Nisida

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giovedì 20 aprile 2017

Le donne di Boldini

"I nastri, i riccioli, le gonne delle belle e piccanti ballerine del Moulin de La Galette e di altri balli palpitavano là vicino, descrivevano arabeschi di voli di farfalle sulla folla"






La mostra Giovanni Boldini (1842-1931) al complesso del Vittoriano, Ala Brasini, dal 4 marzo al 16 luglio.
Da non perdere

Qui si possono ammirare altre opere di Boldini

lunedì 20 febbraio 2017

Il mio tulipano del Nilo

Ora ho un albero tutto mio che cresce in Kenia, Africa, regalo di Natale di mio figlio.
Si chiama Markhamia lutea perché quando sarà grande farà dei bellissimi fiori gialli.
Ora è così ma mandano le foto mano mano che cresce.



La Markhamia, chiamata anche "tulipano del Nilo" è un albero sempreverde dalle medie-grandi dimensioni, nativo dell'Africa orientale. Presenta fiori gialli e frutti lunghi a forma di campana. Viene piantato perchè la sua rapida crescita permette di ombreggiare, in pochi anni, specie consociate che hanno bisogno di poco sole.

Risultati immagini per markhamia lutea

domenica 12 febbraio 2017

Sanremo al Vomero

Questa mattina c'era un bel sole e la folla si è riversata per le strade del Vomero.
Di solito lungo la via Scarlatti si radunano artisti di strada e si esibiscono per la gioia di adulti e bambini.
Oggi c'erano nella parte alta un musicista che suonava la chitarra elettrica con amplificatore. E' la prima volta che lo vedo e c'era a cerchio intorno a lui una folla di persone ad ascoltarlo.
Sono arrivata che stava regolando l'amplificatore e poi ha iniziato a suonare Smoke on the Water dei Deep Purple, apprezzata subito dal folto pubblico. Mi sono fermata ad ascoltare fino alla fine e c'è stato un grande applauso e molte offerte al bravo suonatore.
Scendendo per la via Scarlatti, più giù c'era un altro cantante ormai ben noto a tutti i vomeresi: Fabio Serino, che canta e suona il repertorio di Pino Daniele, oltre a moltissime canzoni napoletane classiche, persino 'O sole mio, con una voce bella e modulata, accompagnata dalla chitarra che suona molto bene. Ha persino una chitarra come quella che Pino Daniele usava negli ultimi concerti.
Quindi oggi c'era in offerta il rock duro nei pressi di Vanvitelli e canzone napoletana, per tutti i gusti.
A metà strada un giovanotto in frac e cilindro che si esibiva in fantastiche enormi bolle di sapone, coinvolgendo una folla di bambini felici di rincorrere le mille bolle blu.

martedì 8 marzo 2016

8 marzo

"Se le donne abbassassero le braccia, il cielo cadrebbe".
Dedicato a tutte le amiche donne, che giorno dopo giorno non abbassano mai le braccia.

martedì 6 ottobre 2015

Paesaggi nell'agata copia incolla


Impurità intrappolate nella roccia in una sezione di agata, dipingono un paesaggio marino stranamente realistico.

agata-paesaggio-01

Che è molto simile a questo. La natura copia incolla.




martedì 17 giugno 2014

Le murrine leonardesche

La murrina è un metodo di lavoro che viene fatto con il vetro. Le lavorano a Venezia ma in oriente le facevano già 4000 anni fa. Viene composta da più strati di vetro fuso su un vetro centrale e di solito ha disegni geometrici o floreali. Il pezzo di vetro viene allungato ed affettato rivelando così il disegno interno.
Qui invece possiamo vedere la stessa tecnica usata per creare ritratti e riproduzioni di dipinti come questa incredibile Vergine delle rocce di Leonardo da Vinci.
Una fetta di questa murrina costa $ 5.000.




martedì 13 maggio 2014

Il fascino delle meridiane

Da anni ormai la nostra auto vive nel box e noi ce ne andiamo in giro per la città a naso all'aria. 
Infatti dalla macchina si vede solo quello che è a livello ed io sto scoprendo la bellezza dei piani alti dei palazzi. Decorazioni, stucchi, ringhiere e due bellissime meridiane.
Queste si trovano sulla facciata dell'Istituto Tecnico Professionale G.B. Della Porta a via Foria e portano le scritte "Europeo" e "Italiano". Credo non ce ne siano altre simili o almeno non ne conosco l'esistenza. 
La misurazione del tempo all'europea usa come riferimento due successivi passaggi del sole al meridiano mentre in quella all'italiana si misurano le ore a partire dal tramonto del sole.


(foto da flickr, le mie son venute malissimo a causa degli alberi piazzati davanti)

sabato 7 dicembre 2013

La luna di dicembre




Com’è bella la luna di dicembre
che guarda calma tramontare l’anno.
Mentre i treni si affannano si affannano
a quei fuochi stranissimi ella sorride.

