Nisida

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giovedì 10 agosto 2017

È morto Winck, l'Unno

Si chiamava Antonio Pignatiello e faceva il giornalista ad Alcamo. Aveva 55 anni. Era stato gia sottoposto ad angioplastica ma un infarto fulminante lo ha portato via.
Era mio amico e chi legge questo blog conosce i suoi commenti ai miei post, sempre a contestare e criticare e i litigi che ne derivavano.
Era uomo di destra e avevamo ben poco in comune eppure questa strana amicizia è andata avanti per oltre 15 anni.
Ci divideva la politica, anche se mai ho capito quale gli andasse a genio ma ci univa la musica, le letture e l'amore per Napoli dove aveva soggiornato per qualche tempo e che gli era rimasta nel cuore.
Sempre  coerente, sempre uguale, continuava il suo lavoro alternandolo con la scrittura di racconti visionari di cui di tanto in tanto me ne mandava qualcuno.
Ci teneva ad apparire antipatico e sgradevole ma era diverso, a volte persino gentile. Mi contestava ma mi voleva bene e anche io gliene volevo. Le lunghe chiacchierate nella chat di Libero e telefonate varie avevano permesso di conoscerci ma non di persona.
Devo a lui questo blog. Mi aveva incitato a crearlo e a scrivere, a me che credevo di non avere nulla da dire. Ricordo il suo primo commento: nu blog è sulo nu blog, sò 'e parole ca nun sò sulo parole.
E si è scritto anche il suo epitaffio, il giorno prima di morire, lucido e sensibile come pochi:


Keerck, riposa in pace, Unno, nel paradiso del Whalalla, cavalcando come sognavi tra le foreste del Nord.

I funerali ad Alcamo oggi alle 17.

lunedì 12 gennaio 2015

Marcello, come here ....

Lei è Anitona e lui è Mastroianni, nell'omaggio di Milo Manara.



Quest'anno non è partito per niente bene, sembra un necrologio.

lunedì 5 gennaio 2015

E cammina cammina ......

Oggi il nuovo anno ci ha portato una dolorosa notizia: ci ha lasciati Pino Daniele, colpito da infarto. Aveva solo 59 anni.
Nel 1981 ero anch'io a piazza del Plebiscito assieme ai duecentomila e il mio cuore è ancora là, dove lo ricorderò sempre.
Quest'anno invece al Plebiscito c'era giggidalessio & friends (gli amici sua) ma noi tutti stavamo su RaiUno a sentire lui, Pino Daniele e i suoi amici (e anche i nostri).
Non è stato al suo meglio, a volte ha anche stonato ma noi lo amiamo e lo abbiamo perdonato.
Per noi napoletani che lo abbiamo amato e ascoltato fin dagli inizi è stato come un lutto in famiglia.
E Pino non merita sarcasmo e ironia che sono sparse a piene mani sui social network.
Tacete e lasciate che lo si pianga in santa pace.
Abbiamo perso un fratello, un amico che ha dato voce alle nostre tristezze, alle nostre rivolte.

Io ti ricordo così, fai buon viaggio.



giovedì 18 dicembre 2014

Ricordi e pensieri

Oggi ci ha lasciati Virna Lisi e ovunque ho letto cose molto belle su di lei.
Anche a me piaceva noltissimo, soprattutto perché ha sempre accettato il tempo che passa, le sue rughe anche se ha mantenuto la bellezza.
E mi chiedevo se è sempre così, se bisogna aspettare che qualcuno muoia per apprezzarne le capacità e il valore. E chiederci perché non siamo stati capaci di dirle quando era in vita le cose belle che pensiamo.
Anche per la morte di Mango tutti a stracciarsi le vesti, ignorando che era stato bellamente dimenticato. Magari avrebbero potuto far passare in radio qualche sua canzone, alcune erano molto belle, invece di aspettarne la morte per poi sperticarsi in peana.
E stasera in tv c'è A casa  di Anna, con un tempismo perfetto.

domenica 6 ottobre 2013

Il volo


Carlo Lizzani è morto suicida, come Monicelli. Entrambi hanno avuto una vita piena, ci hanno lasciato le loro opere, hanno ricevuto premi e soddisfazioni. Ed è stato triste vedere le loro vite spegnersi su un marciapiedi.
E' l'eutanasia all'italiana. In Italia non è consentito alle persone un fine vita dignitoso e allora resta solo un volo dal balcone.
Non conosco i motivi per cui Lizzani lo abbia deciso, all'età di 91 anni, ma ho sempre pensato che una lunga vita sia dura da sopportare. Magari il coniuge non c'è più, i figli hanno la loro vita che li porta in giro per il mondo e ormai con la scomparsa del posto fisso il lavoro lo si rincorre dove lo si trova.

