Eliot parla di brama di vivere che a noi è negata al momento. Resta comunque questa crudeltà cui si unisce la temperatura mite, le giornate di sole che ci invitavano ad andare al mare. Possiamo solo pensare ad un futuro non so quanto prossimo, fare sogni, progetti e previsioni di eventuali spostamenti.
Ieri con un amico guardando i nuovi affreschi scoperti a Pompei ci chiedevamo se e quando li avremmo potuto vedere.
Tempo fa aspettando Andrea facevamo progetti per l’estate pensando di portarlo al mare per un lungo periodo. Il futuro è sulle ginocchia degli dei, dicevano gli antichi e mai come ora risulta vero.
E poi sentì le ambulanze passare, ogni giorno e mi ricordano di quando ragazza il mio ufficio affacciava sulla strada per gli ospedali e vedevo molto spesso passare l’ambulanza dell’Ilva e sapevamo che era sempre un incidente grave.
E ora la conta dei morti, dei contagiati, i cui numeri continuo a non capire. Si aspettava il picco, forse a metà aprile ma ora l’assicella si sposta al 3 maggio. Riaprono le librerie ma non si capisce come si fa a raggiungerle e sinceramente, con eBook e Amazon che trovo più comodi perché rischiare?
E poi per questa Pasqua ho passato la cucchiarella alla nuora per la pastiera e al figlio per il casatiello. Mentre la pastiera è riuscita bene il casatiello era alla moda Toscana. Il figlio si è dimenticato il sale! Evvabbè, si è costituito ma io me n’ero già accorta dall’odore.
Nisida
sabato 11 aprile 2020
martedì 7 aprile 2020
Di Pasque e pasquette
Una volta a settimana circa mio figlio va a fare la spesa al supermercato e stavolta ha trovato il posto di blocco sulla strada principale, via che deve essere percorsa obbligatoriamente per raggiungere i grandi supermercati che sono più forniti.
Al ritorno lo ferma quindi la polizia metropolitana e gli chiede l’autocertificazione. Ce l’aveva ma si doveva compilare perché partiva dal supermercato per raggiungere casa sua.
C’è stata su questo un certa discussione perché i vigili hanno richiesto che scrivesse che partiva da casa sua per andare al supermercato. Intanto lui ha conservato lo scontrino dove sono annotate data e orario, casomai.
Nel frattempo è arrivata la cyclette, ordinata la settimana scorsa e abbiamo scoperto che per me va bene ma per il figlio no, lui è troppo lungo e le gambe si piegano male, quindi la porterò con me quando torno a casa, tanto credo che ci vorrà tempo per andare a fare le mie solite lunghe camminate.
Ammesso che riuscirò ancora a camminare.
Oggi ancora una bella giornata, calda e serena e pure Andrea si è goduto il sole, facendo un lungo sonno nel carrozzino. Io ho riparato il dondolo, si era scucito il piano e anche un cuscino. E dopo tutti a bordo, con Arianna che dondolava.
Poi i lavori dell’orto di guerra proseguono, via il cavolo nero ormai sfiorito e vai con i pomodori pachino, sedano, basilico, prezzemolo e timo. Quest’anno non ci saranno i peperoncini verdi, le piantine le portavamo da Napoli e qui neanche sanno cosa sono. Peccato perché facevano una bella produzione, tanto che ne congelavano parecchi pacchi.
E poi avevano chiuso i vivai e poi li hanno fatti riaprire a condizione che non vendessero i fiori, chissà perché. Magari uno si tirava un po’ su col profumo delle fresie e la bellezza dei tulipani. Mah!
Infine il vivaio dove si serve il figlio si è rotto le scatole e non ha riaperto. E dire che aveva anche organizzato dei corsi per gli apprendisti pollice verde.
