Nisida

Nisida

mercoledì 14 aprile 2021

Vaccino, neverending story

 La domenica delle palme, circa due settimane fa, sono stata vaccinata con Astrazeneca, dopo svariate file della durata complessiva di tre ore. Sono diabetica ma mi hanno detto che non avevo diritto al Pfizer perché assumo un solo tipo di farmaco. Cioè non sono fragile, nonostante le numerose patologie e l’ho scoperto quel giorno.

Alla fine del percorso ad ostacoli, giunta alla saletta del vaccino mi hanno accolta una dottoressa e un infermiere cui ho mostrato un’anamnesi comprendente le patologie e i farmaci che assumevo che sono risultati compatibili con vaccino. Tornata a casa, stanca e morta di freddo (l’attesa si era svolta all’aperto e con bella ventilazione anche nei gazebo), sono cominciati grandi dolori alle braccia, stanchezza e poi la febbre che ha raggiunto i 39 gradi, che con una Tachipirina il giorno dopo è sparita, non così i dolori che anno atteso una settimana per lasciarmi.

La location merita una descrizione. Eravamo alla Stazione Marittima, da dove partono le navi da crociera e infatti in porto erano presenti due navi, regolarmente in moto. Una lunga fila di gazebo accoglieva i vaccinando, la fascia da 70 a 79, molti acciaccati, assenza di sedie, solo qualche sedia a rotelle per i non deambulanti, accompagnati  da solerti signore della protezione civile, che ci dicevano di tanto in tanto di stare distanziati ma quando lo eravamo troppo ci dicevano di avvicinarci. Boh. 

E se tre ore vi sembrano molte, il giorno dopo qualcuno ne ha attese cinque. Tutt’altro discorso alla Mostra d’Oltremare dove con una precisione Svizzera si è vaccinato il marito con entrambe le dosi. 

Ora attendo la seconda dose che mi verrà inoculata dopo 12 settimane, il 16;giugno, giorno del mio compleanno. E che Dio c’è la mandi buona.

martedì 30 marzo 2021

I draghi al tempo del COVID

 I bambini e la scuola, grande problema al tempo del COVID.

I miei nipotini sono riusciti a frequentare il nido abbastanza di continuo, togliendo le assenze per raffreddori e simili. Ma quando il Lazio è diventato zona rossa, scuole chiuse, anche i nidi. Mio figlio e sua moglie hanno cercato di spiegare ad Arianna incazzatissima perché non poteva andare a scuola. Sai, ha detto papà, c’è un signore che a i chiama Draghi che ha deciso che per la nostra sicurezza, lo sai che c’è questo virus, dobbiamo stare a casa. Vedi che anche papà e mamma lavorano da casa? 

La piccola ha fatto una faccia comprensiva e sembrava aver accettato il ragionamento, ma dopo qualche giorno, in modo casuale, ha detto: papà ma ci sono ancora i draghi a scuola?

E così oggi sono tornati alla scuola liberata dai draghi.

giovedì 18 marzo 2021

È n'anno, ce pienze ca è n'anno

Sulla saracinesca di un negozio l'anno scorso attaccarono questo cartello.


Ora dopo un anno siamo messi uguale. Zona rossa, negozi chiusi, poca gente per strada. Però abbiamo il vaccino, anzi tre per ora, compreso Astrazeneca sospeso cautelativamente da AIFA, in attesa di risposta dall’EMA. La vaccinazione va a rilento, in città per ora c’è un solo grande centro dove affluiscono tutti i vaccinando. Nel frattempo sono state aperte le adesioni agli ultra settantenni, con conseguente casinò ruaial, come da prassi ogni volta che si apre una piattaforma digitale. Per avere un codice Otp ho dovuto attendere quasi 12 ore; è arrivato alle 4.28 del mattino. Ora aspetto la convocazione. È stato aperto l’accesso anche alle categorie fragili di cui devono occuparsi i medici di base e qui altro grancasino: non tutti i medici hanno capito che non è una scelta, altri dicono di non aver ricevuto le credenziali, altri ancora stanno lavorando come pazzi per inserire tutti i loro pazienti problematici che sono in numero considerevole.

