Ieri la notte dei musei (entrate gratis in tutti i musei italiani con manifestazioni musicali e teatrali) è stata sospesa dal ministro dei Beni Culturali, in segno di lutto per l'attentato di Brindisi.
Notiamo però che solo la Cultura ha indossato il lutto, perché le partite sono state regolarmente giocate, la finale di Amici anche e oggi la finale di coppa Juventus Napoli.
E in questo momento si stanno facendo caroselli in città, con raid di motorini e fracasso indiavolato, per tacere dei botti che pareva capodanno.
Che non si tocchi il calcio, troppi interessi vi sono legati, ma se il timore di attentati ha fatto abortire la notte dei musei, perché lo stesso timore non coinvolge gli stadi?
E ancora, in un paese funestato da attentati e terremoti, dove si trova il coraggio di festeggiare impazzando per strada, sapendo che stanotte c'è gente rimasta senza casa che dorme, se tutto va bene, sotto una tenda e una ragazza sta lottando per sopravvivere in un ospedale?
Vale sempre, a quanto pare, il concetto borbonico di "forca, farina e feste". E' il popolo che lo vuole.
Io ieri sera ero in piazza Municipio, al Presidio e al ritorno in funicolare, passando davanti all'Augusteo, ho visto molte più persone che in piazza, in attesa del concerto di Marco Mengoni.
A nessun giornalista è venuto in mente di fermarsi a chiedere a quei ragazzi cosa pensavano di quanto accaduto a Brindisi?
Nisida
lunedì 21 maggio 2012
sabato 19 maggio 2012
Napoli per Brindisi e per Melissa
Noi c'eravamo
Le bandiera a mezz'asta e il drappo bianco del Comune
Anche il sindaco e il vicesindaco in piazza
giovedì 17 maggio 2012
B.R.A.
Quest'anno per svariati motivi, tra cui la salute, non siamo più andati in campagna e come succede con Maometto che non va alla montagna, la montagna va da Maometto.
E così la D.M. si sta costruendo un succedaneo dell'orto in terrazza. Ha piantato basilico e pomodori e sta costruendo un megaimpianto di innaffiamento che neanche il ministero delle acque.
Ha piazzato un bidone enorme, ha installato tubicini tipo flebo ed ha messo un timer per innaffiare automaticamente in caso di assenza. E di sicuro i pomodori spunteranno quando saremo in vacanza questa estate, con nostra soddisfazione.
Nel frattempo, anche il mio avocado idroponico, che ha messo un casino di foglie tanto che somiglia ad un palmizio, è stato opportunamente trasferito in vaso e speriamo bene.
Anche il pargolo si è scoperto il pollice verde e sul terrazzo romano ha piantato pomodori e peperoncini verdi, che a Roma sono pressochè introvabili. Infatti le piantine le ha importate da Napoli, coerente con la tradizione da emigrante di famiglia. Lo zio infatti, da 40 anni a Roma, continua a fare i viaggi della memoria, portando da Napoli salsicce, friarielli, pastiere e sfogliatelle. La globalizzazione gli fa un baffo a lui, sebbene Sedlex racconti delle amiche londinesi che sfornano casatielli, trovando persino la sugna nel regno di sua Maestà.
Comunque, sarà la crisi, sarà che i prezzi dal verdumaio lievitano più delle pagnotte, gli orti sui terrazzi stanno vivendo nuovi splendori.
Bisogna solo fare molta attenzione agli insetti, perché qui son peggio delle cavallette, si magnarono tutti i gerani parigini, fiori e foglie. E non ci furono pesticidi che potessero rimediare.
E così la D.M. si sta costruendo un succedaneo dell'orto in terrazza. Ha piantato basilico e pomodori e sta costruendo un megaimpianto di innaffiamento che neanche il ministero delle acque.
Ha piazzato un bidone enorme, ha installato tubicini tipo flebo ed ha messo un timer per innaffiare automaticamente in caso di assenza. E di sicuro i pomodori spunteranno quando saremo in vacanza questa estate, con nostra soddisfazione.
Nel frattempo, anche il mio avocado idroponico, che ha messo un casino di foglie tanto che somiglia ad un palmizio, è stato opportunamente trasferito in vaso e speriamo bene.
Anche il pargolo si è scoperto il pollice verde e sul terrazzo romano ha piantato pomodori e peperoncini verdi, che a Roma sono pressochè introvabili. Infatti le piantine le ha importate da Napoli, coerente con la tradizione da emigrante di famiglia. Lo zio infatti, da 40 anni a Roma, continua a fare i viaggi della memoria, portando da Napoli salsicce, friarielli, pastiere e sfogliatelle. La globalizzazione gli fa un baffo a lui, sebbene Sedlex racconti delle amiche londinesi che sfornano casatielli, trovando persino la sugna nel regno di sua Maestà.