Qui che non c’è De Luca nostro le pizzerie e le hosterie mandano la pubblicità con le offerte. Tra abbacchio e scottadito, patate al forno e carciofi alla romana, ci si può fare Pasqua e Pasquetta senza stare ai fornelli.Ma per farlo contento noi la pastiera la facciamo lo stesso, tanto di comprarla non se ne parla proprio.
Al ritorno lo ferma quindi la polizia metropolitana e gli chiede l’autocertificazione. Ce l’aveva ma si doveva compilare perché partiva dal supermercato per raggiungere casa sua.
C’è stata su questo un certa discussione perché i vigili hanno richiesto che scrivesse che partiva da casa sua per andare al supermercato. Intanto lui ha conservato lo scontrino dove sono annotate data e orario, casomai.
Nel frattempo è arrivata la cyclette, ordinata la settimana scorsa e abbiamo scoperto che per me va bene ma per il figlio no, lui è troppo lungo e le gambe si piegano male, quindi la porterò con me quando torno a casa, tanto credo che ci vorrà tempo per andare a fare le mie solite lunghe camminate.
Ammesso che riuscirò ancora a camminare.
Oggi ancora una bella giornata, calda e serena e pure Andrea si è goduto il sole, facendo un lungo sonno nel carrozzino. Io ho riparato il dondolo, si era scucito il piano e anche un cuscino. E dopo tutti a bordo, con Arianna che dondolava.
Poi i lavori dell’orto di guerra proseguono, via il cavolo nero ormai sfiorito e vai con i pomodori pachino, sedano, basilico, prezzemolo e timo. Quest’anno non ci saranno i peperoncini verdi, le piantine le portavamo da Napoli e qui neanche sanno cosa sono. Peccato perché facevano una bella produzione, tanto che ne congelavano parecchi pacchi.
E poi avevano chiuso i vivai e poi li hanno fatti riaprire a condizione che non vendessero i fiori, chissà perché. Magari uno si tirava un po’ su col profumo delle fresie e la bellezza dei tulipani. Mah!
Infine il vivaio dove si serve il figlio si è rotto le scatole e non ha riaperto. E dire che aveva anche organizzato dei corsi per gli apprendisti pollice verde.
Qui che non c’è De Luca nostro le pizzerie e le hosterie mandano la pubblicità con le offerte. Tra abbacchio e scottadito, patate al forno e carciofi alla romana, ci si può fare Pasqua e Pasquetta senza stare ai fornelli.Ma per farlo contento noi la pastiera la facciamo lo stesso, tanto di comprarla non se ne parla proprio.
domenica 5 aprile 2020
Sono arrivate le rondini. E sono libere
Passano i giorni e nulla cambia. Gli arei non decollano più e oggi abbiamo visto passare un treno, lo hanno anche accorciato. Però le ambulanze continuano a passare, è l’unico suono che si sente.
Ma sono arrivate le rondini e dal terrazzo le abbiamo viste sfrecciare nel cielo azzurro, bellissime.
C’era il sole, anche ieri, così spero finisca questa menata del 4 aprilante giorni quaranta.
Forse siamo riusciti a convincere il marito a restare, almeno dopo Pasqua, sperando si raggiunga il maledetto picco e che si possano allentare un poco le misure. Ovviamente i vecchi no. Per noi si prevede ancora una lunga detenzione ma almeno per i bambini si spera un ritorno alla normalità.
Devo riconoscere che mio figlio ha avuto ragione a cercare una casa col terrazzo, oggi ci rendiamo conto di quanto sia essenziale alla sopravvivenza.
Penso ai vicoli di Napoli, quelli che Filumena diceva che non entra mai il sole. E in quei bassi vivono tante persone, come si fa a starci chiusi dentro?
E poi ci sono le diatribe di questi giorni. Troppa gente per strada. De Luca che ci invita a fare le pastiere, mascherina so mascherina no, che nel frattempo non si trovano. Qui in farmacia ce ne hanno vendute due che sembrano i panni Swiffer, buoni solo a levare la polvere, e neanche.
