Nisida
mercoledì 25 marzo 2015
Le clarisse sul web
San Gennaro non ha voluto far mancare la sua presenza ed ha sciolto mezzo sangue. Tutto no, che pareva brutto.
E le monache di clausura, le clarisse del convento all'Anticaglia, hanno circondato e abbracciato il Papa con molto calore, facendosi rimproverare dal cardinale Sepe che si è lasciato andare a commenti non proprio lusinghieri nei confronti delle suore.
Il Papa è apparso piacevolmente stupito dall'assalto delle suore, simili a scolarette in uscita da scuola. Capirete che uscire dal convento di clausura con un permesso speciale e vedere anche il Papa, ma quando gli ricapita?
Anche la Littizzetto non ha fatto mancare la sua voce a Che tempo che fa e parlando delle suore ha detto che erano represse.
E qui la meraviglia. Le suore hanno una pagina di Facebook e l'hanno usata per rispondere a Lucianina:
"Ci dispiace che la sig. Littizzetto, che abbiamo apprezzato in altre occasioni, abbia pensato che le “represse” monache di clausura stessero aspettando il Papa per abbracciare un uomo... Probabilmente per fare questo avremmo scelto un altro luogo e ben altri uomini... Se avessimo voluto.
Non sarebbe forse il caso, cara Luciana, di aggiornare il tuo manzoniano immaginario delle monache di vita contemplativa?"
Qui l'intervista di Youmedia che dà voce e presenza alle due clarisse, dove ci sono inseriti anche gli "interventi" del cardinale.
Le sorelle ci informano che oggi sono cambiati i modi di comunicare e forse Gertrude, la monaca sventurata, oggi risponderebbe ad Egidio con un sms e morta là.
mercoledì 12 novembre 2014
Teatrino nell'autobus
Stamattina nel 130, mezzo che collega il Vomero con il cimitero di Poggioreale, via tangenziale.
Le porte per la discesa si aprivano e non si richiudevano più ed abbiamo assistito a questa scena: la autista ha tirato il freno ed è andata a chiudere a mano le due porte, chiedendo aiuto ad un passeggero che di buon grado si è prestato alla bisogna. Successivamente ha riaperto la porta per far scendere una signora anziana e stavolta due passeggeri (uno era la D.M., logicamente) hanno chiuso la porta che ha fatto una strenua resistenza, a spinta con mani e piedi. Un bel lavoro di coordinazione che ha dato gli effetti sperati, dopodiché tutti hanno suggerito alla conducente di non aprire più quella porta (tipo film horror).
Nel frattempo alle nostre spalle una nonna con nipotino ci ha 'nzallanuto, parlando senza interruzione al piccolino, che rispondeva con voce stentorea. Il tutto finché non siamo scesi, anche durante il teatrino della porta.
La D.M. ha detto che la "nonna automatica" è una iattura che ha beccato spesso sullo stesso mezzo. Per me è stata la prima sconvolgente volta.
Ah dimenticavo, nonna e nipote erano accompagnati dalla badante o baby sitter cingalese, non so, la quale ha taciuto sempre.
martedì 1 luglio 2014
A perfect day :-(
Ieri a via Toledo persino un cane di grossa taglia che andava di fretta mi ha spintonato e pestato un piede. Avevo le infradito.
E non parliamo dei colombi, che io lo sapevo che prima o poi uno mi cadeva in testa e pure questa è fatta. Atterrato, caduto e toccata terra se l'è fatta a piedi. Son cose, eh?
mercoledì 25 giugno 2014
La rivolta dei ferri da stiro
Sabato scorso il pargolo doveva andare al matrimonio di una carissima amica e mi chiese di stirare le due camicie che si era portato e che nel viaggio si erano un po' stropicciate.
Presi perciò il ferro da stiro piccolo, non c'era un gran lavoro da fare. Riempio il serbatoio, attacco la spina e comincio a stirare. Pochi minuti e una cascata d'acqua si abbatte sulla camicia bianca.
Spaventatissima stacco tutto ma il ferro continua a perdere.
Ok, prendiamo la Stirella. Riempio il serbatoio e comincio. Stiro le due camicie, trovandomi stiro anche un pantalone e due asciugamani di canapa, di quelli irriducibili.
