Ne fecero un film nel 1915 con Francesca Bertini, la diva che recitava appesa alle tende e un altro ancora nel 1948 con Eduardo de Filippo, diretto da Mattoli.
E che due palle!!!
E BASTA MO'
DIE ZAUBERFLÖTE (IL FLAUTO MAGICO)

La luce della notte di Pietro Citati
Il Flauto Magico è una favola per bambini, e una parabola destinata
alle creature angeliche, che attraversano l’oscurità e la luce tenendo
nella mano un ramo di palma. Alle favole e alle parabole non si pongono
domande, nè da loro si hanno risposte; o si ricevono tutte le domande
e tutte le risposte.
E’ la chiusura della stagione del San Carlo. Il Flauto magico con la regia di William Kentridge.
Un’opera superba, una regia sapiente e innovativa con proiezioni di immagini in bianco e nero, tapis roulant e grandi lavagne su cui appaiono disegni e formule a gessetto.
Gli interpreti bravissimi. Una soprano orientale dal nome impronunciabile che ha cantato l’aria della regina della notte in modo assolutamente perfetto e un bravissimo Papageno, un po’ scavezzacollo. Belle le voci di Tamino e Pamina.
Piccola considerazione sul pubblico del San Carlo.
Questa volta abbiamo trovato posto nella barcaccia, secondo piano a sinistra e dall’alto avevamo una panoramica della platea e del golfo mistico dell’orchestra.
C’erano molti stranieri, in particolare tedeschi e giapponesi (turismo d’elite) ma colpiva l’età media degli spettatori. Praticamente una platea tutta di vecchi, i giovani non possono permettersi la lirica, visto l’alto costo dei biglietti.
Certo, io da ragazza andavo in piccionaia e ci andrei ancora ma credo che in massima parte manchi ai giovani una cultura musicale classica. Anche se io sospetto che tante persone vadano a sentire le opere non tanto per piacere ma per esserci, per partecipare all’evento.
E quello di ieri sera lo era certamente.
Questo non ha impedito al pubblico in sala di alzarsi e schizzare via non appena è risuonata l’ultima nota. Neanche il tempo di fare un misero applauso ad un cast che si è spolmonato per 3 ore circa e mentre gli interpreti ringraziavano il pubblico plaudente e sul palcoscenico compariva anche il regista che si tirava dietro tutti i collaboratori, all'accendersi delle luci si poteva notare che tre quarti della platea era ormai andata. A cercarsi un taxi o alla cena del dopo teatro dove discutere del piacere della musica.
All'indirizzo del Teatro San Carlo si possono trovare ulteriori informazioni ed anche una sezione dedicata alla gastronomia nel Flauto magico.
HABEMUS PERGAMENAM
Oggi dopo lungo tempo l'Università Federico II ha finalmente consegnato al pargolo la pergamena del diploma di Laurea.
In cima un aquilotto coronato e la pomposa scritta
AD SCIENTIARUM HAUSTUM ET SEMINARIUM DOCTRINARUM
sotto la solita dicitura...
In nome della legge noi Professore Guidi Trombetti Rettore dell'Università degli Studi di Napoli Federico II .....
La cosa curiosa è che da nessuna parte si capisce che è una Laurea Triennale.
Io tutta contenta ho detto al disincantato pargolo che andava messa in cornice e lui ha risposto:
ma no, mamma, aspettiamo che io finisca la specialistica, tanto alla fine magari mi daranno un talloncino adesivo da appiccicare qua sotto, come si fa quando rinnovi la patente.
Un rinnovo di ..... Laurea.
BAGNI DI FOGNA

A Vulcano, isole Eolie, il posto piu' puzzolente che io conosca, piu' della Solfatara, c'è una pozza di fanghi solforosi, poco distante dalla spiaggia delle acque calde, dove la gente si immerge con la convinzione che faccia bene alla pelle.
Grandi affari quindi per la Geoterme, proprietaria dell'area, che fa pagare 2 euro di ticket ai bagnanti.
