Nisida

Nisida

venerdì 29 aprile 2005

SE NON CI FOSSE IL SUD CI SAREBBE IL NORD?
(dai pensieri di Gasparazzo)



1860 - Rivolta di Bronte in Sicilia. Un carbonaio, Calogero Ciraldo Gasparazzo, assieme ad altri si mise alla testa della rivolta e la popolazione si ribello’ ai possidenti. Questi, dopo un processo popolare vennero giustiziati e le loro case saccheggiate.

Dopo circa 100 anni lo ritroviamo operaio alla Fiat, ma non ha dimenticato la ribellione istintiva.
A lui Lotta Continua dedicava una striscia nei primi anni 70.

giovedì 28 aprile 2005

STORIE INVENTATE IN 10 PAROLE


Sigaretta, Boston, Disubbidiente, Invisibile, Brigantaggio, Bocca, Globalizzazione, Calura, Mare, Sudati
suggerite da Almost




Signo’.. ‘a sigaretta!!! Mentre inserisco il biglietto nella macchinetta obliteratrice (ohibò) della Funicolare Centrale, sento questo richiamo. Mi guardo intorno e vedo un tizio in divisa che si avvicina ad un signore in giacca e cravatta che è passato mostrando l’abbonamento, con la sigaretta in bocca.
“Uh scusate, risponde il signore, stève distratto, c’aggia fa, m’ero appena pigliato ‘o cafè ”
Il tranviere comprensivo si accerta che la sigaretta sia spenta e gli sorride.
Certo, rimuginavo tra me e me, se arrivava prima Storace alla Sanità, magari questa conversazione non aveva luogo. Io lo sapevo che avremmo rimpianto persino Sirchia.

Mi infilo nell’ultima carrozza della funicolare e mi siedo. Tiro fuori dalla tasca un foglietto con una lista. Me lo ha dato mio figlio mentre stavo per uscire, sulla porta: “Mamma dai, vedi cosa puoi fare. Quella pazza della prof di lettere ha scoperto la scrittura creativa e ci tocca inventare una storia con tutte ‘ste parole che sembrano azzeccate assieme con lo sputo.

Sigaretta, Boston, Disubbidiente, Invisibile, Brigantaggio, Bocca, Globalizzazione, Calura, Mare, Sudati

Di alcune non conosco neanche il significato. Mamma dai, tu hai fantasia, magari tiri fuori qualcosa di decente, a me nel cervello è calata una saracinesca”.
In effetti non ha tutti i torti, il fatto è che per mio figlio esistono solo le materie scientifiche e ha detto che non vede l’ora di andare all’Università per dimenticare Montale e Manzoni, chi erano costoro?

Oggi fa davvero caldo, c’è un bel sole e un cielo azzurro, desiderio di mare, desiderio di una sdraio all’arenile di Bagnoli, sullo sfondo di Capo Miseno.
Posso quasi avvertire la calura, sotto l’ombrellone, quando nel primo pomeriggio cala la brezza e ci gettiamo in acqua tutti sudati e ricordo di quando ero piccola che ero costretta ad aspettare 3 ore e desideravo tanto di essere disubbidiente e libera, come i tanti ragazzini che affollavano la spiaggia.

Percorro a piedi Piazza Municipio con la giacca sul braccio, in porto c’è la solita nave da crociera che sembra un palazzo di 10 piani e in lontananza si indovina la sagoma di Capri, quasi invisibile dietro la cortina nebbiosa.
E continuano a rigirarmi in testa due parole: brigantaggio e globalizzazione.
Appena arrivo in ufficio le cerco su wikipedia, cercando di dare un senso a questa storia che un senso non ce l’ha.
Uh mi ero dimenticata di Boston.

Ma ditemi, che cappero c’azzecca Boston con tutto questo?

mercoledì 27 aprile 2005

RICCIOLO DI DONNA       

Il 6 maggio a Milano in Viale Alemagna verrà installata davanti alla Triennale una scultura di Silla Ferradini, rappresentante un pube femminile di vetroresina bianca mentre i riccioli che la ricoprono sono realizzati in tondino di ferro nero.
Un tubo di ferro nero dà forma al grande ricciolo svettante.
Durante l’inaugurazione si terrà una performance durante la quale la stessa scultura, miniaturizzata e realizzata in pastafrolla ricoperta da fili di cioccolato fondente, sarà offerta ai presenti.
(Rochentèn, potresti fare il confronto con la sfogliatella).
Con questa sobria «rappresentazione», lo scultore Silla Ferradini inizierà l’operazione «Grande ricciolo di donna... ti mangerei di baci...»  che prelude a un successivo evento durante il quale saranno presentate piccole sculture, opere di grafica e monili contenenti un autentico ricciolo di pube di donna.
I riccioli saranno forniti da gentili signore e signorine e una parte del ricavato dalla vendita delle opere sarà devoluto all’Aido, l’Associazione dei donatori di organi.