Al secondo asciugamani, dai fori della Stirella, escono assieme una fiammata tipo draghetto e il vapore, che vanno a bruciare la tela dell'asciugamani.
Giuro, mai vista una cosa simile, eppure ne ho scassati tanti di ferri da stiro.
Ora mi trovo questi due cosi, uno scorre come un rubinetto rotto e l'altro sembra funzionare, ma sono io che non mi fido.
Sto ancora tremando al pensiero che poteva bruciare la camicia del figlio (che è costretto a farsele fare su misura viste le dimensioni). Dove ne andavamo a pigliare un'altra?
venerdì 10 gennaio 2014
Cose ca sulo a nuje
La sera prima del trasloco, prima di staccarlo, il figlio lo ha acceso regolarmente ed ha stampato anche dei documenti. Sembrava tutto a posto, quindi è stato smontato e imballato come tutto il resto delle suppellettili. E' stato portato a casa nuova dai traslocatori ed è rimasto qualche giorno nello scatolone in attesa della collocazione, anche perché l'ing. voleva cablare casa per evitare wi-fi selvaggio.
Ieri sera è giunto il momento, ha preso il pc e lo ha messo sulla scrivania, ma non si è acceso manco per niente. Allora lo ha smontato e lo ha trovato in un mare di acqua.
Ricostruendo all'indietro s'è ricordato che nella cameretta dove stava il pc era piovuto dal tetto, scorrendo anche lungo la parete, ma lui non ci aveva fatto caso perché nel frattempo tutto funzionava.
Alfine abbiamo pensato che finché l'acqua stava lì ferma sul fondo nulla succedeva, ma appena il cascione è stato scosso e spostato l'acqua s'è diffusa bloccando i contatti.
Ora il povero pc giace aperto sulla scrivania e il figlio lo ha anche asciugato con il phon, in attesa che possa dare segni di vita.
giovedì 9 gennaio 2014
Nel bus
Questa mattina ho preso l'autobus, il 130, che in questo periodo è un vero colpo di fortuna. Spesso le paline collegate risultano spente e pure l'App dell'Anm, consultata sulle fermate, risulta drammaticamente deserta.
Dicevo che ho preso il 130, ero quasi arrivata a Vanvitelli quando sono saliti due controllori. Hanno trovato un signore anziano che non aveva marcato il biglietto e come accade spesso è uscito subito l'avvocato difensore. Dichiaratosi avvocato e magistrato in pensione ha inveito contro i due che si sono difesi dicendo che stavano solo svolgendo il loro lavoro. Un altro signore è intervenuto dando sulla voce al magistrato e difendendo l'operato dei controllori, dandogli dell'ineducato. E meno male che ci trovavamo al Vomero, non oso pensare a come si sarebbe svolta la stessa conversazione a bordo dell'R2.
A questo punto è stato inevitabile per i due invitare il distinto signore senza biglietto a scendere per compilare il verbale.
Perché a volte se qualcuno si facesse gli affaracci suoi non sarebbe male; magari i due controllori avrebbero lasciato perdere, ma trovandosi in tal consesso sono stati costretti a verbalizzare e fare la multa all'incauto viaggiatore. Con tanti ringraziamenti.
sabato 12 ottobre 2013
Il medioevo prossimo venturo
lunedì 13 maggio 2013
Twitter de visu
Prima del mio turno c'era una signora ottantenne armata di bastone, molto vispa e decisa che quando si è aperta la porta s'è alzata per entrare. Il dottore, facendo uscire il primo, si accingeva a far entrare il secondo, ma l'arzilla signora ha informato gli astanti che era il turno suo e non aveva nessuna intenzione di aspettare oltre.
Il giovanotto informatore secondo ha detto che lui stava lì per lavorare e la signora ha risposto: eh si, e io sono venuta per fare l'uncinetto. Giuvinò, io ho pagato per questa visita ben 40 euro di ticket e il dottore mi deve visitare, chiaro? E il medico zitto.
Gliele ha cantate de visu, e non stava su twitter, sapevàtelo.
