Nisida

Nisida

lunedì 31 luglio 2006

QUESTIONE DI CESSI


All'inizio della legislatura alla Camera dei Deputati si fece un gran parlare di bagni. Ci si chiedeva in quale servizio (maschietti o femminucce) l'avrebbe fatta l'onorevole Luxuria, al secolo Vladimiro Guadagno.
La stessa Luxuria la prese a ridere e non se ne parlò più.
Al Comune di Milano invece, l'assessore alle attività produttive della nuova giunta Moratti, Tiziana Maiolo, già distintasi sul campo per il Viagra gratis per gli anziani di Milano, ha richiesto la costruzione di un bagno privato, utilizzando una stanza adiacente al suo ufficio (prima era un archivio).
Ha rifiutato infatti di servirsi dei bagni comunali del palazzo di Via Larga, pretendendo una toilette privata.
E visto che c'era, ha anche richiesto tendaggi, condizionatore e tappeti nuovi e alcuni quadri d'epoca, attualmente al Castello Sforzesco.
Questione di ambienti, le politiche produttive riescono meglio in una stanza comoda, specie con servizi.

LA LIBERTA' CHE FA PAURA



L'approvazione dell'indulto è stata accolta nelle carceri italiane con grida di giubilo e cori da stadio. Ma un momento dopo alcuni hanno cominciato a chiedersi cosa faranno una volta usciti di galera.
Nel carcere di Giarre ad esempio, vi sono attualmente 35 detenuti, di cui 31 quasi certamente usciranno con l'indulto. Il carcere di Giarre fa compiere un percorso riabilitativo ai detenuti, che lavorano tutti. Lavorano nelle serre e producono fiori e piante ornamentali, che rivendono ad altri vivai. Con la paga sindacale che ricevono aiutano le famiglie.
Molti di loro ora sono preoccupati. Che faranno quando usciranno dal carcere?

sabato 29 luglio 2006

TUTTA COLPA DEL CALDO?


Anche quest'anno l'estate calda sta dando i suoi frutti.
Un giornalista, Sergio Vessicchio, sul suo giornale "Il cittadino" titola:

FUORI I NAPOLETANI
"Agropoli è una cittadina splendida che ha l'unica colpa di trovarsi a 100 chilometri da Napoli...da sempre gli agropolesi hanno respinto l'assalto dei vesuviani proprio come fecero con i turchi...napoletano non significa solo abitante di Napoli, ma si usa per offendere...i napoletani non li vogliamo perché non ci sentiamo come loro. Pretendiamo invece un turismo di qualità".

Ovviamente ci sono state le scuse del Sindaco, di Confcommercio, dei commercianti stessi e persino del sindacato dei pensionati CGIL.
E' dura per una città svegliarsi un mattino razzista.

E sentite quest'altro.
Raffaele De Dominicis, magistrato della Corte dei Conti, vice procuratore generale, nativo di Ascea, rilancia il progetto di aggregazione del Cilento alla Basilicata:
«È giunta l’ora - ha detto - di separarci dalla Regione Campania».


Ora, se conoscete Agropoli saprete che non è proprio come andare in villeggiatura a Capri o Nizza o in Costa Azzurra.
Agropoli è un paesone del Cilento, da sempre arrembato dai vacanzieri stile "mappatella beach", che affittano scantinati e garage alloggiandovi famiglie numerose e pure allargate agli amici, senza che alcuno si sia mai preoccupato delle condizioni igieniche di tali tuguri.
E' evidente che il target degli utenti di tale villeggiatura non puo' certo essere di qualità. E finchè perseguiranno tali politiche di questi "napoletani" non si libereranno mai.
Gli altri, i napoletani civili che magari vanno anche in alberghi e pensioni, che si sono trovati inopinatamente al centro di questa bagarre, quelli sì che prenderanno il volo ed è ciò che temono coloro che stamani si sono scusati con i napoletani, sindaco in testa.


E non è finita qui.
Il sindaco di Salerno, il diessino Vincenzo De Luca propone di fornire di manganello i Vigili Urbani, per migliorare la sicurezza dei cittadini. Lo stesso De Luca infatti è stato aggredito da un parcheggiatore abusivo.
Risulta che in Italia 17 amministrazioni comunali hanno già dotato i vigili di manganello (pudicamente chiamato sfollagente) mentre un'altra settantina di comuni ha dotato i vigili di spray al peperoncino, considerati armi di autotutela.

Per quanto riguarda il Comune di Napoli, proponiamo all'assessore Mola, anche lui diessino, di dotare i Vigili Urbani di apposito spray all'aglio, olio e peperoncino, almeno se va male ci possiamo pur sempre fare un piatto di spaghetti.