I fanghi, dopo un'intensa stagione turistica erano quasi scomparsi e la Geoterme ha pensato bene di "rinvigorirli" gettandovi una camionata di argilla.
La pozza si è colorata di grigio e ne è venuta fuori una intollerabile puzza di fogna. Le sostanze ferrose dell'argilla, a contatto con lo zolfo, hanno imputridito l'acqua della piscina naturale.
E pensare che quell'area fa parte del patrimonio dell'Unesco.
MA I PAVONI VOLANO?
Io i pavoni li ho visti sempre per terra, belli pesanti, mai visti volare.
Al massimo fanno la ruota, se stanno di genio, altrimenti se la trascinano di qua e di là come uno strascico.
Ma non mi era mai capitato di vederli sugli alberi. Come ci saranno arrivati lassù?
Questi stavano nel monastero di Filerimos, costruito dai cavalieri di Malta, vicino all’acropoli di Ialissos, a Rodi. 
RISARCIMENTI PREVENTIVI
Alla Gest Line (gruppo San Paolo) titolare della concessione per la riscossione dei tributi a Napoli e in altre città italiane non è piaciuta l’ultima inchiesta di Andrea Cinquegrani, Rita Pennarola e Antonio Menna sull'incredibile quantità di contenziosi, proteste, errori e problemi creati dal servizio di riscossione dei tributi: cartelle esattoriali “impazzite” e sbagliate, procedure di ipoteche e pignoramenti a pioggia su presunti evasori, spietate e costose procedure di immobilizzo di beni, talvolta nate da evasioni fiscali non correttamente verificate.
Ha richiesto quindi a titolo di risarcimento danni, due milioni di euro al giornale "La Voce della Campania"
Qui l'articolo-inchiesta della Voce della Campania
Qui altre informazioni
SVARIONI E INCAZZATURE
Si sono sbagliati e rimedieranno all'errore.
Non volevano togliere il 5 per mille dalla Finanziaria, introdotto l'anno scorso a favore della ricerca scientifica e delle onlus. E' stato solo un errore tecnico.
Lo ha detto il ministro Ferrero, dopo che il terzo settore era insorto.
Anche gli Enti Locali sono in rivolta per i tagli della Finanziaria.
Veltroni, Cofferati e Chiamparino e ieri sera a Ballarò anche Dominici, temono che i tagli metteranno a rischio i servizi ai cittadini. Sono convinti che anche se elevassero i tributi locali al massimo, non riuscirebbero comunque a coprire le necessità.
Rosetta si è incazzata di brutto contro il "fuoco amico":
«La Finanziaria? Un libro di promesse non mantenute. Lotteremo contro questo governo, come abbiamo fatto contro il precedente»
Incazzatissimi anche i consiglieri comunali e circoscrizionali che, sempre con la Finanziaria, si vedono decurtato lo stipendio. Qualcuno è pronto alle dimissioni, dice che con mille euro non ce la fa a campare.
Allora era vero, la corsa ai parlamentini c'è stata come sbocco lavorativo. Tutti disoccupati prima?
'O PERE E 'O MUSSO

Questo signore è uno dei piu' noti trippari a Napoli. Esercita dalle parti di Mergellina ed è fornitissimo.
Ho ripescato questa foto perchè ne avevo accennato nel post della notte bianca e in seguito, assieme a mianonnaincarriola abbiamo fatto un excursus di frattaglie anche a Firenze, provocati dal Contevico.
Abbiamo quindi parlato del lampredotto, che è l'abomaso, lo stomaco bovino, cotto in brodo con aromi, affettato e servito in un panino. Anche a Firenze c'è il trippaio e assieme a quanto sopra, possiamo trovare sul suo banchetto di marmo anche la "zizza" altresì chiamata "puppa".
Della zuppa di carnacotta, altro mitico piatto ormai quasi estinto, possiamo solo dire che era composto da interiora di vacca, ovvero trippa, intestino, rene e polmone. Si serve bollente nel brodo grasso con le freselle di grano.