E così stiamo a sentire De Luca, facciamo la pastiera e pure il casatiello. Per la ricotta salata sarà un problema ma non disperiamo, il fornitore a domicilio di latticini ci aiuterà, così che potremo organizzare la Pasquetta sul terrazzo.
Ma sono arrivate le rondini e dal terrazzo le abbiamo viste sfrecciare nel cielo azzurro, bellissime.
C’era il sole, anche ieri, così spero finisca questa menata del 4 aprilante giorni quaranta.
Forse siamo riusciti a convincere il marito a restare, almeno dopo Pasqua, sperando si raggiunga il maledetto picco e che si possano allentare un poco le misure. Ovviamente i vecchi no. Per noi si prevede ancora una lunga detenzione ma almeno per i bambini si spera un ritorno alla normalità.
Devo riconoscere che mio figlio ha avuto ragione a cercare una casa col terrazzo, oggi ci rendiamo conto di quanto sia essenziale alla sopravvivenza.
Penso ai vicoli di Napoli, quelli che Filumena diceva che non entra mai il sole. E in quei bassi vivono tante persone, come si fa a starci chiusi dentro?
E poi ci sono le diatribe di questi giorni. Troppa gente per strada. De Luca che ci invita a fare le pastiere, mascherina so mascherina no, che nel frattempo non si trovano. Qui in farmacia ce ne hanno vendute due che sembrano i panni Swiffer, buoni solo a levare la polvere, e neanche.
E così stiamo a sentire De Luca, facciamo la pastiera e pure il casatiello. Per la ricotta salata sarà un problema ma non disperiamo, il fornitore a domicilio di latticini ci aiuterà, così che potremo organizzare la Pasquetta sul terrazzo.
mercoledì 1 aprile 2020
Di cappuccini e pizze
Quando capisci che è iniziata una bella giornata di merda. Altro che nottata, qua deve passare pure la giornata.
Mi sono preparata il solito cappuccino mettendoci dentro un bel cucchiaino di sale. Provate, è un’esperienza indimenticabile. Per dimenticare ho mangiato quattro pandistelle ma non ha funzionato.
Per consolarmi ho preparato per pranzo un bel piatto di spaghetti con pomodorini in barattolo fatti da me l’anno scorso con quelli regalati da mia sorella, cresciuti nel suo orto. Ottimi. E ciao ciao cappuccino.
Un giorno dopo l’altro, la vita se ne va.
Le giornate qui sono scandite dalle consegne a domicilio. Figlio e nuora sono abituati a fare spesa così già in precedenza, quindi è arrivata la farina e stasera si fa la pizza, quella rossa che piace ad Arianna. Mio figlio dopo il sommelier ha fatto il corso per pizzaiolo e prepara pizze in teglia alla moda romana, ben lievitata, pane, focacce e il panettiere non ci vede più.
Spesa una volta a settimana circa e poi abbiamo il negozio di latticini di cui siamo clienti che ci consegna a casa. Salvi anche pastiera e casatiello per Pasqua.
Arrivati anche i barattoli di amarene per cui stiamo meditando una riedizione delle zeppole di San Giuseppe.
Eh si, qua si parla sempre di mangiare e con lo scarso movimento limitato al sali in terrazza, scendi dalla terrazza, finisce che non entreremo più nei pochi panni che ho in valigia.
Fortuna che il figlio ha ordinato una bella cyclette che arriva lunedì e potrò usufruirne anche io per consumare qualche caloria.
Mi sono preparata il solito cappuccino mettendoci dentro un bel cucchiaino di sale. Provate, è un’esperienza indimenticabile. Per dimenticare ho mangiato quattro pandistelle ma non ha funzionato.
Per consolarmi ho preparato per pranzo un bel piatto di spaghetti con pomodorini in barattolo fatti da me l’anno scorso con quelli regalati da mia sorella, cresciuti nel suo orto. Ottimi. E ciao ciao cappuccino.
Un giorno dopo l’altro, la vita se ne va.
