Nisida

Nisida

martedì 28 febbraio 2006

SON PASSATI 60 ANNI

ma la musica non cambia mai.








Vedendo questi manifesti elettorali in giro, spesso ci chiediamo quale genio possa averli partoriti e come si possa arrivare a tanto.
Ma i nostri genitori non si meravigliano, loro guardando all’indietro, almeno hanno le idee piu’ chiare delle nostre.
Certe iniziative partono da lontano, esattamente dal 1946.












Scavando nel cascione di casa mia ho trovato questo “santino” (di cui inserisco il fronte - retro) a firma del Blocco Nazionale della Libertà, che era una coalizione d’ispirazione monarchica, costituita in occasione delle elezioni del 1946 per l’Assemblea Costituente.




   



Tirando giù la linguetta con la testina di Garibaldi, appare un ceffo stalinista.
Sul retro del "santino" non è indicato un programma politico del partito, bensì la garanzia che non ci sarà nè reazione nè rivoluzione.
L'immobilismo assoluto come garanzia.
Parole molto simili a quelle che il nostro PresDelCons va blaterando in giro, accecato dal rosso, peggio di un toro alla corrida sulle evoluzioni della Veronica (hihihihi).

CHE NOIA

Le Olimpiadi sono finite, S.B. si è chiuso in un rigoroso silenzio, la Francia ha chiuso il gas all’Enel, il festival di Sanremo sembra piu’ schifido del solito, tanto che fa notizia persino un capezzolo di Ilary Blasi.
Insomma, qua non succede piu’ niente, che due palle!!!!
Allora urge un post del cappero.
Se avete voglia di schiattare un po’ di palline, cliccate qui.

RICOMINCIAMO

«Dio non fa differenza tra bambino e embrione»
Papa Benedetto XVI torna a parlare «della dignità della persona umana» che «ha le sue radici nell'intimo legame che la unisce al suo creatore»

Dio non fa differenza tra bambino ed embrione. Oh, finalmente una buona notizia, questa.
Perchè abbiamo avuto l’impressione che ultimamente Dio, per bocca dei suoi legali rappresentanti in terra, si preoccupi piu’ dell’embrione che del bambino, per non parlare degli adulti.

lunedì 27 febbraio 2006

MA VA' A VANCOUVER, VA'


Con una salva di fischi in mondovisione, lo stadio di Torino ha salutato S.B., non appena lo speaker ha pronunciato il suo nome.
Una chiusura memorabile per i giochi invernali.
Vedremo domani cosa dirà. Sicuramente è colpa dei comunisti, gli stessi che vanno sobillando i pensionati sui bus.
E dopo le toghe rrosse, le cooperative rrosse, pure gli spettatori rrossi.

domenica 26 febbraio 2006

LA MIA WOODSTOCK


Anni fa, anni 80, avemmo l’occasione di andare in Canada, a Montreal.
Ci prenotarono il volo per il 17 giugno e noi che eravamo giovani e tenevamo altro a che penzà neanche ci facemmo caso. Lo notammo pero’ sull’aereo, un Boeing da 400 posti semivuoto.
Passammo tutto il tempo del viaggio a spostarci da una poltrona all’altra, a sdraiarci su piu’ poltrone e sbevazzando e mangiucchiando di tutto. Realizzammo quanto eravamo stati fortunati al ritorno, su in Jumbo pieno come un uovo, con neonati frignanti a tempo pieno.
Andando oltreoceano, partendo di giorno, il fuso orario regala una giornata interminabile e giunti a Montreal e sbarcati i bagagli in albergo, cominciammo subito a girare per la città, arrivando persino a scalare il Mont Royal da cui la città prende il nome. Andammo a dormire a mezzanotte ora locale, ma mi svegliai alle 5 del mattino sempre ora locale con una madonna di fame e la colazione che mi servirono alle 7 fu poco piu’ che uno stuzzichino.
Ma parlerò di Montreal un’altra volta, ora volevo raccontare del viaggio che facemmo a Quebec, che dista 200 km da Montreal in uno di quei pulman tutti di acciaio con il levriero disegnato, i Greyhounds.
Era il 24 giugno, San Giovanni. La città costruita con edifici e castelli in stile francese, sulla riva del San Lorenzo, ci accolse con un caldo appiccicoso.
La festa di san Giovanni è molto sentita nel Quebec e per l’occasione avevano organizzato un concerto che durava tre giorni, sullo stile di Woodstock.