Comunque, sarà la crisi, sarà che i prezzi dal verdumaio lievitano più delle pagnotte, gli orti sui terrazzi stanno vivendo nuovi splendori.
Bisogna solo fare molta attenzione agli insetti, perché qui son peggio delle cavallette, si magnarono tutti i gerani parigini, fiori e foglie. E non ci furono pesticidi che potessero rimediare.
lunedì 14 maggio 2012
C'era una volta una chiesa, san Giovanni a Mare
A Napoli come ogni anno c'è Il Maggio dei Monumenti ed è l'occasione anche per i napoletani di vedere qualche monumento che solo in questo periodo e per pochi giorni è possibile vedere.
Abbiamo scoperto che c'era una chiesa, San Giovanni a Mare, di cui non avevamo mai sentito parlare, sconsacrata, a cui erano stati fatti importanti lavori dopo il terremoto dell'80 e così sfogliando il libretto guida del Maggio abbiamo trovato un itinerario che comprendeva le chiese più importanti della zona, tra cui questa.
Chiesa di san Giovanni a Mare
Chiesa di sant'Eligio al Mercato
Basilica di Santa Maria del Carmine Maggiore
Chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Porta Nolana
Chiesa di san Pietro ad Aram
Abbiamo quindi chiamato l'Associazione che si occupava della visita guidata e alle 10 di domenica eravamo in zona.
Ma l'inizio non è stato dei migliori. La visita cominciava dal cancello chiuso a chiave di San Giovanni a Mare e la guida ci ha spiegato che il Comune non ha i soldi per tenere personale in servizio.
La chiesa non l'avremmo mai trovata perché è inglobata in un fabbricato, dopo il cancello si scendono degli scalini e chi lo sa se un giorno riusciremo a vederla. Per ora c'è wikipedia.
Sono riuscita solo a fotografare il cartello e, attraverso un buco del cancello, Donna Marianna, detta 'a capa 'e Napule.
Il corpo di Napoli invece è la statua del dio Nilo, che si trova nei Decumani.
Il nome Marianna, simbolo della repubblica francese, le venne dato durante la Repubblica Partenopea.
Abbiamo poi visitato le altre chiese in programma, tutte regolarmente aperte, facendo un casino di foto, senza che nessuno ce lo proibisse. Le mostrerò nei prossimo post.
Abbiamo scoperto che c'era una chiesa, San Giovanni a Mare, di cui non avevamo mai sentito parlare, sconsacrata, a cui erano stati fatti importanti lavori dopo il terremoto dell'80 e così sfogliando il libretto guida del Maggio abbiamo trovato un itinerario che comprendeva le chiese più importanti della zona, tra cui questa.
Chiesa di san Giovanni a Mare
Chiesa di sant'Eligio al Mercato
Basilica di Santa Maria del Carmine Maggiore
Chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Porta Nolana
Chiesa di san Pietro ad Aram
Abbiamo quindi chiamato l'Associazione che si occupava della visita guidata e alle 10 di domenica eravamo in zona.
Ma l'inizio non è stato dei migliori. La visita cominciava dal cancello chiuso a chiave di San Giovanni a Mare e la guida ci ha spiegato che il Comune non ha i soldi per tenere personale in servizio.
La chiesa non l'avremmo mai trovata perché è inglobata in un fabbricato, dopo il cancello si scendono degli scalini e chi lo sa se un giorno riusciremo a vederla. Per ora c'è wikipedia.
Sono riuscita solo a fotografare il cartello e, attraverso un buco del cancello, Donna Marianna, detta 'a capa 'e Napule.
Il corpo di Napoli invece è la statua del dio Nilo, che si trova nei Decumani.
Il nome Marianna, simbolo della repubblica francese, le venne dato durante la Repubblica Partenopea.
Abbiamo poi visitato le altre chiese in programma, tutte regolarmente aperte, facendo un casino di foto, senza che nessuno ce lo proibisse. Le mostrerò nei prossimo post.
venerdì 11 maggio 2012
Il momento giusto
L'ex capo della Polizia e capo gabinetto del Viminale, Gianni De Gennaro, è stato nominato sottosegretario di Stato e lascia quindi il Dis, Dipartimento informazioni per la sicurezza, che ha guidato per quattro anni, dal 2008. Una decisione controversa almeno a giudicare dalle proteste che arrivano dall'estrema sinistra e dal web. Nelle prossime ore il premier Mario Monti conferirà a De Gennaro la delega per i servizi. De Gennaro assumerà l'incarico di Autorità delegata all'intelligence, come previsto dalla attuale legge che disciplina i Servizi di informazione e sicurezza nel nostro paese.