Le giornate qui sono scandite dalle consegne a domicilio. Figlio e nuora sono abituati a fare spesa così già in precedenza, quindi è arrivata la farina e stasera si fa la pizza, quella rossa che piace ad Arianna. Mio figlio dopo il sommelier ha fatto il corso per pizzaiolo e prepara pizze in teglia alla moda romana, ben lievitata, pane, focacce e il panettiere non ci vede più.
Spesa una volta a settimana circa e poi abbiamo il negozio di latticini di cui siamo clienti che ci consegna a casa. Salvi anche pastiera e casatiello per Pasqua.
Arrivati anche i barattoli di amarene per cui stiamo meditando una riedizione delle zeppole di San Giuseppe.
Eh si, qua si parla sempre di mangiare e con lo scarso movimento limitato al sali in terrazza, scendi dalla terrazza, finisce che non entreremo più nei pochi panni che ho in valigia.
Fortuna che il figlio ha ordinato una bella cyclette che arriva lunedì e potrò usufruirne anche io per consumare qualche caloria.
lunedì 30 marzo 2020
Festa di compleanno
Ieri era il compleanno di Arianna e Claudio, entrambi nati il 29 marzo.
Due torte, una ciascuno, 2 candeline per Arianna e 1 per il suo papà.
Hanno messo i festoni, una tovaglia allegra, e sulla torta i pupazzi della serie di Bing che Arianna ama. Per l’occasione le hanno permesso di mangiare una fettina di torta perché i genitori non le hanno ancora fatto conoscere lo zucchero.
Indossava una graziosa gonnellina con il collant ed era pettinata con due bei codini, in videochiamata nonno e zii da Napoli assistevano allo spegnimento delle candeline. In video anche un altro bimbo e le ragazze del nido di Arianna che le facevano gli auguri. Lei era molto emozionata, le mancano gli amichetti.
Un compleanno un po’ strano, in solitudine ma almeno abbiamo potuto godere di questi momenti.
E fanculo al coronavirus
Due torte, una ciascuno, 2 candeline per Arianna e 1 per il suo papà.
Hanno messo i festoni, una tovaglia allegra, e sulla torta i pupazzi della serie di Bing che Arianna ama. Per l’occasione le hanno permesso di mangiare una fettina di torta perché i genitori non le hanno ancora fatto conoscere lo zucchero.
Indossava una graziosa gonnellina con il collant ed era pettinata con due bei codini, in videochiamata nonno e zii da Napoli assistevano allo spegnimento delle candeline. In video anche un altro bimbo e le ragazze del nido di Arianna che le facevano gli auguri. Lei era molto emozionata, le mancano gli amichetti.
Un compleanno un po’ strano, in solitudine ma almeno abbiamo potuto godere di questi momenti.
E fanculo al coronavirus
Sgomento
Ieri sera il discorso di Mattarella, con un fuori onda che ce lo ha reso sempre più caro.
E poi il Papa, solo nella pioggia, in una piazza deserta, lì dove ogni domenica vediamo sempre folle di pellegrini. Un crocefisso portato apposta, aveva fermato un’epidemia di peste e si spera nel suo potere taumaturgico.
Due vecchi che ci fanno coraggio, in un momento in cui gli anziani sono più in pericolo.
Ieri sera Francesco ha mandato un messaggio potente, che ha colpito tutti, credenti e non.
Un uomo vestito di bianco, solo, claudicante, ha percorso la scala che portava all’icona della Madonna e al Cristo e si è fermato a pregare ma prima ha fatto un discorso che non dimenticheremo.
Io non sono credente ma ho provato un grande sgomento. Dall’inizio di questa storia ho avuto sempre presente la gravità di quello che ci aspettava ma il discorso del Papa e la piazza vuota, il silenzio rotto da campane e ambulanze mi ha fatto pensare che stiamo davvero rischiando una strage e ancora non si ha idea di come poterla affrontare.