Vediamo nei prossimi giorni come impatta il sistema e come reagisce la popolazione. Molti hanno rifiutato Astrazeneca, grazie al grande polverone innalzato dalla stampa sugli effetti del vaccino. Anche io sono preoccupata e non so quale decisione prenderò. Diciamo che più di tutto temo di ammalarmi, anche se faccio una vita da clausura ed esco il meno possibile. Ma guardò al vaccino come qualcosa che potrà liberarmi, restituendomi una parvenza di vita civile e consentendomi di rivedere figli e nipoti. E già basterebbe.



sabato 6 marzo 2021

Infarto e pandemia

 Una cosa che non potrò mai dimenticare è non aver potuto abbracciare mio figlio uscito dall’ospedale. Siamo stati costretti a stargli alla larga per non metterlo in pericolo e ce ne siamo tornati a Napoli mogi mogi e adesso lo guardiamo in videochiamata.

Ha avuto un infarto mentre nuotava in piscina ma non si è capito perché sembrava un dolore gastrico, non riconosciuto ne dal medico di base ne dall’illuminato professore del Campus di Roma che voleva fargli una gastroscopia. Finché un gastroenterologo dell’ospedale dei Castelli lo ha spedito dal cardiologo che a sua volta lo ha spedito subito al pronto soccorso di Tor Vergata in codice rosso. E nel frattempo si era tenuto l’infarto per quindici giorni.

All’unità coronarica gli hanno fatto una coronografia e applicato due stent, e la cosa sembrava finita lì. E invece, mentre stavano per dimetterlo è andato in arresto cardiaco e lo hanno defibrillato. Dopo diversi giorni passati a valutare il da farsi, se impiantare un defibrillatore, un pace maker o nulla, hanno deciso per il defibrillatore. E così dopo alcuni giorni è tornato a casa con una specie di vademecum di questo lo puoi fare, questo no, più una decina di pillole che gli scandiscono la giornata. A seguire, appuntamenti prefissati per controlli vari. 

Tutto questo stando da solo, con noi che stavamo in attesa delle telefonate dei medici che ci dessero notizie sulle condizioni. E a nulla è valso il tampone che la moglie aveva fatto: in ospedale non hanno alcuna fiducia di quelli antigenici. Non si entra.

Inutile dire che non si capisce il perché di tutto questo. Mio figlio è uno sportivo, nuotatore professionista e come tale ogni anno fa tutti i controlli cardiaci al CONI. Lo aveva fatto a ottobre, va a correre e in bicicletta e durante il lockdown ha comprato la cyclette. Ha un’alimentazione sana e lo hanno valutato paziente non a rischio. E allora, perchè? 

Ora dovrà affrontare un lungo periodo di riposo e questo per una persona iperattiva è un gran bel problema. Tutto questo mentre le regioni continuano a rimanere chiuse e chissà quando potremo rivederci, bambini compresi.



giovedì 18 febbraio 2021

Un’altra vita

 Non servono tranquillanti o terapie,

Ci vuole un’altra vita (F. Battiato )


Un’altra vita, che non si arrenda, come questa piantina, cresciuta sotto casa dalle pietre, davanti al negozio di pompe funebri, che ha avuto anche la forza di fiorire. Neanche il gelo le fa paura.

venerdì 12 febbraio 2021

La lotteria del cashback


Il pasticcio del cashback sta generando una serie di problemi. Il primo riguarda i benzinai che stanno protestando a gran voce perché gli automobilisti, per cercare di fare un gran numero di scontrini, onde poter concorrere alla lotteria dei 1500 euro, stanno facendo pagamenti a ripetizione alla stessa pompa, tutti dell’importo di pochi euro. Ovviamente ogni operazione ha un costo, indipendentemente dal valore.

Poi i furbetti dello scontrino stanno mettendo in atto una serie di trucchi, tipo riportare la merce e chiedere il rimborso, tanto il 10% è stato acquisito. 

Altra furbata prevede l’acquisto di carte prepagate vendute nei negozi, là si acquista e si incamera il 10%, poi quando si spende con la prepagata che si è inserita nell’app altro 10% e fa 20.

Ora il governo dovrà trovare il sistema per evitare almeno la storia dei multiscontrini a danno dei poveri benzinai.


domenica 7 febbraio 2021

Risvolti dello Smart working

 Ieri telefona tale Daniele che lavora in un’agenzia immobiliare e mi offre in vendita un bilocale in zona. Ero abituata ai gestori telefonici o a quelli di energia, mai avrei pensato alla vendita di abitazioni, anche perchè di solito è l’inverso, siamo noi che se cerchiamo casa chiamiamo le agenzie. Bah!

