Finalmente dopo circa 22 anni mi sono decisa a fare spazio nelle librerie perché ho visto dal rigattiere vicino casa centinaia di volumi buttati su un tavolo in vendita a 3€ cadauno ed è stata dura non avvicinarmi a pescare qualche titolo di mio interesse.
E così, tornata a casa, è iniziato il repulisti.
Ho riempito due scatoloni e non sono riuscita a darli a nessuno. Persino alle parrocchie non interessavano i miei libri e così li ho piazzati, ben imballati, vicino al contenitore della carta.
E pur avendone gettato via una discreta quantità, le librerie non sembra che se ne siano accorte, continuano ad essere stracolme.
Per ora mi fermo, anche perché devo trovare un criterio di sistemazione che per ora mi sfugge.
E tirando giù tutta quella mercanzia, sono saltati fuori un mucchio di CD che avevamo ricopiato dai vecchi LP, assieme ad un collega dei tempi che furono.
Ho ripescato nel cascione un vecchio lettore di CD (i DVD erano ancora da venire) e ne ho riascoltati alcuni.
Che cosa buffa! Si sentiva il rumore della puntina nelle pause e qualche fruscio tipo friggitoria che accompagnava i miei ascolti dell'epoca e che ormai avevo dimenticato.
Mi riprometto di riattivare il lettore e riascoltare i vecchi CD. Sono stufa di MP3 e Playlist. E basta con le cuffie! Voglio tornare a sentire la mia musica con la pancia.
A volte come per caso ci accorgiamo di quanto sia cambiata la nostra vita, le nostre abitudini. E non sempre in meglio.
Nisida
domenica 26 aprile 2015
sabato 25 aprile 2015
Ma sono mille papaveri rossi
70 di 25 Aprile


venerdì 24 aprile 2015
Duetto buffo di due gatti ... mieowww
E' attribuito a Gioacchino Rossini ma sembra che invece lo abbia scritto un compositore inglese, Robert Lucas de Pearsall.
E tutti pensavamo che Rossini fosse rimasto sveglio la notte a causa dei gatti miagolanti.
Molto divertente è l'interpretazione che ne hanno fatto cantanti lirici famosi, una sorta di divertissment, come quello di Monserrat Caballè con Montserrat Martì
o come questi due simpatici inglesi
e per finire, un cartone di Emanuele Luzzati, col gattone Pulcinella.
E tutti pensavamo che Rossini fosse rimasto sveglio la notte a causa dei gatti miagolanti.
Molto divertente è l'interpretazione che ne hanno fatto cantanti lirici famosi, una sorta di divertissment, come quello di Monserrat Caballè con Montserrat Martì
o come questi due simpatici inglesi
e per finire, un cartone di Emanuele Luzzati, col gattone Pulcinella.
mercoledì 22 aprile 2015
Sed fugit interea fugit irreparabile tempus
domenica 19 aprile 2015
lunedì 6 aprile 2015
'E fujenti nel 2015
Sotto casa quest'anno sono venuti ben due gruppi di fujenti, i devoti della Madonna dell'Arco.
Il primo ci ha svegliati alle otto, con botti sparati e grancasse, il secondo è venuto più tardi tra una pioggia e l'altra.
Entrambi i gruppi trascinavano baldacchini con madonna e altri ammennicoli, uno di questi montato su un carrello a ruote che toglievano di volta in volta per eseguire un balletto.
Fin qui nulla di nuovo. La novità è rappresentata dalle coreografie; c'era anche una specie di scenografo che dirigeva la recita. E La canzone del Piave, con tanto di bandiera patria.
Sono rimasta molto impressionata dalle donne che, formando una croce, si sono stese a faccia a terra, sulla strada bagnata. Nel secondo gruppo c'erano le bambine, anch'esse prima in ginocchio e poi a faccia a terra.
Fino all'anno scorso i fujenti di casa nostra avevano le scarpe, quest'anno invece alcuni scalzi e tutti gli altri in calzini.