Insomma, doniamo un pelo, che ci costa…..

martedì 26 aprile 2005

'A confessione 'e Taniello


Taniello, ch'ave scrupole
mò che se vo' nzurà,
piglia e da Fra Liborio
va pe' se cunfessà.

«Patre - le dice - i' roseco,
i' pe nniente me mpesto;
ma po' dico 'o rusario,
e chello va pe cchesto...

Patre, ncuollo a li ffemmene
campo e ncoppa a 'o bordello;
ma sento messe e predeche...
e chesto va pe chello.

Iastemmo, arrobbo... 'O prossimo
spoglio e le dongo 'o riesto;
ma po' faccio 'a lemmosena...
e chello va pe' cchesto.

E mo, Patre, sentitela
st'urdema cannonata:
a sora vostra, Briggeta,
me l'aggio nsaponata...»

Se vota Fra Liborio:
«Guagliò, tu si’ Taniello?...
I' me nsapono a mammeta,
e chesto va pe cchello!»


Raffaele Petra Marchese di Caccavone (oggi Poggio Sannita), era un epigrammista di fine settecento.
Il testo è ripreso da Epigrammi del marchese di Caccavone e del duca di Maddaloni, a cura di Giuseppe Porcaro, Arturo Berisio Editore, Napoli 1968.
Il Porcaro cita alla fine del testo le ultime parole del Marchese, che sentendo approssimarsi la morte, così conclude:


I lumi ormai son spenti,
lo sciacquittìo è finito,
salute ai rimanenti,
guagliù, levate ‘o brito!


La bicchierata (lo sciacquittìo) della vita è finita, che si portino via i bicchieri (levate ‘o brito).

lunedì 25 aprile 2005

25 APRILE:
nelle lettere dei condannati a morte troviamo le nostre idee di pace

"HO RINUNCIATO ALLA VIOLENZA"
...Niente guerre, niente rivoluzioni. Contro l'idea della violenza, la violenza dell'idea.
La violenza è prova di immaturità, crea ingiustizie e nuova violenza.
Per quanto io stia per morire per opera della violenza, per quanto probabilmente sarei riuscito a salvarmi usando violenza senza riguardo, la mia natura mi costringe ad non usare nessuna forma di violenza, a rinunciarvi.
Preferisco soffrire un'ingiustizia piuttosto che fare un torto ad un innocente.
Non ho commesso alcun delitto contro lo Stato. E non sono nemmeno un eroe, un martire, sono soltanto ciò che sono sempre stato, un uomo semplice, semplicissimo, che ha dovuto morire perché non era adatto per questi tempi. Sono vittima di questi tempi terribili, come molte, molte migliaia prima e dopo di me.
Ho dovuto morire perché la solidarietà umana mi era filtrata nel sangue, perché stimavo superiore alla mia salvezza personale il rispetto verso il mio prossimo, verso i miei compagni di lavoro.
Provengo da un'epoca in cui la solidarietà aveva un significato, era una questione d'onore per ogni lavoratore che si rispetti, e costituiva il primo, il più importante presupposto della lotta e della vittoria di un mondo migliore, più felice.
Vorrei riunire in una sola espressione tutto l'amore e la pena che provo per voi, e trasmettervela come ultimo lascito.
Addio, non mi dimenticate.
I più affettuosi, caldi saluti e baci d'addio dal vostro
papà
(Austria, ultima lettera di Franz Mager ai figli).

