
CAMPIONI DEL MONDO
CAMPIONI DEL MONDO
CAMPIONI DEL MONDO
PIAZZA PLEBISCITO ... WORK IN PROGRESS
Hanno appena fatto in tempo a togliere la "scultura" di Sol Lewitt, prima che si riempisse d'acqua come una piscina, dopo il nubifragio di ieri.
E adesso c'è Luna Rossa, la finta barca, senza chiglia, senza alberi, senza vele e per farcela vedere con le vele hanno messo uno schermo (in basso a sinistra) e così la vediamo navigare (e ha pure perso, vabbè).
Si capisce (e non ci vuole la zingara p'anduvinà, nunc'è) che trattasi di mera operazione commerciale ad uso dei gonzi, perchè giusto sotto la chiglia della barca c'è uno stand di Telecom, con delle graziose hostess che abbordano i turisti con le ultime offerte della TIM.
Poco piu' in là, vicino al San Carlo, c'è un camion tipo magliaro napoletano, che vende giubbini e abbigliamento vario targato Telecom, Prada e tutti gli sponsor di Luna Rossa, alla minima cifra di 250 euro (e viene pure il dubbio che siano appezzottati).
E vale sempre il discorso che se devo portare addosso tutti quei marchi perlomeno mi devono pagare loro. A casa mia pubblicità gratuita non se ne fa.
Nel frattempo, alle spalle di Luna Rossa, lavoratori precariamente aggrappati al traliccio, stavano montando il maxischermo per domani sera per la partita.
Si stanno anche preparando misure antiguerriglia urbana, chiudendo l'acqua alle fontane e mettendoci le gabbie attorno.
E così il Carciofo di piazza Trieste e Trento e il Nettuno della fontana Medina resteranno a secco. Sempre aspettando la notte dei festeggiamenti.
I Carabinieri a cavallo all'ombra di Palazzo reale osservano la scena.
Mi fermo a chiacchierare un po' perchè scopro che i cavalli hanno le scarpe, tipo copertoni e tra una chiacchiera e l'altra mi informano che i cavalli sono castrati. Ovviamente. Sai che risate se un cavallo maschio fiuta l'odore di una femmina, col carabiniere seduto sopra? Al galoppo !!!! 
E per non farci mancare niente, a via Roma, un argentino con amplificatori alla woodstock, suona il flauto di Pan, evocando sonorità alla Inti Illimani (napallatànta) nella totale indifferenza dei passanti intenti all'attività preferita: lo shopping per saldi estivi.
LE GANASCE
E zitti zitti al Comune di Napoli sono tornati ad applicare le ganasce alle auto in sosta.
Finora mi è capitato di vederle solo a Via Rossini, sulle strisce riservate ai taxi. Tutto il resto del Vomero, niente.
Un'altra volta poi, sempre a Via Rossini, ho visto una ganascia schiantata per terra e l'auto non c'era. Forse il proprietario ha perso la pazienza e l'ha scassinata.
Ieri poi c'era un'auto parcheggiata al centro dell'incrocio, con le ganasce. Al centro dell'incrocio tra Via Paisiello e Via Rossini, vicino all'aiuola della rotatoria !!!!!
Ora io mi chiedo, a parte il fatto se le ganasce siano un deterrente per il parcheggio selvaggio, ma chi è piu' imbecille tra i due? Il tizio che ha lasciato l'auto in sosta in pieno incrocio o il vigile che ha piazzato le ganasce, bloccando un incrocio finchè il cretino non è tornato? E' arduo scegliere, secondo me.
E quei bei carri-attrezzi di una volta che fine hanno fatto?

Auto ganasciata a Londra
L'INFINITO - ’na luntananza ca nun tene fine

L’aggio tenuto sempe dint’ ’o core
stu pizzo ’e muntagnella sulitaria
e st’arravuoglio ’e frasche ch’è nu muro
ca m’annasconne addó fernesce ’o mare.
Ma si m’assetto e guardo i’ me figuro
’na luntananza ca nun tene fine,
’nu silenzio ca mai nisciuno ha ’ntiso,
’na pace ’e Dio ca manco mparaviso.
Troppo pe’ n’ommo, quase fa paura.