C’erano dei prati enormi alle spalle del castello, gente seminuda con frigo portatili al seguito, con cibarie e bevande in quantità industriali, ragazzi hippie truccati e tatuati. Vino, birra e canne circolavano senza problemi e un posto di soccorso attrezzato era lì in attesa.



Decine di gruppi si avvicendavano sul palco, con torri di amplificatori che sparavano decibel addosso ai partecipanti all’happening. Sembrava di fare un salto all’indietro ed io sognavo di sentire Janis Joplin, Hendrix, Santana, The Who, Joe Cocker, i Jefferson Airplane e Alvin Lee dei Ten Years After.



La sera tardi, tornando in albergo (ma la musica continuava) nelle stradine strette che rassomigliavano a Montmartre con i nomi francesi sulle tabelle stradali, ci sembrò di sentire una musica che si avvicinava. E dopo un po’ spuntarono dai vicoli una folla di persone che suonavano e cantavano e correndo si tenevano per mano in una lunga catena. Giunti alla nostra altezza ci afferrarono le mani e ci inglobarono nella catena, in un girotondo interminabile. Ci fermammo alla fine senza fiato in tutt’altro posto della città, sperduti, increduli e confusi, mentre il resto della catena si allontanava com’era venuta. Sembrava un sogno. Per fortuna la città di Quebec non è molto grande e il fiume aiuta ad orientarsi, così ritrovammo facilmente la via di casa.
Ancora oggi ricordando quella sera non sono sicura di non averla sognata.


DI FOIS GRAS E DI ALTRE SCIOCCHEZZE

Ci stanno sfottendo in tutta Europa a causa della psicosi da “pollo” e mi ero pure un poco vergognata guardando Lamberto Sposini che mangiava il pollo arrosto in tv.
Mai visto tanta gente come in questo periodo mangiare polli in tv. Si stanno preparando nuove professionalità nel mondo del lavoro: gli assaggiatori di pollo multimediali, e li potremmo esportare anche nella comunità europea.
Ma adesso i nostri cugini francesi, anche loro alle prese coi tacchini morti in una fattoria nell'est della Francia, hanno avuto già un calo nei consumi interni pari al 30%.
E non basta. Il Giappone ha deciso il blocco temporaneo delle importazioni di pollame e di tutti i prodotti derivati, come carne, interiora e 'fois gras' dalla Francia.
Paralizzare i consumi del fois gras è come colpire al cuore i francesi.
Inutile ricordare quanto orrenda sia la genesi di questa specialità culinaria nota nel mondo intero e di quanto i francesi ne vadano orgogliosi. E di quanto, da tempo, in altri paesi, si stia contestando questa preparazione, che detta brutalmente, è come spalmarsi sul crostino una cirrosi epatica dell’oca.
E adesso arriva un banale virus che rischia di mandare a farsi friggere specialità ed economia.

Strane cose accadono nel mondo oggi. Forse imputabili alla teoria del caos, chissà.
Come quello che è accaduto in California, dove son bastati 2 anestesisti 2 a mettere in crisi il sistema di morte americano. L’equivalente del virus insomma.
E dal rifiuto dei due medici si è innescato un meccanismo che potrebbe riuscire a scardinare dall’interno, affrontandoli da un punto di vista diverso, i principi che regolamentano la pena di morte.
Jurassic Park versus Schwarzeneggher.

sabato 25 febbraio 2006

LUTTAZZI AL PALAPARTENOPE

Questa sera siamo andati a sentire Daniele Luttazzi al Palapartenope, Come uccidere causando inutili sofferenze.
Al solito, acustica pessima e grande confusione.
Lo spettacolo è sempre di buon livello anche se ho notato una caduta rispetto al suo standard, ma alcune cose non mi sono piaciute per niente.