Non so come interpretare quella che a mio parere rappresenta una involuzione.
Che quando i tempi sono grami ci si rivolge all'Altissimo in forme sempre più stentoree?
(Foto Rosa De Martino)
Il primo ci ha svegliati alle otto, con botti sparati e grancasse, il secondo è venuto più tardi tra una pioggia e l'altra.
Entrambi i gruppi trascinavano baldacchini con madonna e altri ammennicoli, uno di questi montato su un carrello a ruote che toglievano di volta in volta per eseguire un balletto.
Fin qui nulla di nuovo. La novità è rappresentata dalle coreografie; c'era anche una specie di scenografo che dirigeva la recita. E La canzone del Piave, con tanto di bandiera patria.
Sono rimasta molto impressionata dalle donne che, formando una croce, si sono stese a faccia a terra, sulla strada bagnata. Nel secondo gruppo c'erano le bambine, anch'esse prima in ginocchio e poi a faccia a terra.
Fino all'anno scorso i fujenti di casa nostra avevano le scarpe, quest'anno invece alcuni scalzi e tutti gli altri in calzini.
Non so come interpretare quella che a mio parere rappresenta una involuzione.
Che quando i tempi sono grami ci si rivolge all'Altissimo in forme sempre più stentoree?
Ci stanno lessando come la rana?
IL PRINCIPIO DELLA RANA BOLLITA
(di Noam Chomsky)
Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana.
Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare.
La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa.
L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita.
Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.
Questa esperienza mostra che – quando un cambiamento si effettua in maniera sufficientemente lenta – sfugge alla coscienza e non suscita – per la maggior parte del tempo – nessuna reazione, nessuna opposizione, nessuna rivolta.
Se guardiamo ciò che succede nella nostra società da alcuni decenni, ci accorgiamo che stiamo subendo una lenta deriva alla quale ci abituiamo. Un sacco di cose, che ci avrebbero fatto orrore 20, 30 o 40 anni fa, a poco a poco sono diventate banali, edulcorate e – oggi – ci disturbano solo leggermente o lasciano decisamente indifferenti la gran parte delle persone. In nome del progresso e della scienza, i peggiori attentati alle libertà individuali, alla dignità della persona, all’integrità della natura, alla bellezza ed alla felicità di vivere, si effettuano lentamente ed inesorabilmente con la complicità costante delle vittime, ignoranti o sprovvedute.
I foschi presagi annunciati per il futuro, anziché suscitare delle reazioni e delle misure preventive, non fanno altro che preparare psicologicamente il popolo ad accettare le condizioni di vita decadenti, perfino drammatiche.
Il permanente ingozzamento di informazioni da parte dei media satura i cervelli che non riescono più a discernere, a pensare con la loro testa.
Allora se non siete come la rana, già mezzo bolliti, date il colpo di zampa salutare, prima che sia troppo tardi!
mercoledì 25 marzo 2015
Le clarisse sul web
Durante la visita di Papa Francesco a Napoli, nel Duomo è successo di tutto.
San Gennaro non ha voluto far mancare la sua presenza ed ha sciolto mezzo sangue. Tutto no, che pareva brutto.
E le monache di clausura, le clarisse del convento all'Anticaglia, hanno circondato e abbracciato il Papa con molto calore, facendosi rimproverare dal cardinale Sepe che si è lasciato andare a commenti non proprio lusinghieri nei confronti delle suore.
Il Papa è apparso piacevolmente stupito dall'assalto delle suore, simili a scolarette in uscita da scuola. Capirete che uscire dal convento di clausura con un permesso speciale e vedere anche il Papa, ma quando gli ricapita?
Anche la Littizzetto non ha fatto mancare la sua voce a Che tempo che fa e parlando delle suore ha detto che erano represse.
E qui la meraviglia. Le suore hanno una pagina di Facebook e l'hanno usata per rispondere a Lucianina:
"Ci dispiace che la sig. Littizzetto, che abbiamo apprezzato in altre occasioni, abbia pensato che le “represse” monache di clausura stessero aspettando il Papa per abbracciare un uomo... Probabilmente per fare questo avremmo scelto un altro luogo e ben altri uomini... Se avessimo voluto.