TENGO 'A CAPA FRESCA


Si sa, quindi faccio parte a diritto del gruppo dei T.D.C.N. citato da Sorrysorry.
Ma ci sta gente che non mi vede proprio.
Guardate questi che si sono fidati di inventare. Un programma che non fa niente, che non serve a niente, che misura solo un byte e che si chiama..... NaDa.

Non mi insultate, vi prego, ma sto ridendo da circa mezz'ora, io sola, come una scema.
Si vede che io e quelle T.D.C. siamo sintonizzati sulla stessa lunghezza d'onda.

Leggete la pagina che spiega il programma, è davvero esilarante.
Particolarmente divertente la sezione "How to use".


http://www.bernardbelanger.com/computing/NaDa/

venerdì 28 luglio 2006

ANIMALI INURBATI

In tutto il mondo si parla del fenomeno degli animali che vivono nelle città e si adeguano ai ritmi di vita degli umani.
Gli storni ad esempio hanno colonizzato i viali di Roma e per evitare “le piogge acide” i romani sono costretti a scacciarli con altoparlanti.
Anche a Napoli sui merli (hihihihi, i merli) del Maschio Angioino hanno montato altoparlanti che gracchiano in continuazione con un verso tipo civetta, per scacciare gli storni che “parcheggiano” sulle piante di piazza Municipio.
Erano famosi gli scacazzamenti all’uscita del teatro Mercadante, che non risparmiavano nè taxi nè spettatori.

E poi ci sono episodi curiosi, come quello della stazione Termini.
All’arrivo dei treni uno stormo di passeri in paziente attesa si precipita sul davanti del locomotore. Hanno imparato che durante la corsa il treno raccoglie gli insetti sul davanti e loro aspettano fiduciosi per il banchetto. Il pranzo è servito. Magari tra un po' saremo assaliti da stormi di uccelli quando ci fermiamo agli autogrill in autostrada (roba da Hitchcock).

Ho già parlato dei passeri che vivono sul mio balcone, con il figlio ormai grande che non se ne va.
Ora la vecchia coppia ha rifatto il nido e dentro c’è un passero famelico, sempre con la bocca aperta, che strilla, e i due poveri genitori fanno i tour de force per nutrirlo.
Il passero figlio fancazzista, fratello maggiore del neonato, ha conquistato una passera e l’ha portata sul mio balcone (e dove sennò?) offrendole le mie briciole di pane. Ci ha fatto la regolare danza dell’amore e sono andati avanti per vari giorni, con un assordante cipcipcipcip.
Ma dico io: era il caso di accoppiarsi sulle mie corde da bucato? E che indecenza è questa?
E adesso siamo già a 5 passeri.
Mi hanno preso per la succursale della LIPU?

giovedì 27 luglio 2006

IL GIUSTO EPILOGO



Questo non è un sasso, Marassi, è un macigno.
Va da sè che il suddetto macigno è ampiamente meritato, anche alla luce del proseguimento dello sciopero ad oltranza, peraltro illegale.

mercoledì 26 luglio 2006

FIGLI DI ... FARMACISTI?



Eccoli qua i camici bianchi.
Che non trovano di meglio che rispolverare  e mostrare con orgoglio vecchi slogan squadristi che ci ricordano la rivolta di Reggio Calabria.
Oggi di nuovo serrata delle farmacie e manifestazione a Roma con intervento della polizia.
Pero' non li hanno caricati, li hanno solo "contenuti" con le buone. Fossero stati tute blu magari finiva in altro modo.
Fa meraviglia che a strillare e a lamentarsi al TG fossero tutti giovani. Farmacisti anziani non se ne vedevano.
E allora c'è qualcosa che non mi quadra.
In Italia ci sono migliaia di farmacisti senza lavoro, che accettano i turni in farmacia e il lavoro notturno, sottopagati.
Non farebbe loro comodo lavorare al supermercato? Questa liberalizzazione "liberalizzerebbe" centinaia di nuovi posti da farmacista, si aprirebbero nuove opportunità.
O forse quei giovanotti che abbiamo visto in piazza sono tutti figli di ....... farmacisti?
Che si stanno difendendo la pagnotta e la licenza di papà.

