"I romanzi sono inventari di cose perdute. E poiché, quando si perde qualcosa, si prova dolore, essi sono generalmente anche storie tristi, storie di dolori"

Ho appena finito di leggere La dismissione di Ermanno Rea.
Il protagonista è Vincenzo Buonocore, un ex operaio storico dell’Ilva di Bagnoli, che accompagna lo scrittore come Virgilio lungo il tempo dello smontaggio della fabbrica e della vendita delle colate continue ai cinesi.
E assieme alla dismissione dell’Ilva assistiamo anche alla dismissione di Bagnoli, alla perdita delle certezze di un quartiere che ruotava tutto attorno alla fabbrica, alle crisi di identità dei lavoratori mandati in prepensionamento appena raggiunti i 50 anni.
Quasi alla fine c’è la descrizione dell’abbattimento della prima torre con la dinamite a cui assistono dirigenti e maestranze e mentre la torre va giu’ Daniele Sepe, musicista napoletano, suona a lungo l’Internazionale con il sax.
Siamo nel 1998.
E’ il 30 ottobre 2003, un grande botto e vanno giu’ quattro torri.
Stavolta non c’è il sax di Daniele Sepe, si sentono solo tre lunghi suoni di sirena e se ne va l’ultimo pezzo di Ferropoli.
Ma non vi era malinconia quel giorno, c’era la speranza, si aspettava il contratto dell’America’s Cup e per Bagnoli erano aperte tante prospettive per il futuro.
Poi sappiamo come è andata, niente Alinghi e Bagnoli è ancora li’ che aspetta.
La dismissione senza la rinascita.
Ma ci faranno mai qualcosa?
RispondiEliminaè vero con Bagnoli, qualcosa si è perso,
RispondiEliminafaceva parte delle caratteristiche del napoletano il lavorare il ferro o meglio avere confidenza con il ferro, accarezzarlo e formarlo secondo sogni e pensieri.........
il ferro così duro per i napoletani morbidamente romantici, eppure un contrasto gestito........
ma visto come stridente, stonato da chi poca confidenza spartiva con il ferro,
come stonata appariva la localizazione dell'azienda....
ma tant'è ...........
il tempo cambia tutto e la polvere ricopre anche le abilità..........
gennaro
uh non lo sapevo, che peccato. Io il Sepe lo seguo da molti anni e la cosa buffa è che mi capita di sentirlo sempre quando non è previsto, magari anche in qualche paesotto. Una volta persino in dicembre a Pescasseroli, faceva nu' friddo !!! E poi mi sta simpatico, c'aggia fà :-))
RispondiEliminaCmq non credere che siano tanto pezzenti, si danno parecchio da fare.
uh non lo sapevo, che peccato. Io il Sepe lo seguo da molti anni e la cosa buffa è che mi capita di sentirlo sempre quando non è previsto, magari anche in qualche paesotto. Una volta persino in dicembre a Pescasseroli, faceva nu' friddo !!! E poi mi sta simpatico, c'aggia fà :-))
RispondiEliminaCmq non credere che siano tanto pezzenti, si danno parecchio da fare.