A me le vecchiette napoletane mi fanno morire, hanno una prontezza di riflessi che sicuramente è dovuta al lungo allenamento con mariti, figli e nipoti scassambrelli. Lunga vita a tutte loro.
sabato 6 ottobre 2012
'A gente nun sta bona c'a capa
Una tipa Telecom, con voce scocciatissima, vuole per forza informarmi delle ultime offerte (che poi sono sempre le solite) e quando le ho detto che proprio ieri una sua collega mi ha erudita e quindi non ero interessata s'è incazzata di brutto.
Mi ha detto che esigeva un po' di rispetto, che loro lavorano per portarsi a casa un po' di soldini e che io la dovevo stare a sentire.
Le ho chiesto se per guadagnarsi i soldini bastava che io l'ascoltassi ma ha pensato che la stessi sfottendo. A questo punto l'ho informata che se non ce l'avevo ancora mandata affanculo era proprio perché pensavo che lo facessero per lavoro e non certo per rompere le scatole alle povere criste che la mattina si alzano per vedere cosa devono combinare nella giornata.
Le ho dovuto appendere il telefono in faccia, perché continuava a straparlare, dovendo convenire che la gente maleducata va trattata soltanto con la maleducazione.
Dicevamo, giornataccia, eh?
Usciamo io e la D.M. e sul marciapiedi vicino casa incontriamo una coppia di amici e ci fermiamo a chiacchierare un po'. Al Vomero va così, ci si incontra spesso per strada e magari si decide di andare assieme a prendere un caffè.
Il marciapiedi era largo e stavamo noi quattro accocchiati abbastanza vicini, quando arriva un giovanotto che comincia a dar fuori di matto perché a suo dire ingombravamo il passaggio.
Ed era pure magro il giovanotto, per cui gli ho fatto una risata in faccia dicendo che c'era tutto lo spazio che voleva.
Maronna come s'è incazzato, ha cominciato a strepitare e per un momento ho pensato che volesse anche passare a vie di fatto. Ovviamente la D.M. me ne ha dette quattro, perché mi devo stare zitta, 'ccà 'a gente nu' sta bona c'a cappa, ovvì.
E meno male, che stavo meditando di invitare pure lui al bar, magari gli offrivo una camomilla.
venerdì 29 giugno 2012
A noi ci ha rovinati Hitchcock
E' andata così.
Sentivo fortissimo il verso dei colombi e quindi ho guardato fuori cercando di vedere dove si erano imboscati. Infatti la piantagione di pummarole del marito sta guadagnando spazio ed ha prodotto rami simili a liane. Pomodori pochi e verdi.
Niente, non li vedevo e allora sono uscita, pensando che si erano nascosti dietro il motore del condizionatore. Neanche fatti due passi uno dei due ha decollato da sotto i miei piedi sbattendosi proprio sulla mia faccia, mentre l'altro mi ha accerchiata volando proprio nella mia direzione.
Facendo un fracasso infernale, sbattimenti di ali tipo avvoltoi, si sono diretti verso il balcone della cucina e poi di nuovo via.
Ora piazzo là fuori una bella scopa di quelle classiche larghe e la prossima volta ci gioco a baseball con quei due, lo giuro. Hai visto mai che stanno meditando di farci il nido, là fuori?
giovedì 17 maggio 2012
B.R.A.
E così la D.M. si sta costruendo un succedaneo dell'orto in terrazza. Ha piantato basilico e pomodori e sta costruendo un megaimpianto di innaffiamento che neanche il ministero delle acque.
Ha piazzato un bidone enorme, ha installato tubicini tipo flebo ed ha messo un timer per innaffiare automaticamente in caso di assenza. E di sicuro i pomodori spunteranno quando saremo in vacanza questa estate, con nostra soddisfazione.
Nel frattempo, anche il mio avocado idroponico, che ha messo un casino di foglie tanto che somiglia ad un palmizio, è stato opportunamente trasferito in vaso e speriamo bene.
Anche il pargolo si è scoperto il pollice verde e sul terrazzo romano ha piantato pomodori e peperoncini verdi, che a Roma sono pressochè introvabili. Infatti le piantine le ha importate da Napoli, coerente con la tradizione da emigrante di famiglia. Lo zio infatti, da 40 anni a Roma, continua a fare i viaggi della memoria, portando da Napoli salsicce, friarielli, pastiere e sfogliatelle. La globalizzazione gli fa un baffo a lui, sebbene Sedlex racconti delle amiche londinesi che sfornano casatielli, trovando persino la sugna nel regno di sua Maestà.