E quanno ventulea mmiez’ a ’sti fronne
chillu silenzio ca me dà ’o scapizzo
cu ’sta voce d’ ’o viento se cunfronna
e me veneno a mente ’e ccose eterne
’nzieme cu chelle ca se so’ perdute
e penzo ’e tiempe ’e mo e ne sento ll’eco.
Cu ’o penziero me sperdo int’ ’o sprufunno
e doce doce me ne vaco ’nfunno.
La versione napoletana dell'Infinito di Leopardi è di Paolo Martino
ENTRATE E USCITE
Ieri ho passato la mattinata all’Agenzia delle Entrate (che per me è ovviamente delle uscite).
Mi hanno mandato una lettera gentile dove mi dicevano che volevano 129 euro per l’Unico del 2003. Nella lettera c’era scritto che potevo telefonare al call center col numero verde a tariffa urbana. Tre giorni passati a chiamare e stavo sempre in coda dopo 14-18 persone, tempo stimato sempre 8 minuti. Una palla.
Sempre nella lettera era scritto che potevo prenotarmi via e-mail per un appuntamento. Vado nella HomePage dell’Agenzia delle Entrate e scopro che hanno disattivato gli appuntamenti.
Non resta che arrendermi e alle 9 di mattina, con 35 gradi circa, vado a prendere il numero e mi siedo con libro e Shuffle in sala d’aspetto a guardare il tabellone luminoso.
La nuova sede dell’Agenzia al Vomero è stata ricavata da una chiesa. Volte altissime e voci che rimbombano, figuriamoci quando litigano.
Finalmente dopo sole 2 ore ho accesso allo sportello, numero 16, che culo. L’impiegato, molto cortese, mi informa che ci vorrà un po’ di tempo che la questione è lunga. Insomma, per capire che era successo ha dovuto richiamare tre annate di Unico, 740 e 730.
Alla fine del lavoraccio mi consegna un papiello enorme, con un modello F24 da pagare, per soli 8 euro. Si erano sbagliati, come dicevo io, ma lasciarmi andare senza pagare niente pare sia contrario alle abitudini della casa, quindi 8 euro e zitta.
E mi è pure andata di lusso.
Non so a voi, ma a me capita che quando mi scanso di pagare mi viene voglia subito di dilapidare la cifra completa, per festeggiare. Ci sto pensando.
Come sempre capita nelle sale d’aspetto, si fa amicizia tra derelitti e alla fine ci sentiamo anche dei fortunati per tutte le sfighe che gli altri ci hanno raccontato. Una signora con un pacco di carte aspettava il turno per una multa presa dalla sua auto 13 anni fa e non ricordava neanche il numero di targa. Era nonna e mi ha mostrato le foto dei suoi nipotini. Una tenerezza incredibile.
Poco piu’ in là, un’anziana signora blaterante, che aveva da ridire su tutto, ci informava che ha fatto l’insegnante per 50 anni e subito ci è venuto un moto di simpatia per le migliaia di alunni che le sono passati davanti e che difficilmente la dimenticheranno.
ITALIA-GERMANIA 2-0

E' destino che la Germania debba sempre buscarle dall'Italia, è un fatto ormai.
Una bella partita, corretta, senza fallacci, nonostante le provocazioni dei giornali.
Exploit finale ai supplementari.
Ma che gli è successo al Pupone? Aria tirata e stanca, sudatissimo nella maglietta presudata alle ascelle.
E' andata bene. Speriamo vada bene anche stasera che qua si sono scatenati alla grande. Botti e granate lanciate in aria, peggio che a Capodanno, trombe assordanti e puzza di zolfo che sembra di stare in Solfatara.
E adesso vediamo chi ci tocca domenica.
FORZA AZZURREN
EVENTI IMPREVEDIBILI
Un nubifragio fortissimo si è abbattuto questa mattina nella zona di Vibo Valentia, provocando varie frane.
Una bambina è morta trascinata dalla frana assieme al padre.
Nei pressi di Sant’Onofrio un uomo è stato ucciso da un fulmine e un altro ferito. Uccisi anche capi di bestiame.
Allagamenti e frane anche in Aspromonte nelle Serre, dove i torrenti ingrossati hanno provocato frane e molte frazioni risultano isolate.
