Nisida

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sabato 11 luglio 2009

E ANCHE QUESTO G8 CE LO SIAMO TOLTO DALLE PALLE


Per tre giorni ai TG non s'è parlato d'altro, facendo finta di ignorare che lì si faceva solo aria fritta e che nessuna decisione fondante per il pianeta sarebbe stata presa.
Il cinese con la scusa dei disordini se l'è squagliata all'inglese. E poi, proprio ora che hanno cominciato a inquinare alla grande gli diciamo di smettere?
E tutto il circo mediatico s'è mosso come da copione, sullo sfondo di montagne finte, premier dame presenti e assenti, finte carbonare, grandi chef, passeggiata tra le rovine, adotta un monumento e le tende molto molto lontane. L'unica tenda visibile era quella di Gheddafi, che tanto per far impazzire il cerimoniale, è andato a fare due passi in autostrada.
E giunge giusta anche la foto di Obama che sbircia il culo di una J8, sotto lo sguardo sfottente di Sarkozy.
E George Clooney, che accompagnato da Veltroni, va ad inaugurare una sala cinema e promette di girare un film a L'Aquila.
Tutti volevano esserci, nel timore che la storia li dimenticasse.
Il circo mediatico, dicevo, che sfrutta il disastro che ha colpito la popolazione. Come quello di Vermicino, tutti lì, giornalisti, cameramen, politici, c'erano tutti.
Credo che da allora mi è montato il disgusto per le dirette televisive, dove tutto accade sotto i nostri occhi.
Ricordo che usciì di casa per non sentire, le strade erano deserte ma dalle finestre aperte mi giungeva lo stesso la voce delle tv accese. L'orrore era sempre presente.
Ma forse è meglio parlare dei colorati vestiti di Michelle Obama, della giacca autografata che il Banana ha regalato ai partecipanti, delle domande addomesticate fatte dai giornalisti proni, che pare si siano scannati per la conquista dei gadgets.
Dispiace dire che nonostante i nostri utinam, il Big One non c'è stato, tanto che per far provare l'emozione alle premier dame è stato allestito un simulatore di terremoto, degno del finto vulcano di villa Certosa.
Un gran bel G8 del cactus.

13 commenti:

  1. C'é una cosa che non ho capito. Io leggo spesso giornali stranieri, ma nessuno ha preso seriamente in considerazione questo evento...

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  2. un G8 dove l'unico momento emozionante è stato il bacio di Murray alla Pezzopane!

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  3. Questo G8 è l'ennesimo schiaffo

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  4. appunto, gatto

    e pensare che me lo sono perso, luna. Io adoro Bill Murray

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  5. La stampa internazionale, soprattutto quella dei paesi membri, ne ha straparlato, altrimenti quel migliaio e passa di giornalisti accreditati, che stavano a fare lì in caserma?
    Comunque io sono d'accordo con tutti quelli che stamane hanno scritto che l'unico vertice significativo Obama l'ha avuto in Vaticano.

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  6. quel migliaio e passa di giornalisti non li hanno neanche lasciati parlare, democraticamente avevano pure chiuso i microfoni, non si sa mai.

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  7. Lui deve ringraziare Giorgio Napolitano che ha chiesto di tenere i toni bassi durante il G8 e così è stato.
    Ma Napolitano mica può influenzare la stampa estera, infatti tutta la settimana è stato un fuoco di fila tra francesi, americani e inglesi che se la sono presa pure con noi che non lo cacciamo.
    Mo però finita, ci hanno ringraziato per la magniiiiifica accoglienza e si ricomincia.
    D'Avanzo infatti ha già ricominciato.

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  8. E' ripartito subito, stava già sui blocchi

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  9. a chi lo dici jenè! Io ho visto le foto su repubblica online e la Pezzopane mi sembrava molto contenta!

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  10. SedLex non sono molto d'accordo, sulla BBC News c'era un articolo, ma mai in primo piano.

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  11. Si certo ma la stampa estera è un mare magnum, un paio di copertine beffarde in Francia, e il Guardian e il New York Times addirittura sulle nostre incapacità di gestire l'aspetto diplomatico ...insomma, poi è vero che tutti dicono che il G8 è un summit superato, ma in sostanza se ne scrive lo stesso.
    Qui da noi poi per ovvi motivi, intanto perchè ne avevamo la presidenza e poi per le fibrillazioni dell'attesa.
    Per il luogo ma soprattutto perchè si temeva l'uscita di rivelazioni e foto durante il vertice.
    Alla fine, chi per un verso, chi per un altro...

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