Comunque, sarà la crisi, sarà che i prezzi dal verdumaio lievitano più delle pagnotte, gli orti sui terrazzi stanno vivendo nuovi splendori.
Bisogna solo fare molta attenzione agli insetti, perché qui son peggio delle cavallette, si magnarono tutti i gerani parigini, fiori e foglie. E non ci furono pesticidi che potessero rimediare.
lunedì 16 aprile 2012
America's Cup alla napoletana
sabato 11 febbraio 2012
Simm' jute peggio
domenica 29 gennaio 2012
Muffin in fuga
La settimana scorsa ne ho fatti alcuni mettendoci al centro la marmellata di amarene che avevo fatto in campagna, l'unica volta che ero riuscita a sottrarre i frutti agli uccelli.
Vennero benissimo, con la caratteristica forma a pizzo tipica dei muffin, ma le amarene precipitarono tutte sul fondo. Evvabbè, nessuno è perfetto.
Ieri mi sono rimessa all'opera, stesso impasto e 2 tipi di muffin, uno con i mirtilli e l'altro con le gocce di cioccolato. Li metto nel forno e dopo un po' l'impasto comincia a fuggirsene dalle formine. Lo raccatto dalla piastra per non farlo bruciare e quando i muffin sono cotti sono tutti perfettamente rotondi e lisci sopra, senza il pizzo.
Li ho assaggiati, sono buoni, ma erano meglio quelli dell'altra volta, con la marmellata affondata.
Ma per quale triste fatalità a me le cose non riescono mai bene una seconda volta? Eppure ho usato gli stessi ingredienti, tranne il ripieno.
sabato 24 dicembre 2011
Autobus fai da te
Alla fermata successiva è salito un giovanotto piuttosto voluminoso che durante la marcia si è appoggiato pesantemente alla porta, provocandone l'apertura. La porta sembrava schiantata e l'autista ha fermato l'autobus: è guasto, signori, scendete ed ha chiamato il soccorso.
Nel bus affollato si sono levati alti lai, perché non era ipotizzabile l'arrivo di un altro autobus e neppure il soccorso, chiamato dall'autista, sarebbe stato tempestivo.
La D.M., che come sanno già i lettori di questo blog, non si fa mai gli affari suoi, chiede all'autista di dare un'occhiata alla porta e constatato che era solo uscita dal binario, la rimette in carreggiata e chiede di farla funzionare.
Per fortuna ha funzionato e così sono ripartiti tra le benedizioni dei passeggeri.
Dal dottore
C'era il tagliacoda e la segretaria ha chiamato l'89, ma non ha risposto, poi il 90 e infine è toccata a noi, 91.
Fatta la cartella, pagato il dovuto dovevamo entrare, quando vediamo uscire dalla stanza della dottoressa un tizio a cui era stata messa l'atropina negli occhi.
Segretaria: scusate, che numero siete?
il tizio: 89
segretaria: e come avete fatto ad entrare?
il tizio: dalla porta, era il mio turno, dopo l'88.
segretaria: (fa un casino della madonna) ma dovevate prima passare per l'accettazione!
il tizio: e io che ne so? La dottoressa mi ha pure scritto sulla cartella, andate a vedere.
segretaria: (va a vedere) e la dottoressa aveva scritto le cose del tizio sulla cartella della D.M.
In sala tutti a schiattare, solo il tizio non ci trovava nulla da ridere, tantopiù che ha dovuto pure pagare.
Io, ha detto, prima andavo all'Ascalesi e lì non ho mai pagato. E neanche mi facevano tutte queste storie.
Ma la segretaria non ha mollato, ha preteso un documento e pure i soldi, e alla fine ha scoperto che il tizio non era neanche prenotato.
Ma in quale città andate dall'oculista a sbellicarvi dalle risate?
giovedì 27 ottobre 2011

Son due giorni che non si capisce niente.
Ieri un nubifragio epocale, e si sa, mica ce lo potevamo risparmiare. Son finita sotto l'ombrellone del pescivendolo a ripararmi, salendo sul trespolo che lo reggeva perchè di sotto scorreva il fiume. E a fianco c'erano l'olivaro e il fruttarolo nelle medesime condizioni, a reggere i loro ombrelloni, che la tregenda se li portava via.