Ogni sera alle 18 la Protezione Civile ci fornisce i dati dei contagiati, guariti e morti. Tanti, troppi, e non solo vecchi. Molti medici stanno morendo, contagiati negli ospedali per carenza di misure di protezione adeguate e tanti, troppi anziani, nelle loro case o nelle terapie intensive, con sempre meno posti a disposizione, con un tubo infilato in gola o nella migliore delle ipotesi con la testa in una boccia di pesce rosso, le nuove maschere della Decathlon modificate e trasformate in respiratori.
E poi la lunga fila di camion dell’esercito carichi di bare, che da Bergamo vanno a cercare un crematorio. Persone che non avranno un funerale, una benedizione in chiesa e che magari avevano anche lasciato disposizioni circa la propria morte.
giovedì 26 marzo 2020
Coronavirus, giorno uno
Dall’ospedale è giunta la chiamata, era arrivato il mio turno, però nel frattempo era giunto anche il coronavirus, per cui forse non era proprio il momento giusto per farsi ricoverare. Inoltre si era fatto il tempo della nascita del fagiolino e per il medesimo motivo (coronavirus) i medici hanno deciso di anticipare il parto di mia nuora. Ci siamo così avviati qualche giorno prima per veder nascere il secondo nipotino.
Come non detto. Chiusi in casa abbiamo atteso il ritorno a casa di Andrea e qui siamo rimasti.
Da questo momento i racconti che posso fare sono simili a quelli di tante altre persone, chiuse in casa. Supermercato una volta a settimana, a quello che trovi, file interminabili, strade deserte e l’auto della sindaca che gira in media tre volte al giorno, avvisando col megafono:
Cioncatevi alle case vostre.
La cosa è parecchio angosciante, considerando che gli aerei non si alzano più e passa sporadicamente qualche treno. L’unico movimento è dato dai vicini che potano siepi, accendono BBQ e i bambini che gironzolano dietro i cancelli chiusi.
Per fortuna ci sono i bambini.
Arianna ha ormai due anni ed è un moto perpetuo. Qui c’è un grande terrazzo e finché il meteo ce lo ha permesso abbiamo pascolato li. Ora si è messo al brutto, due giorni che piove e fa freddo. Anche il Vesuvio, mi dicono, sfoggia un cappuccio di neve.
Di Arianna non avevo parlato. Lei la vedemmo appena nata ed era bellissima. Una pallina di 3 kili e 600 lunga lunga. Al Gemelli c’era la stanza nido con papà mamma e bambino, attrezzata per la cura del neonato e potevamo vederla quando volevamo.
Come non detto. Chiusi in casa abbiamo atteso il ritorno a casa di Andrea e qui siamo rimasti.
Da questo momento i racconti che posso fare sono simili a quelli di tante altre persone, chiuse in casa. Supermercato una volta a settimana, a quello che trovi, file interminabili, strade deserte e l’auto della sindaca che gira in media tre volte al giorno, avvisando col megafono:
Cioncatevi alle case vostre.
La cosa è parecchio angosciante, considerando che gli aerei non si alzano più e passa sporadicamente qualche treno. L’unico movimento è dato dai vicini che potano siepi, accendono BBQ e i bambini che gironzolano dietro i cancelli chiusi.
Per fortuna ci sono i bambini.
Arianna ha ormai due anni ed è un moto perpetuo. Qui c’è un grande terrazzo e finché il meteo ce lo ha permesso abbiamo pascolato li. Ora si è messo al brutto, due giorni che piove e fa freddo. Anche il Vesuvio, mi dicono, sfoggia un cappuccio di neve.
Di Arianna non avevo parlato. Lei la vedemmo appena nata ed era bellissima. Una pallina di 3 kili e 600 lunga lunga. Al Gemelli c’era la stanza nido con papà mamma e bambino, attrezzata per la cura del neonato e potevamo vederla quando volevamo.
mercoledì 25 marzo 2020
Ricominciamo da tre
E adesso?