BAMBINI CHE PIANGONO - END TIMES


La fotografa canadese Jill Greenberg ha esposto in una galleria di Los Angeles scatti di bambini che piangono disperatamente.
Un altro fotografo, Thomas Hawk si è indignato e sul suo blog ha denunciato la Greenberg come una donna crudele.
Il dibattito, passando di blog in blog è finito anche sui giornali.
In effetti le foto, molto belle, sono abbastanza scioccanti e sentendosi accusata la signora, paragonata a Michael Jackson e persino a Hitler, ha spiegato che non ha "abusato" di nessun bambino. A ciascuno di loro è stato dato un lecca-lecca, e poi gli è stato tolto. I genitori sono stati presenti per tutto il tempo. Si tratta della stessa tecnica utilizzata nella pubblicità, nei film e in tv.
A me queste immagini non sono piaciute. Trovo indecente che una donna abbia messo in batteria tutti questi bambini e li abbia fatti piangere in serie per il solo gusto di fotografare la loro disperazione, usata poi biecamente per dire che gli scatti esprimono «l'impotenza e la rabbia che si provano di fronte all'attuale situazione politica e sociale». E il fatto che siano gli stessi metodi usati nella pubblicità non è una giustificazione, anzi è pure peggio.
Per non parlare del ruolo dei genitori in questa storia.

CAPITONEIDE PER NON MORIRE


In una discussione su un blog amico, auspicavo una bella capitoneide per tirarsi un po' su in questi tempi grami.
La discussione è proseguita con il contributo di altri blogger che ritenevano abbastanza sconveniente il "divagare", visti i gravi accadimenti che ci stanno piovendo sulla testa.
Ora, non è per polemica, ma non credo che ricoprire le facciate dei nostri blog di foto di bambini libanesi fatti a pezzi dalle artiglierie israeliane o di foto di bambini che scrivono messaggini sulle bombe dirette agli hezbollah sia un contrIbuto alla pace nel mondo, tutt'altro.
Io ritengo che un po' di leggerezza ogni tanto serva anche a riprendere fiato, i problemi ci sono sempre stati e anche gravi, altrimenti rischiamo davvero il suicidio. Magari nel nostro piccolo cerchiamo di fare qualcosa, un contributo che non sia solo quello di scaricarsi la coscienza.
Tutta questa chiosa per dire che di tanto in tanto rivendico un post "a capa fresca".
Per non morire.

lunedì 24 luglio 2006

BARRA, SHANKAR E LA FONTANA ESEDRA


Ieri sera c'era il concerto di Peppe Barra alla Mostra d'Oltremare e in occasione della manifestazione organizzata dalla Regione (a titolo gratuito) hanno messo in funzione la restaurata Fontana dell'Esedra.



Ero curiosa di vederla, ne avevo un gran bel ricordo di tanti anni fa. E infatti non mi ha delusa.
Suoni, colori e getti d'acqua ritmati hanno dato spettacolo dalle 20:30 fino alla fine dei concerti.



La musica veniva diffusa tra gli alberi e i getti d'acqua, compresi gli zampilli laterali sembravano danzare a tempo.
Il concerto sul palco antistante il teatro Mediterraneo iniziava con l'esibizione del gruppo di Anoushka Shankar, figlia del virtuoso di sitar indiano Ravi Shankar, padre anche della famosa Norah Jones.



Certo che l'accoppiamento Anoushka Shankar/Peppe Barra mi è sembrato un tantino azzardato, perchè il pubblico accorso numeroso per Peppe, si è fatto una pallatànta ascoltando musica indiana. Il peggio si è toccato quando hanno eseguito un pezzo che a me, ignorante, è sembrato "rap". Io che non sopporto il rap italico figuriamoci come mi sono sentita ad ascoltarne uno indiano. Mah...
Per essere brava era brava, ma la gente ha iniziato a rumoreggiare quando l'artista ha voluto concedere un bis. Apriti cielo. Si sentivano voci: Peppe, dove stai?


Arriva Peppe Barra e comincia l'ammuìna. Sulle corde dell'indiavolato violino di Lino Cannavacciuolo, Peppe esegue pezzi di punta del suo repertorio, quali Balocchi e Profumi, Tammurriata nera di Viviani, Bocca di rosa tradotta in napoletano da Vincenzo Salemme, una tarantella sul "uallarinio" e altri animali da cortile e lascia anche ampio spazio a Cannavacciuolo che esegue una splendida  Perla nera. Ieri Peppe festeggiava il suo compleanno, 62 anni e gli abbiamo fatto tutti gli auguri piu' affettuosi, con marcetta di accompagnamento regolamentare.



Avevo conquistato a fatica una sedia, nel senso che ero andata a fregarmela in uno degli stand dove offrivano di tutto: lampadine a risparmio energetico, pezzi di formaggio, pane inzuppato nell'olio, sorbetti, il tutto nell'ambito della manifestazione "Germogli":
Quando mi sono alzata per andarmene ho visto dietro di me una folla pazzesca, non ho idea di quanti erano accorsi a sentire Peppe. All'uscita dai cancelli il viale centrale era ancora pieno di gente.