Inutile aggiungere che di bus manco l'ombra, che ancora non l'ho capito dove scappano quando piove. Le paline erano desolatamente vuote.
Oggi invece, dopo aver speso un bel po' del mio tempo a cercare invano un bus, sulla palina è apparsa la scritta: disservizi su tutta la linea. E facimmecèlle 'a ppere.
Al ritorno a casa, accesa la tv, ho scoperto che a Fuorigrotta è successo un casino indiavolato a causa di settemila deficienti (chiamarli tifosi è troppo decisamente) che dovevano comprare il biglietto per la trasferta a Monaco.
A questo si è aggiunto lo sciopero improvviso dell'ANM, totale a quanto pare. Gli autisti al tg3 erano incazzati neri, altro che indignati, pare che i soldi per gli stipendi non ci sono. E questo fa pensare che anche nei prossimi giorni ce la faremo a piedi.
Ma ho scoperto che a Roma non stanno messi meglio.
Da stamattina GRA, Roma nord e tangenziale sono rimasti paralizzati per l'apertura di un nuovo megastore a Ponte Milvio.
Annunciati sconti favolosi nei giorni precedenti, ottomila stronzi si sono messi in fila trascorrendovi anche la notte e trasformando il corso Francia in un megaparcheggio. Roba da fare invidia agli Apple Store.
E così Alèmanno ha dovuto sguinzagliare tutti i vigili di Roma Capitale, chiudi qua e apri là per sbloccare l'immane casino. Che dopo l'alluvione ci voleva proprio una robina così.
Ma la barzelletta migliore l'ha raccontata il Codacons: ha chiesto a Trony, il megastore, di risarcire i cittadini rimasti bloccati a causa loro. E come? Ma logico: dando loro un buono da 100 euro da spendere nel medesimo megastore. Capito?
Uè Codacons, ma ci sei o ci fai?
martedì 4 ottobre 2011
STRANE COSE
Capita che in alcuni periodi nulla voglia più funzionare. Parlo di informatica, la mia croce. E spesso non trovo spiegazioni.
E' cominciata con il macBook su cui sono caduta. Lui se l'è cavata, io no. Evvabbè, sia lode a Jobs.
Dopo qualche settimana è spirato prematuramente il mio desktop, regolarmente assemblato qualche anno fa dal figlio e regolarmente passato a me dopo che ne ha fabbricato uno nuovissimo, velocissimo e tutti gli issimo previsti dagli addetti ai lavori.
La diagnosi l'ho fatta da sola, è andato fuori uso il Raid che metteva in parallelo due hard disk. Poichè dalla minacciosa schermata (Raid FAILED, in rosso) si evidenziava che vedeva fisicamente uno solo dei due HD, ho capito che uno dei due era defunto e che ha trascinato con sè tutti i dati scritti su entrambi. Ora è li che giace, in attesa del ritorno del figlio, che nel frattempo ha confermato a distanza la diagnosi.
E non finisce qui.
Preoccupata della sorte delle mie foto, ho cercato di fare un duplicato su un HD esterno di quelle che avevo scaricato sul Mac, compreso quelle che ho fatto in Turchia.
Risultato: nulla di fatto.
Ho scoperto così che gli HD formattati in NTFS e in FAT32 non sono compatibili con i Mac, li legge ma non vi scrive sopra. Pare che Microsoft che detiene il formato proprietario non renda pubblici gli standard, per cui la Apple riconosce solo chiavette e HD formattati in FAT (la prima versione), con il risultato che poi non si possono trasferire file superiori a 4 Gb.
Tutto questo però l'ho scoperto dopo svariate ore di impazzimento, convinta che si era scassato pure il Mac.
Ho chiesto aiuto a vari forum e così sono venuta a capo del mistero.
Stasera poi ho tentato di installare una stampante DELL sul Mac, ma non c'è stato niente da fare, la riconosce ma la schifa. Dà un messaggio in cui segnala che non esistono driver per collegarla, neanche in rete.
Ora posso anche capire Microsoft e la sua guerra ai Mac, ma la Dell produce stampanti, che interesse ha a non distribuire i driver per la connessione a qualsivoglia computer?
E' così astruso chiedere degli standard che vadano bene per tutti i sistemi operativi?