PREMIO THE BIG SPUT 


(sottotitolo LE COMICHE)    


Multato un carro funebre, sostava in seconda fila.
I vigili urbani di Napoli hanno meritato uno Sputtone solenne.
Hanno dato una multa di 71 euro al conducente del carro funebre e altri 71 all’auto portafiori a Piazza Cavour (dimenticavo, gli hanno anche tolto 3 punti dalla patente).
Io non ho capito cosa dovevano fare secondo loro. Scaricare il morto, andare a farsi un giro e poi tornare a riprenderlo all’uscita come si fa con i bambini a scuola? Boh !
Cotanto zelo è da premiare col Big Sput.
Inutile dire che stamattina, con il blocco della circolazione, non c’era un solo vigile o poliziotto o carabiniere o finanziere o quel che volete voi in divisa, in tutto il quartiere Vomero.
Forse facevano la ronda fuori alle chiese alla ricerca di carri funebri in sosta vietata?

domenica 24 aprile 2005

PASTORALE FAMILIARE

Purtroppo è come temevo.
Le ingerenze della Chiesa sul referendum si annunciano pesanti.
La diocesi di Pozzuoli ha istituito un corso di formazione di Bioetica: “Referendum e dignità della vita umana”, diretto a cattolici e laici che vogliano partecipare.

"Le iniziative referendarie assunte recentemente nella società italiana, impegneranno i cittadini italiani a esprimersi, prossimamente, con gesti “politici” che non possono non coinvolgere la comunità ecclesiale. Di qui la necessità di diffondere una informazione corretta e chiara al fine di creare le condizioni per scelte consapevoli e responsabili".

Ritorneremo ai parroci di una volta che, predicando dai pulpiti, invitavano a votare DC.
Inizia la crociata al grido: Visto che la Spagna è persa, dedichiamoci all'Italia.

sabato 23 aprile 2005

FACEVA I CAPRICCI


In Florida, a scuola, ammanettata una bambina di 5 anni (l'articolo qui)

MUTUI SANITARI


Ieri si è tenuta una curiosa manifestazione di protesta a Roma a Piazza Colonna, davanti alla sede della Banca Intesa. Questa banca sta impazzando sulle tv in questi giorni con uno spot dove affermano che si concedono mutui fino al 95% del valore dell’abitazione. Nel filmato compaiono due giovani che vanno in banca portando sulle spalle una porta e, ricevuti dal direttore, dichiarano di avere il loro 5%.
Un gruppo di giovani quindi, con cartelli appesi al collo con su scritto: questo è il mio 5%, si è recato alla banca Intesa portando con sé vari arredi, tra cui servizi sanitari come nella foto.
Infatti sappiamo tutti come è facile avere un mutuo, specialmente se si è co.co.co. (ops,… volevo dire lavoratori a progetto).



venerdì 22 aprile 2005

MALA TEMPORA


E' sempre piu' difficile fare una buona azione, rosicavo tra me e me ieri sera.
Mi è accaduto di ritrovare per terra un cellulare, di quelli ultima generazione, che fa foto, registra, addirittura una rubrica di 2000 posti (chi sarà mai uno che  infila 2000 numeri telefonici nel suo telefonino).
Lo metto in tasca e vado a casa e li' cerco di trovare notizie del proprietario.
Sembra facile!
La SIM era bloccata con il PIN e non si accedeva. Dopo vari tentativi ho infilato la mia SIM ed ho trovato una serie di SMS memorizzati sul cell. Ho chiamato un po' di numeri ricavati dagli SMS ma nessuno mi ha dato informazioni precise sul proprietario. Ho lasciato il mio numero ad una decina di persone, dicendo di farmi chiamare se trovavano il tipo che lo aveva perso.


Dopo 2 giorni finalmente mi telefona il tipo, un giovanotto pare. Gli do' appuntamento per la sera alla metropolitana per restituirgli il cell.
Bene, ora vi racconto come è andata.
Ho trovato ad attendermi 3 persone, di cui una in divisa da P.S.
Il giovanotto si è avvicinato e mi ha presentato gli altri due, suo padre e suo cugino. Un po' inquieta gli ho chiesto il numero della SIM per sbloccare il cell, per essere sicura che fosse suo e gliel'ho ridato. Lo ha rapidamente intascato, ha salutato e sono andati via.
Ora, io non so quante telefonate ci ho rimesso, non dico che dovesse baciarmi le mani, ma una cretina come me dove la si trova oggigiorno?
Sono tornata a casa incazzatissima, presa in giro dalla D.M. per tutta la serata.
Ma ho fatto dei buoni propositi pero'.
Fate attenzione, non perdete niente, perchè il prossimo cell che trovo o lo "scamazzo" o lo imbuco nella prima "saittella" (tombino).