QUANTO COSTA NON MANDARE UN FIGLIO A SCUOLA?
Di solito è il contrario, facciamo di conto per sapere quanto ci costa, ma qui è diverso.
Un giudice di pace ha comminato una multa di 25 euro pro capite ai due genitori che non sono riusciti a convincere la propria figlia 15enne a frequentare la scuola media.
La fanciulla, pluribocciata, rifiutava di andare a scuola, dicendo di vergognarsi perchè i compagni la prendevano in giro.
Ma i signori genitori non ci stanno e fanno ricorso.
E su Repubblica c'è l'articolo sulle motivazioni della Cassazione, che ha annullato il giudizio precedente dichiarando i genitori non punibili.
RIMANETE A CASA ..... LE MACCHINE
Le premesse non erano delle migliori. Oggi al TG3 una vigilessa con lunga capigliatura ricciuta consigliava, intervistata da un esterrefatto Geo Nocchetti: rimanete a casa, voglio dire rimanete a casa le vostre macchine.
Stavamo finendo con la testa nel piatto, la D.M. ed io.
Ma noi non ci scoraggiamo facilmente e stasera verso le 20,30, gambe in spalla abbiamo preso la funicolare di Chiaia e siamo scesi lento pede fino a via Caracciolo, per vedere le proiezioni del "Castello svelato". Valeva la pena.


Ma non abbiamo trovato tanta folla, le funicolari viaggiavano a ritmo normale ed anche le strade giu' non erano molto affollate.
Le offerte musicali (mi perdoni Bach, se può) erano alquanto miserevoli, in attesa del concertone al Plebiscito e nel frattempo in ogni dove, c'erano bancarelle di panini e bibite. Al Gambrinus, scustumati come sempre, una certezza. Un cameriere mi ha travolta e neanche scusate ha detto.
La mmunnezza di cui parlava Rochentèn (quella con le gambe) andava moltiplicata almeno per 100 e ovviamente anche quella abbandonata lungo i marciapiedi ha toccato livelli di guardia.
Abbiamo guadagnato la funicolare Centrale a piè veloce stavolta e pure là non c'è stato bisogno di attendere. La prima che è partita era la nostra.
Al Vomero a piazza Vanvitelli ci siamo messi a chiacchierare con un medico ed un operatore della Croce Rossa, che avevano lì montato una specie di ospedale da campo. Nel frattempo da San Martino veniva giu' la fiumara di gente che era andata a celebrare Nino Taranto.
Ci siamo fermati alla vineria a Via Bernini a prendere qualcosa da bere, rintontendoci di disco music e poi ci siamo avviati verso piazza Fanzago, dove un quartetto d'archi suonava il Canone di Pachelbel, combattuto strenuamente e alla fine soverchiato da un tizio che cantava 'A città 'e Pulicenella a 50 metri.
Continuando per piazza degli Artisti abbiamo visto un palco davanti alla Posta, dove ballerine orientali avvolte nei veli si esibivano nella danza del ventre.
A questo punto la D.M. ha visto la bancarella illuminata del tripparo, ha preso un piccio e si è comprato un cartoccio di "pere, musso e cientopèlle" e se l'è scofanato seduta stante.
Inutile dire che il tripparo teneva la folla e parecchi distinti signori hanno fatto la fila per servirsi.
Il giro che abbiamo fatto è stato abbastanza lungo e l'impressione è stata che non era proprio un successone questa notte bianca, anche perchè mancava poco all'inizio del concerto con Pino Daniele e in piazza non c'era ancora molta gente. Forse si è riempita dopo.
Almeno stavolta nessuno potrà lamentarsi che non c'era da mangiare. Tra Cesario Console e Santa Lucia c'era un fumo pazzesco: affumicavano salsicce e passanti tutto assieme appassionatamente.
E domani sentiamo Bassolino e Rosetta che se fìdano 'e rìcere.