Perchè anche con Linux ci sono altri problemi: le chiavette per la connessione Internet non funzionano, qualsivoglia gestore si scelga.
ULTIMISSIME:
A proposito di Linux, ho provato a collegare tutte le chiavette e gli HD esterni al vecchio netbook Linux. Funzionano tutti, ma proprio tutti, di qualsiasi Fat o NTFS sono fatti, in lettura e in scrittura.
Un sentito vaffanculo alla Apple, che non è capace di superare il problema.
martedì 24 maggio 2011
NUN ME FANNO PARLA'
La famiglia di nostri vecchi amici aveva una gracula di nome Nicola.
Questo uccello parla in modo abbastanza chiaro, meglio del solito pappagallo.
In casa conviveva con gli anziani nonni e un cane per cui, come un registratore, relazionava su quanto detto dal nonno della mia amica durante la giornata.
"Spostati, Corgi" era riferito al cane che stava sempre tra i piedi, accompagnato da qualche colorita parolaccia che il nonno indirizzava a turno al cane e alla gracula e che questa regolarmente riferiva.
Imitava persino il tono del nonno che chiamava la moglie.
Le malefatte di Nicola la gracula erano parecchie. Una di queste era l'imitazione perfetta della frenata di un'auto e poichè la casetta si trovava in una curva è capitato anche qualche incidente.
Infatti i conducenti sentendo la frenata della gracula si affrettavano a mettere il piede sul freno, pensando che ci fosse un'auto contromano, con conseguente tamponamento da parte dell'auto che seguiva. Una volta assistemmo all'avvenimento.
Ma la frase ricorrente di Nicola era la seguente: nun me fanno parlà.
Era il nonno che tutti zittivano a causa del suo eloquio colorito e che la gracula regolarmente riferiva agli astanti.
Oggi l'ho risentita quella frase ma non l'ha detta il nonno (cioè per essere precisi anche lui è un nonno).
L'ha detta LUI, con una gran faccia di tolla, dopo avere occupato in massa tutti i TG, suoi e non. E dopo averci procurato una sostanziosa multa da pagare. NOI, non LUI.
NUN ME FANNO PARLA'!!!
E sarebbe anche ora, che a forza di sentire stronzate, gli italiani ormai appena compare LUI, cambiano canale. Lo afferma l'Auditel.
venerdì 6 maggio 2011
MA LE POSTE NO
Tempo di versamenti. Ho traccheggiato finora per pagare la TARSU, aumentata vertiginosamente come i cumuli di rifiuti per strada. Siamo il popolo che paga la monnezza più cara del mondo, pur continuando a tenerla sotto casa.
Ho pagato jastemmando perchè temo le persecuzioni di Equitalia che è arrivata persino a prendersi i soldi direttamente dal conto corrente degli inadempienti.
Così ho raccolto un po' di roba varia e sono andata alle Poste.
Fila come di default ma quando è arrivato il mio turno l'impiegato allo sportello mi ha fatto ciao ciao con la manina. Pensavo mi avesse riconosciuta e mi salutasse, mica avevo capito che mi stava dicendo di andarmene che ci vedevamo un altro giorno.
Infatti mi ha annunciato che il terminale si era inchiantato e che non funzionava più niente causa blackout informatico.
Nel frattempo è uscita dal suo gabbiotto anche la consulente finanziaria annunciando che pure da lei non funzionava più nulla. Tutti le hanno chiesto come mai e perchè e lei ha risposto: magari lo sapessi, non sarei qui.
Si, ho detto, starebbe in tv a fare la maga di "ci devi credere".
Sono tornata dopo circa due ore e nel frattempo il blackout è rientrato, mi sono trovata persino in tempo per il vecchio numero che avevo preso.
Alla fermata del bus ho trovato una signora che arringava i passanti circa l'ultima uscita del "passerotto" che vorrebbe venire venerdi prossimo a rendere civile la città di Napoli.
La signora, con un eloquio degno dei peggiori postriboli, inanellava maleparole di cui di molte, lo confesso, ignoravo il significato. Sembrava la scena delle ingiurie della Gatta Cenerentola.
Si potrebbe suggerire al CEPU di assumere la signora come tutor per tenere un corso di aggiornamento. Hai visto mai che incontri il "passerottino svolazzante".