Gli ho detto che non mi interessava e lui ha precisato che offrono anche un servizio di valutazione di immobili a titolo gratuito. 

Quindi mi pare di capire che non vanno più in giro per case e allora gli ho chiesto come farebbero questa valutazione. Semplice, ha detto, tramite whatsapp o altro. Lei si collega via telefono e giriamo per l’appartamento. Poi ci fornisce tutte le altre informazioni. Allo stesso modo facciamo visitare gli appartamenti vuoti. 

Giorno verrà che pure il cassamortaro qua sotto offrirà il funerale Smart working via internet. Già visto un funerale dove tutti erano vestiti con tute e casco e niente parenti al seguito. 

mercoledì 3 febbraio 2021

La rana e lo scorpione


favola tradizionale che verte sull'immutabilità degli istinti degli individui (pensando a Renzi)



Uno scorpione chiede ad una rana di lasciarlo salire sulla sua schiena e di trasportarlo sull'altra sponda di un fiume. In un primo momento la rana rifiuta, temendo di essere punta durante il tragitto. L'aracnide argomenta però in modo convincente sull'infondatezza di tale timore: se la pungesse, infatti, anche lui cadrebbe nel fiume e, non sapendo nuotare, morirebbe insieme a lei. La rana, allora, accetta e permette allo scorpione di salirle sulla schiena, ma, a metà strada, la punge condannando entrambi alla morte. Quando la rana chiede allo scorpione il perché del suo gesto folle, questi risponde: "È la mia natura!".




sabato 30 gennaio 2021

Febbre ‘ndo cojo cojo

Eravamo usciti per prendere un poco d’aria ma abbiamo capito subito che non era stata una scelta felice. C’era tanta folla, forse perché c’era il sole, dopo tanti giorni di pioggia e domani si ricomincia. Anche tanti bambini, tutti muniti di coriandoli con cui facevano grandi lanci. E così è arrivato anche Carnevale. 

Abbiamo svicolato per le vie laterali, che la gente si concentra tutta sulle vie principali, le vie dello shopping, anche se i negozi erano vuoti, nessuna coda fuori. In realtà stavano tutti pigiati nei dehors di Luca Giordano uno 'ncuollo a n'ato come pesci nell'acquario a mangiare, bere e fumare e noi vecchietti a guardarli con orrore. 

Lento pede siamo tornati verso casa, fermandoci a comprare un poco di mozzarella. Ho disciplinatamente misurato la febbre e sul polso sinistro avevo 37.3. Istintivamente ho accostato quello destro e ohibò avevo 34.2. Mentre la D.M. sceglieva la mozzarella fuori si è radunata un po’ di gente e tutti a misurarsi la febbre, col termometro che non si faceva pregare a dare le risposte più fantasiose, finché è uscito il commesso annunciando che lui aveva 39.4. 

E la D.M. quando è uscito mi ha detto un poco incazzato: e sei sempre tu, eh? Ma vuoi vedere che è colpa mia se i termometri danno i numeri come la tombola?


giovedì 28 gennaio 2021

È vita questa?

 E ci mancava pure la crisi di governo. E Renzi se ne va a fare conferenze in Arabia Saudita, presumo a soldi, terminando con un bell’inchino all’emiro. Non so come finirà ma l’ultima cosa che vorrei è che Mattarella desse l’incarico a Renzi. In piena pandemia un rottamatore ci farebbe allegramente il fosso a tutti. 

Intanto è saltato il programma vaccinale perché la fornitura di vaccini non ha rispettato le date di consegna e i contagi aumentano. I padiglioni primula ancora non si vedono e farebbero bene a non parlarne più, ora che hanno messo a disposizione anche le sale cinema e ogni giorno ci sono sempre un numero alto di decessi. Oggi in Campania 35, col solito riporto.

E si allontana sempre di più la possibilità di rivedere figli e nipotini, il vaccino sembrava la soluzione più sicura per tutti anche se desta qualche preoccupazione a causa delle allergie ai farmaci di cui soffro. E poi questa non è vita, senza un programma, senza un futuro. È tutto così irreale. Mi sento chiusa dentro ma quando esco è pure peggio. La mascherina non mi fa respirare, mi viene l’affanno e tutte le mie amiche stanno in depressione. E pure questi poveri ragazzi, scuola si, scuola no, DAD, mascherine, banchi a rotelle. Oggi il ragazzino al piano di sotto giocava col pallone e la ringhiera. Non so chi sta peggio.