Dopo tanto tempo, forse due anni, torno a scrivere sul mio vecchio diario.
Tante cose sono accadute nel frattempo; sono diventata nonna ed è la cosa più bella e adesso aspettiamo un altro nipotino che per ora chiamiamo “fagiolino”.
Nel frattempo ci sono stati due interventi chirurgici che hanno influito sulla mia capacità di reazione.
Ora una new entry, un nodulo al seno scoperto nell’ultima mammografia. Un nodulo solido, vascolarizzato ed è stato richiesto un ago aspirato di cui mi daranno risposta tra una decina di giorni.
Va comunque asportato, dovranno solo decidere le modalità. Per ora sto qua, una tetta dolorante, tanta ansia ma non voglio trasmettere questa ansia a chi mi sta vicino e allora mi ricordo del mio vecchio blog e gli racconto mano mano la mia storia e i pensieri che scaturiscono. Pare che sia un buon metodo che viene incoraggiato dagli psicologi, dovrebbe servire a dare il giusto peso a quanto ci accade.
Il periodo natalizio non è certo propizio a raccontare tali disavventure, tutti sono presi da struffoli e pastiere, auguri, regali, viaggi, spettacoli. Prima anche io così forse.
E così è passato Natale e ci avviamo verso il Capodanno. Coraggio, quasi ci siamo, dopo la Befana avrò i risultati degli esami e dovrò decidere dove andare per l’intervento.
Il campione non è risultato idoneo e quindi. Niente risposta. Ho fatto comunque la prenotazione per l’intervento. Credo che analizzeranno diirettaaamentte quello che levano. Ora aspetto che mi chiamino.
Dopo tanto tempo, forse due anni, torno a scrivere sul mio vecchio diario.
Tante cose sono accadute nel frattempo; sono diventata nonna ed è la cosa più bella e adesso aspettiamo un altro nipotino che per ora chiamiamo “fagiolino”.
Nel frattempo ci sono stati due interventi chirurgici che hanno influito sulla mia capacità di reazione.
Ora una new entry, un nodulo al seno scoperto nell’ultima mammografia. Un nodulo solido, vascolarizzato ed è stato richiesto un ago aspirato di cui mi daranno risposta tra una decina di giorni.
Va comunque asportato, dovranno solo decidere le modalità. Per ora sto qua, una tetta dolorante, tanta ansia ma non voglio trasmettere questa ansia a chi mi sta vicino e allora mi ricordo del mio vecchio blog e gli racconto mano mano la mia storia e i pensieri che scaturiscono. Pare che sia un buon metodo che viene incoraggiato dagli psicologi, dovrebbe servire a dare il giusto peso a quanto ci accade.
Il periodo natalizio non è certo propizio a raccontare tali disavventure, tutti sono presi da struffoli e pastiere, auguri, regali, viaggi, spettacoli. Prima anche io così forse.
E così è passato Natale e ci avviamo verso il Capodanno. Coraggio, quasi ci siamo, dopo la Befana avrò i risultati degli esami e dovrò decidere dove andare per l’intervento.
Il campione non è risultato idoneo e quindi. Niente risposta. Ho fatto comunque la prenotazione per l’intervento. Credo che analizzeranno diirettaaamentte quello che levano. Ora aspetto che mi chiamino.
venerdì 2 febbraio 2018
La juta a Montevergine
Pellegrinaggio del 2.2.2018 al santuario di Mamma Schiavona nel giorno della Candelora.