L’inizio dopo piu’ di mezz’ora. Ue’, ma come arrivano a Napoli si adeguano tutti, eh? Ma che cacchio scrivete a fare 20,30 sul biglietto (pagato un mese fa con tanto di prevendita) se poi si comincia alla 21,15?

L’avviso che non si potevano fare filmati, foto, registrazioni, MP3 e tantomeno metterle su Internet. Altrimenti lo avremmo fatto ricco. Ovviamente tutti credevano che scherzasse e invece al primo telefonino flash è arrivato dall’ombra come un falco una specie di contractor e con la faccia brutta brutta ha detto al signore di non riprovarci.

Azz... peggio di Keith Jarret, lì almeno le foto le feci lo stesso. E meno male che non mi sono portata la reflex, che il rumore di capovolgimento dello specchio avrebbe fatto scendere Luttazzi dal palcoscenico.
Durante lo spettacolo è venuto giu’ ‘o patapata ‘e ll’acqua. Rumore pazzesco sul tendone del Palapartenope. E per fortuna che all’uscita ha smesso, perchè il pargolo aveva parcheggiato ad Agnano e se continuava ci saremmo infradiciati come tanti purpetielli.
Quando si va al Palapartenope succede di tutto. Al concerto di Guccini giravano canne e fiaschi di vino, stasera invece hanno fatto un happening con pizza e birra utilizzando come tavolo gli amplificatori ai lati del palco. Dietro a noi, appena iniziato lo spettacolo, mezza fila ha scartocciato patatine e un ragazzo passando mi è salito su un piede e mi ha detto che mi è pure andata bene, che stava cadendo. In mano aveva un bicchiere di birra, vedete voi.
Inoltre è successo un mezzo casino perchè abbiamo scoperto che la prima fila non era numerata, tutti posti di favore e noi che eravamo in terza fila siamo diventati quarta.
Ovviamente quando è iniziato, a luci spente e mascherine sparite, è arrivata altra gente che cercava il suo posto nella fila sbagliata e cercava di far alzare quelli regolarmente seduti.

Insomma come al solito al Palapartenope lo spettacolo lo facciamo noi spettatori.

venerdì 24 febbraio 2006

A NAPOLI ABBIAMO LE IDEE CHIARE

Mercoledì 22 febbraio il Corriere del Mezzogiorno titola così:


Il giorno dopo, giovedì 23 è cambiato tutto:



Quasi quasi mi hanno convinta
voto Rossi Doria Sindaco


LA VITA COMINCIA A 70 ANNI



“La giovinezza è una categoria dello spirito, non un fatto anagrafico” (Ipse dixit)

Una volta se volevo farmi due risate andavo sul sito del Vernacoliere oppure su barzellette.it o bastardidentro. Ora non c’è piu’ bisogno. Basta aprire la Homepage del Corriere o di Repubblica di tanto in tanto e la risata è garantita.
Dunque, dopo i neonati ora tocca ai pensionati.
Alla riunione dei Pensionati Uniti, S.B. promette a tutti i nonnetti:
800 euro di pensione minima (Tremonti si chiede se 800 è più di 500)
Eliminazione liste di attesa negli ospedali
Istituzione di un infermiere di base

E come un venditore di pentole in tv che ci dà anche il servizio di piatti, i bicchieri, la tv a colori e la bicicletta col cambio Shimanu, ecco il munifico Silvio che promette a chi ha superato i 70 anni tessere gratis per andare a cinema e allo stadio, biglietti ferroviari, il cane gratis (il cane?) il canone per l’abbonamento tv gratis (confusione tra cane e canone?), tanto i pannoloni già li passa la ASL.

giovedì 23 febbraio 2006

I Lombardi alla prima Crociata
dramma lirico in 4 atti  - musica di Giuseppe Verdi