Nisida

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mercoledì 2 giugno 2010

LA SANITA' QUESTA SCONOSCIUTA

Sono passati diversi giorni ed ho un po' trascurato il blog, ma mi sono sentita veramente da schifo.
Alla vigilia della ripartenza per Roma, sabato mattina mi sono alzata al mattino con un orecchio dol orante che nel corso della giornata è progressivamente peggiorato e al pomeriggio mi sono ritrovata con la febbre a 39. Curiosamente l'orecchio interno non era interessato, era solo il padiglione auricolare che è diventato a dimensione di orecchioni e relativa infiammazione delle parotidi.
Chiamata la guardia medica e il giorno dopo anche un medico, entrambi hanno diagnosticato una reazione allergica, dovuta presumibilmente a puntura d'insetto. Si supponeva persino un edema di Quinck.
Ovviamente io l'insetto non l'ho visto nè sentito.
Cura prescritta: una fiala di Farganesse che mi ha fatto dormire tutto il giorno e dopo un'ora una di Bentelan 4 mg.
A seguito di tutto ciò, la glicemia è salita a 300 e il lunedì mi sono presentata dal medico di famiglia che a sua volta mi ha inviata d'urgenza dall'otorino, dicendo che avevo una osteocondrite, infezione e infiammazione della cartilagine e che dovevo prendere un antibiotico dedicato.
A quel punto è stato inevitabile precipitare nel girone dantesco del Cardarelli, dove ho atteso in sala la visita dell'otorino, tra gli infermieri espertissimi di slalom tra i pazienti, bene attenti a non rilasciare la minima informazione agli astanti.
Raggiunto finalmente l'ambulatorio dell'otorino, mi è toccato attendere in piedi fuori alla porta, da sola, perchè si entra accompagnati solo se minorenni. Ho bussato e chiesto al dottore come mai stavo ancora là fuori e mi ha risposto che aspettavamo l'infermiere, che aveva già provveduto a chiamare.
Inutile dire che l'infermiere non si è presentato ed io ho chiesto educatamente al medico se poteva almeno darmi una sedia. Allora si è sciolto l'arcano. Mi ha detto che da quando un collega è stato accusato di aver messo le mani addosso ad una signora, loro visitano solo in presenza dell'infermiere.
Mi sono sentita davvero ridicola e per uscire da questa situazione gli ho proposto di visitarmi a porte aperte, en plen air o addirittura nel corridoio in mezzo alla gente che passava tra barelle e lettighe.
Forse si è sentito ridicolo pure lui e così mi ha dato una veloce occhiata all'orecchio, ha confermato la diagnosi del medico di famiglia, mi ha prescritto un po' di schifezze, mi ha consegnato il bollettino di versamento di 25 euro per il codice bianco del triage e saluti e baci.
Io mi sto chiedendo da giorni dove andremo a finire.
Tutti presi a difendersi da eventuali attacchi, i medici perdono di vista il rispetto che devono alle persone che stanno male.

2 commenti:

  1. utente anonimo3 giugno 2010 23:06

    Rien.. fotografica come sei  ti leggo sempre volentieristammi benelucrezia

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  2. Mi sembra tutto davvero assurdo quando penso all'Italia.

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