Sandro Penna

domenica 25 agosto 2013

Sebastiao Salgado


Eravamo andati all'Ara Pacis con l'inconfessato desiderio di mettere i piedi a mollo nella fontana (e c'era già una folla) quando vedo la locandina della mostra: Sebastiao Salgado - Genesi.
Ovviamente mi sono fiondata subito.
Salgado è uno dei miei fotografi preferiti, le sue foto sono indimenticabili, tutte in un rigoroso B/N.  Avevo visto l'ultima sua mostra a Milano all'Arengario molti anni fa, neanche ricordo quando. C'erano le fotografie che aveva scattato ai lavoratori, le formigas, in Brasile nella miniera d'oro di Serra Pelada, nel 1986.



Non si possono descrivere, ti prendeva un'angoscia a vedere esseri umani come formiche, costretti a lavorare in un inferno, su e giù con i sacchi di fango argilloso appesi alla schiena.
Genesi invece è un progetto di salvataggio del pianeta, un viaggio alla scoperta del pianeta ma anche alla riscoperta del ruolo dell'Uomo nella Natura. Un percorso iniziato nel 2003 dopo anni di ricerca. Salgado ha fotografato per mostrarci le terre più selvagge e impervie come l'Antartide, la Patagonia, il Mato Grosso, il Madagascar e i parchi degli Stati Uniti.

"L'ho chiamato Genesi - dice l'autore - perché, per quanto possibile, desidero tornare alle origini del pianeta: all'aria, all'acqua e al fuoco da cui è scaturita la vita. Nonostante tutti i danni già causati all'ambiente, in queste zone si può ancora trovare un mondo di purezza, perfino d'innocenza".

La mostra chiude il 15 settembre, non perdetela.





lunedì 14 maggio 2012

C'era una volta una chiesa, san Giovanni a Mare

A Napoli come ogni anno c'è Il Maggio dei Monumenti ed è l'occasione anche per i napoletani di vedere qualche monumento che solo in questo periodo e per pochi giorni è possibile vedere.
Abbiamo scoperto che c'era una chiesa, San Giovanni a Mare, di cui non avevamo mai sentito parlare, sconsacrata, a cui erano stati fatti importanti lavori dopo il terremoto dell'80 e così sfogliando il libretto guida del Maggio abbiamo trovato un itinerario che comprendeva le chiese più importanti della zona, tra cui questa.

Chiesa di san Giovanni a Mare
Chiesa di sant'Eligio al Mercato
Basilica di Santa Maria del Carmine Maggiore
Chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Porta Nolana
Chiesa di san Pietro ad Aram

Abbiamo quindi chiamato l'Associazione che si occupava della visita guidata e alle 10 di domenica eravamo in zona.
Ma l'inizio non è stato dei migliori. La visita cominciava dal cancello chiuso a chiave di San Giovanni a Mare e la guida ci ha spiegato che il Comune non ha i soldi per tenere personale in servizio.
La chiesa non l'avremmo mai trovata perché è inglobata in un fabbricato, dopo il cancello si scendono degli scalini e chi lo sa se un giorno riusciremo a vederla. Per ora c'è wikipedia.


Sono riuscita solo a fotografare il cartello e, attraverso un buco del cancello, Donna Marianna, detta 'a capa 'e Napule.


Il corpo di Napoli invece è la statua del dio Nilo, che si trova nei Decumani.
Il nome Marianna, simbolo della repubblica francese, le venne dato durante la Repubblica Partenopea.
Abbiamo poi visitato le altre chiese in programma, tutte regolarmente aperte, facendo un casino di foto, senza che nessuno ce lo proibisse. Le mostrerò nei prossimo post.

lunedì 30 aprile 2012

La leggenda di Megaride e del Sebeto

Una leggenda narra dell'amore profondo tra Sebeto, ricco signore che abitava in una rigogliosa campagna nei pressi di Napoli e la giovane Megara.
Poco dopo le nozze, Megara annegò tra le acque tempestose del golfo, trasformandosi in uno scoglio che fu appunto denominato Megaride e sul quale si insediarono i primi coloni rodii provenienti dalla Magna Grecia.
Sebeto, appresa la notizia della scomparsa della moglie, dal dispiacere si sciolse letteralmente in lacrime, trasformandosi nel fiume che un tempo sfociava proprio di fronte alle coste dell'isolotto di Megaride, in modo da ricongiungersi per sempre alla sua amata.
In memoria di Sebeto resta quindi la fontana del Fanzago al largo Sermoneta.