Particolarmente devoti sono i “femminielli”, che ogni anno si recano a Montevergine, per il 2 febbraio, per rendere grazie alla loro Madonna prediletta, nella cosiddetta “juta dei femminiell”. Qui un nutrito gruppo, ogni anno rinnova la propria fede cattolica presentandosi in processione all’antica abbazia dove li aspetta Mamma Schiavona, la Madonna nera pronta ad accoglierli. Il rito si rifà ad un’antica tradizione secondo cui nel 1256, due giovani omosessuali furono scoperti a baciarsi e ad amarsi. Di fronte a questo evento l’intera comunità reagì denudando e cacciando dal paese i due innamorati che furono legati ad un albero sul Monte Partenio, in modo che morissero di fame o fossero sbranati dai lupi. La Vergine, commossa dalla loro vicenda e dal loro amore, li liberò dalle catene e permise alla giovane coppia di vivere apertamente il loro sentimento di fronte ad un’intera comunità che, attestato il Miracolo, non poté far altro che accettare l’accaduto.
Ecco perché Madonna Schiavona viene acclamata da tutti i fedeli come “Colei che tutto concede e tutto perdona”.
(Foto di Mario Laporta)
Particolarmente devoti sono i “femminielli”, che ogni anno si recano a Montevergine, per il 2 febbraio, per rendere grazie alla loro Madonna prediletta, nella cosiddetta “juta dei femminiell”. Qui un nutrito gruppo, ogni anno rinnova la propria fede cattolica presentandosi in processione all’antica abbazia dove li aspetta Mamma Schiavona, la Madonna nera pronta ad accoglierli. Il rito si rifà ad un’antica tradizione secondo cui nel 1256, due giovani omosessuali furono scoperti a baciarsi e ad amarsi. Di fronte a questo evento l’intera comunità reagì denudando e cacciando dal paese i due innamorati che furono legati ad un albero sul Monte Partenio, in modo che morissero di fame o fossero sbranati dai lupi. La Vergine, commossa dalla loro vicenda e dal loro amore, li liberò dalle catene e permise alla giovane coppia di vivere apertamente il loro sentimento di fronte ad un’intera comunità che, attestato il Miracolo, non poté far altro che accettare l’accaduto.
Ecco perché Madonna Schiavona viene acclamata da tutti i fedeli come “Colei che tutto concede e tutto perdona”.
giovedì 1 febbraio 2018
I tartassati
L'ultima scoperta.
Ho pagato con un assegno il dottore che mi ha operata ma ho dimenticato di scrivere "non trasferibile" perché sull'assegno diceva che la scritta va apposta per assegni superiori a 12.750 euro.
Io non lo sapevo ma il governo da agosto per l'antiriciclaggio ha cambiato la cifra. Ora sono 1.250.
Ieri mattina a Mi manda Rai Tre c'era un poverocristo che ha emesso un assegno in favore del figlio che si sposava di 1.500 euro e non sapeva di questa norma.
L'Agenzia delle Entrate ha mandato al poverocristo una sanzione di 6.000 euro che ha scoperto che analoga sanzione è toccata pure al figlio. 12.000 euro su 1.500. Capirai che riciclaggio con 1.500 euro.
La cosa simpatica è che sono le banche a segnalare al Fisco le inadempienze, quando basterebbe segnalare a chi versa di apporre la scritta. Cosa che per fortuna ha fatto la banca del dottore.
Ho pagato con un assegno il dottore che mi ha operata ma ho dimenticato di scrivere "non trasferibile" perché sull'assegno diceva che la scritta va apposta per assegni superiori a 12.750 euro.
Io non lo sapevo ma il governo da agosto per l'antiriciclaggio ha cambiato la cifra. Ora sono 1.250.
Ieri mattina a Mi manda Rai Tre c'era un poverocristo che ha emesso un assegno in favore del figlio che si sposava di 1.500 euro e non sapeva di questa norma.
L'Agenzia delle Entrate ha mandato al poverocristo una sanzione di 6.000 euro che ha scoperto che analoga sanzione è toccata pure al figlio. 12.000 euro su 1.500. Capirai che riciclaggio con 1.500 euro.
La cosa simpatica è che sono le banche a segnalare al Fisco le inadempienze, quando basterebbe segnalare a chi versa di apporre la scritta. Cosa che per fortuna ha fatto la banca del dottore.
Iscriviti a:
Post (Atom)
