Nisida

Nisida

martedì 30 novembre 2010

OLE'

E' da ieri sera, da quando abbiamo appreso la notizia, poi ripresa da Fazio in trasmissione, della morte di Mario Monicelli, che continua a venirmi davanti agli occhi la scena del film Il ciclone, in cui Levante chiama Gino, il nonno e gli dice: vado in Spagna. E lui risponde. Olè.
Una bella scena, un campo di girasoli e sullo sfondo un casale della campagna toscana.
Gino non compare mai nel film, si sente solo la sua voce che proviene dal casale dove vive in solitudine, senza rotture di balle tra i piedi.

E' un dolore pensare che un uomo di 95 anni debba decidere di mettere fine ai propri giorni in modo così barbaro, senza la possibilità di essere misericordiosamente assistito e accompagnato. Dignitosamente.
Ma è un dolore ancora più grande oltre che l'indignazione sentir dire al TG che è rimasto due ore lì per terra, a pochi passi dal pronto soccorso, sotto la pioggia. Perchè persone disumane dovevano compiere il loro lavoro con la dovuta calma.

E lui che sperava che noi facessimo la rivoluzione!

Stasera gli studenti hanno occupato la stazione Termini al grido di:
Branca Branca Branca Leò Leò Leò.


8 commenti:

  1. io ho avuto una nonna che ha fatto il suo stesso gesto.
    provo una grande pena.
    so che non è condivisibile quello che affermo ma invidio il suo coraggio.
    magari dov'è ora non soffre più.

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  2. perchè non condivisibile? Io trovo atroce che abbia dovuto porre fine alla sua vita in quel modo. Questo perchè non siamo capaci di affrontare questo problema come un paese civile. Adesso se vedi Porta a porta c'è l'ennesima speculazione sulle vite degli altri.

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  3. non vedo mai il programma di Vespa.
    quando dico "non condivisibile" mi riferisco al coraggio, forse perché io sono stata circondata da persone che definiscono un gesto simile come un segno di debolezza.
    ci sta anche ma serve più coraggio secondo me.
    all'epoca io non accettai il gesto, poi il tempo mi ha aiutato a capire e anche a giustificare.
    che ne sanno loro?
    purtroppo è terribile da dire ma certe cose uno sa come vanno solo se le vive in prima persona.
    io provo una grande pena perché penso a cosa ha passato gli attimi prima di farlo e mi fa enormemente tristezza pensare che quella mattina si sia ricoverato da solo, così ho letto.
    tutti siamo soli ma immaginare solo uno come lui fa uno strano effetto.
    ed ogni suicidio mi fa pensare a mia nonna.
     

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  4. ti capisco. Anche nella mia famiglia abbiamo avuto un'esperienza del genere, con l'aggravante che chi ha tentato il suicidio aveva venti anni. Sono passati otto anni e non sono ancora in grado di parlarne. E' sopravvissuta in maniera direi miracolosa ma ne porterà gli strascichi per tutta la vita.

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  5. anche a noi è capitato di non parlarne e tuttora è così.
    io invece ora ne parlo normalmente, perché credo che ognuno di noi ha il diritto anche di uccidersi.
    nessuno può giudicare e nessuno può capire.
    mia nonna rimase viva per qualche ora, io non la vidi..all'epoca avevo 20 anni e credo che per lei sia stato ancora più terribile dover affrontare gli occhi di chi l'aveva soccorsa e dei figli..
    chissà qualcuno l'avrà anche rimproverata in quei momenti.
    chissà.
    a 20 anni possono esserci altri motivi e  avrà bisogno di ancor più attenzioni, non è facile "sopravvivere" con questo marchio e non solo fisico.
    siamo un popolo che punta sempre il dito.

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  6. utente anonimo2 dicembre 2010 16:41

    "Mario Monicelli, 95 anni, sfugge alla morte buttandosi dalla finestra."
    Qualcuno dice che sia andata così.
    ciao claudia
    lucrezia

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  7. utente anonimo3 dicembre 2010 20:36

    Guarda qua. la nuovissima hit del partito " le vite degli altri"

    Sed in preda al ( fou rire)

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  8. madonnina santa! E' pure trasversale! Ma che gli è venuto in testa a Castagnetti ?
    Passi per gli altri che tanto stanno sempre a fare i guitti in tv e fuori.
    Certo che m'ero persa sto capolavoro

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