domenica 29 aprile 2012

Il nomadismo delle fontane

A Napoli le fontane non trovano mai pace. Mai nessuna resta nel luogo dove è stata costruita.
Oggi, ad esempio, c'era un bel sole finalmente, siamo stati a Castel dell'Ovo e lì ho letto della leggenda di Megara e Sebeto, che erano felicemente sposati ma Megara era annegata proprio lì, dove sorge ora il castello e il luogo fu chiamato Megaride.
Sebeto, quando seppe della morte di sua moglie si sciolse letteralmente in lacrime e dette origine al fiume Sebeto, che sboccava proprio nei pressi e quindi gli sposi idealmente si ricongiunsero.
Ora, sappiamo che la fontana del Sebeto fu progettata da Cosimo Fanzago e collocata a via Cesario Console, ma quella che si vede nella curva di via Partenope nei pressi del Castello non c'entra niente, quella è la fontana del Gigante o dell'Immacolatella, che pure non ha trovato pace.
Dal palazzo reale dove fu collocata dal Bernini era finita prima al Carmine, da cui l'Immacolatella e poi a San Pasquale a Chiaia, prima di trovare la sua definitiva collocazione lì dove l'abbiamo vista oggi.
Quella del Sebeto invece è finita al largo Sermoneta, ai piedi di via Posillipo, parecchio distante dal luogo di nascita. Il Sebeto è rappresentato da un vecchio con la barba fluente, adagiato in posizione semisdraiata su una conchiglia.
Altra fontana, quella del Nettuno è invece tornata al posto suo; nata a via Medina, spostata a piazza Bovio, è stata riportata di recente a via Medina.
Infine c'è la fontana della Sirena, a piazza Sannazaro, ivi collocata quando fu aperta la galleria Laziale. In origine stava a piazza Garibaldi, nei pressi della stazione centrale.
Insomma, vallo a spiegare tutto questo quattro di maggio ad un turista che ti chiede se è quella la fontana del Sebeto. E' 'na parola!



Fontana del Sebeto - Largo Sermoneta


Fontana del Gigante - via Nazario Sauro

domenica 25 marzo 2012

La Casina Vanvitelliana


E' una villa edificata nel 1782 dal re Ferdinando IV di Borbone, su progetto di Carlo Vanvitelli su un isolotto collegato con un ponte in legno alla terraferma.
Si trova nel lago Fusaro, "Acherusia Palus"; anticamente era una palude creata dal fiume Acheronte, che nel 1800 diventò sito reale borbonico di caccia e pesca.
Il Fusaro è noto per gli allevamenti di mitili che hanno fama di essere i migliori della provincia, è separato dal mare da una bassa duna sabbiosa con alberi e cespugli ed è collegato ad esso con due canali di comunicazione.
Si visita solo il sabato pomeriggio e la domenica, ma oggi, non si sa per quale arcano motivo era chiuso e ci è toccato guardarla da fuori.


La Casina Reale è stata restaurata e ridipinta di uno slavato celeste, diversamente da prima, come si vede dal disegno sul quadro di piastrelle all'ingresso del sito.


mercoledì 21 marzo 2012

Primavera

Con un giorno di anticipo è arrivata la primavera.
Oggi è scoppiato il caldo e si comincia a sudare. 
Eh sì, non ci sono più le mezze stagioni, passeremo dal cappotto al costume.

sabato 17 marzo 2012

La Stazione Zoologica A. Dohrn - L'Acquario

                                                                                                                                                                          La Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli è stata fondata nel 1872 dallo scienziato tedesco Anton Dohrn. 
Oggi è un ente pubblico di ricerca, vigilato dal  
img1071002161151 080801095808 .jpgMinistero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca
La Stazione Zoologica è tra i più importanti enti di ricerca al mondo nei settori della biologia marina e dell'ecologia. Fondata con la missione di promuovere la ricerca di base, ospitando scienziati che avevano bisogno di organismi marini per i loro studi, è ora basata sulla ricerca svolta dal proprio personale.
La missione della Stazione Zoologica è la ricerca sui processi fondamentali della biologia, con specifico riferimento agli organismi marini e alla loro biodiversità, in stretto legame con lo studio della loro evoluzione e della dinamica degli ecosistemi marini, attraverso un approccio integrato e interdisciplinare. Lo studio delle applicazioni biotecnologiche conseguenti è pare della missione dell'Ente. La Stazione Zoologica offre anche l'accesso agli organismi marini per la comunità scientifica internazionale e corsi di alta formazione nell'ambito della sua missione.





La Stazione Dohrn ha avuto anche notevoli collaborazioni. Nel corso degli anni molti premi Nobel hanno frequentato i laboratori della Stazione, come si evince dalla tabella sottostante.

E qui c'è un'intervista di D. De Masi a A.M. Liquori, ordinario di Chimica Fisica all'Università di Roma e fondatore dell'ICTB e fondatore dell'International Centre of Theo.

(Estratti da Periodico : Anton Dhorn e la stazione zoologica di Napoli . Rivista IBM  n. 1/1987 , diretta da D. De Masi,  già per la  rivista “Scienza 2000″). 

Nella palazzina della Stazione si trovano anche degli affreschi di Hans Van Meèr che rappresentano il manifesto europeo del purovisibilismo. Gli affreschi al momento non sono visibili al pubblico. 



mercoledì 29 febbraio 2012

Gioacchino Rossini

Nell'anniversario della sua nascita, il Duetto buffo di due gatti, nella interpretazione dei Les Chanteurs du Lycée
Sotto, una serissima versione di Montserrat Caballè e Montserrat Martì.
Perchè Rossini è anche questo.