Non sarebbe forse il caso, cara Luciana, di aggiornare il tuo manzoniano immaginario delle monache di vita contemplativa?"
Qui l'intervista di Youmedia che dà voce e presenza alle due clarisse, dove ci sono inseriti anche gli "interventi" del cardinale.
Le sorelle ci informano che oggi sono cambiati i modi di comunicare e forse Gertrude, la monaca sventurata, oggi risponderebbe ad Egidio con un sms e morta là.
San Gennaro non ha voluto far mancare la sua presenza ed ha sciolto mezzo sangue. Tutto no, che pareva brutto.
E le monache di clausura, le clarisse del convento all'Anticaglia, hanno circondato e abbracciato il Papa con molto calore, facendosi rimproverare dal cardinale Sepe che si è lasciato andare a commenti non proprio lusinghieri nei confronti delle suore.
Il Papa è apparso piacevolmente stupito dall'assalto delle suore, simili a scolarette in uscita da scuola. Capirete che uscire dal convento di clausura con un permesso speciale e vedere anche il Papa, ma quando gli ricapita?
Anche la Littizzetto non ha fatto mancare la sua voce a Che tempo che fa e parlando delle suore ha detto che erano represse.
E qui la meraviglia. Le suore hanno una pagina di Facebook e l'hanno usata per rispondere a Lucianina:
"Ci dispiace che la sig. Littizzetto, che abbiamo apprezzato in altre occasioni, abbia pensato che le “represse” monache di clausura stessero aspettando il Papa per abbracciare un uomo... Probabilmente per fare questo avremmo scelto un altro luogo e ben altri uomini... Se avessimo voluto.
Non sarebbe forse il caso, cara Luciana, di aggiornare il tuo manzoniano immaginario delle monache di vita contemplativa?"
Qui l'intervista di Youmedia che dà voce e presenza alle due clarisse, dove ci sono inseriti anche gli "interventi" del cardinale.
Le sorelle ci informano che oggi sono cambiati i modi di comunicare e forse Gertrude, la monaca sventurata, oggi risponderebbe ad Egidio con un sms e morta là.
domenica 22 marzo 2015
martedì 17 marzo 2015
Masterchef e bubbazze on air
Capita sempre più spesso, a qualsiasi ora si accenda la tv, di trovare in trasmissioni che non c'entrano nulla con la cucina, cuochi o pseudotali che si affannano ai fornelli cercando di stupire sempre di più il pubblico all'ascolto.
Non ho mai avuto interesse a seguire tali trasmissioni, non mi piace molto l'innovazione in cucina, specie quando introduce aglio o cipolla nell'amatriciana e il parmigiano sul pesce, due opzioni che schifo profondamente.
Ma soprattutto non mi piace la parola "impiattare" accompagnata dal verbo "andiamo", usate a profusione da qualsiasi Monsù all'opera.
E al finale, guardando i piatti impiattati, con uno schizzo di salsa qui, uno zigzag di cioccolato là, un mucchietto informe di roba affastellata in un'improbabile piramide al centro, mi viene sempre più da pensare che, visto il risultato, lo chef abbia vomitato nel piatto. Fateci caso, please.
Non ho mai avuto interesse a seguire tali trasmissioni, non mi piace molto l'innovazione in cucina, specie quando introduce aglio o cipolla nell'amatriciana e il parmigiano sul pesce, due opzioni che schifo profondamente.
Ma soprattutto non mi piace la parola "impiattare" accompagnata dal verbo "andiamo", usate a profusione da qualsiasi Monsù all'opera.
E al finale, guardando i piatti impiattati, con uno schizzo di salsa qui, uno zigzag di cioccolato là, un mucchietto informe di roba affastellata in un'improbabile piramide al centro, mi viene sempre più da pensare che, visto il risultato, lo chef abbia vomitato nel piatto. Fateci caso, please.
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