E' capitato con mio suocero che è morto a 90 anni meno qualche giorno. Diceva spesso che era stanco di vivere ma non era malato e neanche depresso. Le giornate erano tutte uguali e anche le notti.
Poi quando si ammalò ci chiedeva nei momenti di lucidità di lasciarlo andare, di non curarlo più, che sarebbe servito solo ad allungargli l'agonia e le sofferenze. E così fu, aveva ragione.
Io spero che gli italiani riescano ad ottenere una legge che consenta di finire la propria vita coscientemente e che ci sia risparmiata l'unica possibilità che al momento ci resta: il salto nel vuoto.
Altrimenti, per chi ha i denari, c'è la Svizzera, extrema ratio.


sabato 30 marzo 2013

Dimenticavo ...... Buona Pasqua!

Buona Pasqua a tutti i passanti, una Pasqua un po' austera visti i tempi, c'è rimasto giusto un uovo.


Una Pasqua anche un po' triste. Ci hanno portato via in un giorno solo Jannacci, il Califfo e Ceccarelli dell'Equipe '84. 
E qualcun altro sta ancora qua!

sabato 12 gennaio 2013

Mariangela Melato

L'ho vista tante volte a teatro, sempre bravissima e sempre gentile e affettuosa con il pubblico.
E il pubblico la amava, affollando sempre i teatri.
E mi dispiace molto che venga ricordata per l'ultimo suo lavoro, la Filomena Marturano di Ranieri, che non è la Filumena Marturano di Eduardo.

Mi piace ricordarla così, la bottana industriale del film Travolti da un insolito destino ..... della Wertmuller.



domenica 30 dicembre 2012

RITA LEVI MONTALCINI

Oggi ci ha lasciati e ci mancherà.
Mi piace ricordarla così, con la lettera che scrisse a Repubblica nel 2007, in risposta a Storace che voleva mandarle le stampelle a casa, ironizzando volgarmente sulla sua vecchiaia.


Le stampelle di Storace
ricordano il regime
di RITA LEVI-MONTALCINI


CARO DIRETTORE, ho letto su Repubblica di ieri che Storace vorrebbe consegnarmi, portandomele direttamente a casa, un paio di stampelle. Vorrei esporre alcune considerazioni in merito.

Io sottoscritta, , in pieno possesso delle mie facoltà mentali e fisiche, continuo la mia attività scientifica e sociale del tutto indifferente agli ignobili attacchi rivoltimi da alcuni settori del Parlamento italiano.

In qualità di senatore a vita e in base all'articolo 59 della Costituzione Italiana espleterò le mie funzioni di voto fino a che il Parlamento non deciderà di apporre relative modifiche. Pertanto esercito tale diritto secondo la mia piena coscienza e coerenza.

Mi rivolgo a chi ha lanciato l'idea di farmi pervenire le stampelle per sostenere la mia "deambulazione" e quella dell'attuale Governo, per precisare che non vi è alcun bisogno. Desidero inoltre fare presente che non possiedo "i miliardi", dato che ho sempre destinato le mie modeste risorse a favore, non soltanto delle persone bisognose, ma anche per sostenere cause sociali di prioritaria importanza.

A quanti hanno dimostrato di non possedere le mie stesse "facoltà", mentali e di comportamento, esprimo il più profondo sdegno non per gli attacchi personali, ma perché le loro manifestazioni riconducono a sistemi totalitari di triste memoria.

(10 ottobre 2007)

lunedì 9 aprile 2012

Addio a Miriam


«Alle giovani dico sempre - dichiarò in occasione dei suoi 80 anni - di non abbassare la guardia, non si sa mai. Le conquiste delle donne sono ancora troppo recenti» 
Miriam Mafai