente.
Potremo andare al bar o al ristorante, col metro in mano, per vedere se rispettano le norme stabilite dall’Inail. Potremo prendere caffè e cornetto, si, ma un metro di distanza tra avventori, non ho capito se con obbligo di mascherina.
Per il mare stanno ancora a esercitarsi con squadra e righello e qualcuno ha pure scritto che a 4 mq corrisponde un quadrato di 4 metri di lato. I fondamentali proprio.
Frattanto De Luca si prepara ad arginare le orde barbariche che calerebbero dal nord infetto, utilizzando i poteri che gli darebbero di allargare e stringere i limiti previsti dal DPCM.
Intanto assistiamo ad un certo rilassamento; molti girano con mascherine ma a naso di fuori, altri la portano al collo, forse sono muniti di branchie per cui si capisce, altri proprio senza.
Intanto noi abbiamo fatto le riunioni condominiali in videoconferenza e stiamo meditando di farle anche per il futuro. Oddio, quelli che erano prolissi di persona lo sono anche in remoto ma si tende a razionalizzare.
In tutto sto bailamme la polizia ha pensato bene di fermarsi con l’auto mentre eravamo seduti sulla panchina a via Scarlatti. Ci hanno detto che non possiamo stare fermi e che dobbiamo circolare. Infatti tutti circolavano senza mascherina, qualcuno la portava in mano.
Ora io sarei parecchio preoccupata dal liberi tutti da lunedì, paura che riprenda il contagio e ci costringa di nuovo a chiuderci in casa a fare il pane. E con questa premessa a chi verrà la voglia dì cacciarsi in un ristorante divisi da un plexiglas e a 2 metri di distanza?

Ma nonostante tutto è primavera, quasi estate, abbiamo anche lo scirocco.




domenica 10 maggio 2020

La festa della mamma

Oggi che è la festa della mamma sento il bisogno di ricordare tutte quelle madri che ci hanno lasciato in questi mesi, sole, in un ospedale o nelle RSA, lontane dagli affetti più cari, senza il conforto di qualcuno che tenesse loro la mano nel momento della dipartita, alle quali per carro funebre è stato dato un camion dell'esercito in una lunga fila. Per non dimenticare.

domenica 3 maggio 2020

La vita dalla finestra

Alla vigilia del “liberi tutti” si comincino a vedere timidi segnali di vita.
Un vecchietto rom che suonava la fisarmonica nei ristoranti della zona Camaldoli, ora per sopravvivere gira per il Vomero suonando la sua compilation che spazia da Bella ciao al Padrino, inframezzate da note canzoni russe. Qualcuno lancia qualche spicciolo dalle finestre.



E c’è chi decide di accendere un BBQ in strada, rendendo tutti partecipi di fumi e fiamme.
Napule è mille culure


venerdì 1 maggio 2020

Primo Maggio

 


Non gridate più

Non gridate più – Giuseppe Ungaretti

Cessate d’uccidere i morti.
Non gridate più, non gridate.
Se li volete ancora udire,
se sperate di non perire.

Hanno l’impercettibile sussurro,
non fanno più rumore
del crescere dell’erba,
lieta, dove non passa l’uomo.


Qui un po’ di storia di questi giorni

https://natangelo.org/2020/05/01/e-lei-ce-ne-ha-morti/