Bertolaso parla di evento imprevedibile e pure quando un intero villaggio fu portato via dal fiume in piena a Soverato dissero la stessa cosa.
Conosco bene quelle zone, ci andavo in vacanza ogni estate quando ancora non c’era il pargolo e poi anche alcuni anni dopo la sua nascita. Parecchie volte c’erano stati nubifragi e allagamenti e spesso costruivamo dei canali vicino alle tende per far defluire le acque.
La zona era un villaggio vicino Ricadi a pochi kilometri da Tropea e Capo Vaticano, di fronte allo Stromboli. una delle zone piu’ belle della Calabria.
E proprio in agosto ci fu un episodio che ricordo ancora con paura. Una tromba d’aria devasto’ completamente un campeggio a Baia di Riaci località Formicoli, abbattendo le tende e portando via le tegole dai tetti.
Noi eravamo in mare con la barchetta, a pesca, c’era anche il nipote romano e il mare divento’ piatto come l’olio, il cielo plumbeo e un calore incredibile in mezzo al mare. Io e la D.M. capimmo a volo che c’era qualche problema e ci dirigemmo a riva col motore a manetta.
Nel frattempo il mare comincio’ a crescere e un’onda ci portà direttamente sulla spiaggia mentre io, che non ho mai avuto il piede marino, scendevo a volo dalla barca col nipote in braccio.
Il vento che si alzo’ ci gettava la sabbia negli occhi e fummo costretti ad avvolgerci negli asciugamani come tante odalische. E dal mare cominciammo a vedere la tromba d’aria, nera, stretta in basso e larga a cono in alto che correva veloce verso terra. Una roba impressionante.
Il giorno dopo sapemmo che aveva raso al suolo tutti i campeggi della zona lungo la costa. Il nostro si era salvato in parte perchè si trovava in un’insenatura, protetto dal costone e la tromba d’aria lo aveva appena rasentato.
LA MIA MATURITA’
La si chiama così ma prima erano esami di Stato. Una maturità che credi di aver superato ma che ti resta nella mente per sempre, te la sogni in ogni occasione impegnativa della vita.
Ricordo una volta: sognai che stavo rispondendo alle domande della commissione e uno di essi mi disse che non potevo sostenere l’esame perchè non avevo conseguito la licenza media. Un incubo, da sudori freddi.
E invece ando’ in tutt’altro modo. Tra gli scritti e gli orali riuscii a rompermi una gamba così da presentarmi all’esame col gesso oltre il ginocchio.
Il mio stato, lungi dal suscitare pietà, dette la stura ad una serie di battute degli allegri professori. Quella di lettere, proveniente da Lagonegro, mi chiese di intrattenerli piacevolmente sulla Ginestra di Leopardi e appena vide che qualcosa ne sapevo passo’ subito a Verga e poi a Nievo e poi ancora al Pascoli.
Quando ho fatto io la maturità si portava molto il confronto e quindi giu’ a confrontare la poetica del fanciullino di Pascoli con San Francesco e la Divina Commedia, che tanto quella c’azzecca sempre. E il prof di Filosofia, non contento, inizio’ il controinterrogatorio, anche sull’italiano.
Ippolito Nievo me lo ero beccato perchè mi spettava, per evidente causa di zappa sui piedi, avendo io (la pazza) scelto la traccia letteraria, che parlava di figure femminili nella letteratura.
Io scelsi la Pisana e la docente volle sapere il perchè dell’originalità, con tanti personaggi tipo Lucia, Beatrice, la Piccarda Donati e Laura a mia disposizione. Oltretutto Nievo neanche era in programma.
Era semplice la risposta, perchè a me tutte quelle donne lì stavano sulle palle, ma non glielo potevo dire. Allora si era educati con i professori, mica come ora che gli si fanno gli sberleffi dietro, ma vi assicuro che la signora meritava un bel vaffanculo.
Mi vanto’ per un quarto d’ora il programma che aveva inflitto ai suoi studenti, neanche l’avesse scritta lei la Ginestra.
A volte mi capita di sognarla ancora. L’ultima volta ho sognato che non trovava la mia versione di latino ed io per discolparmi le dicevo che l’avevo fatta di sicuro, visto che l’avevo passata a mezza classe.
Scema pure in sogno io.
Proprio vero che gli esami non finiscono mai.