(repubblica.it)
Il nome di De Gennaro è legato alla vicenda del G8 di Genova. Nell'aprile 2008 è stato rinviato a giudizio per istigazione alla falsa testimonianza nelle indagini inerenti ai fatti del G8 e in particolare le violenze nella scuola Diaz. Nel 2009 l'ex capo della Polizia fu assolto.
E' ancora nelle sale Diaz - Don't Clean UpTthis Blood e ancora non ci siamo ripresi dalla visione di quelle violenze assurde. Non c'è che dire, un tempismo eccezionale.
Commentiamo con le parole di Montalbano dal Giro di Boa di Andrea Camilleri
(repubblica.it)
Il nome di De Gennaro è legato alla vicenda del G8 di Genova. Nell'aprile 2008 è stato rinviato a giudizio per istigazione alla falsa testimonianza nelle indagini inerenti ai fatti del G8 e in particolare le violenze nella scuola Diaz. Nel 2009 l'ex capo della Polizia fu assolto.
E' ancora nelle sale Diaz - Don't Clean UpTthis Blood e ancora non ci siamo ripresi dalla visione di quelle violenze assurde. Non c'è che dire, un tempismo eccezionale.
Commentiamo con le parole di Montalbano dal Giro di Boa di Andrea Camilleri
giovedì 10 maggio 2012
E noi si va a Scampia
Continua la via crucis per i farmaci particolari.
Ne avevo già parlato qui, quando alla farmacia della ASL mi rimandarono come una pallina da tennis dal mio medico di base, poi alla farmacia e poi di nuovo dal medico di base che mi rimandò dalla diabetologa.
Riusciì alfine a capire che, assieme al piano terapeutico dove mi segnavano il farmaco per mesi sei (lo sanno tutti che il diabete guarisce), dovevo avere anche una ricetta rosa dove veniva segnato un codice speciale da consegnare al farmacista assieme alla fotocopia del piano stesso.
Il farmacista poi, avrebbe ordinato il farmaco e me lo avrebbe consegnato dopo qualche giorno. Questo ogni mese, a differenza della farmacia ASL che me ne dava per mesi due.
Questa proceduta sono riuscita a farla solo per un mese, che hanno di nuovo cambiato le regole.
Ora devo riportare ogni volta al medico il piano terapeutico, logicamente rifatto ex novo, che reca una tabella dove il medico scarica ogni mese la dose, questo per mesi sei. Hai visto mai che riuscissi a sgraffignarne qualche scatola?
Fatta anche questa, vediamo il mese prossimo che si inventano.
Bisogna armarsi di santa pazienza, anche perché il medico di base si incazza di brutto ogni volta e mi sciorina le solite lagne: che è diventato uno scribacchino, che si deve fare tutto al computer (e lui è proprio allergico), che lo abboffano di circolari esplicative che non spiegano un accidente, che lui ha una platea di vecchi e si sa che i vecchietti prima o poi qualche acciacco se lo beccano sempre (a volta anche più di uno), facendo lievitare la spesa sanitaria e che gli mandano continuamente lettere di richiamo perché prescrive molto. Ma lui esercita in un quartiere dove il livello culturale fa sì che la gente pratichi la prevenzione, quindi maggior numero di visite specialistiche rispetto ad altri quartieri più popolari.
Infatti ho controllato, per prenotare la visita dall'endocrinologo al Vomero ci vogliono sei mesi, se la faccio a Scampia, con lo stesso endocrinologo, basta una settimana. E noi si va a Scampia.
In sostanza gli specialisti che al Vomero lavorano senza requie, quando vanno a Scampia si girano i pollici, aspettando Godot.
Ne avevo già parlato qui, quando alla farmacia della ASL mi rimandarono come una pallina da tennis dal mio medico di base, poi alla farmacia e poi di nuovo dal medico di base che mi rimandò dalla diabetologa.
Riusciì alfine a capire che, assieme al piano terapeutico dove mi segnavano il farmaco per mesi sei (lo sanno tutti che il diabete guarisce), dovevo avere anche una ricetta rosa dove veniva segnato un codice speciale da consegnare al farmacista assieme alla fotocopia del piano stesso.
Il farmacista poi, avrebbe ordinato il farmaco e me lo avrebbe consegnato dopo qualche giorno. Questo ogni mese, a differenza della farmacia ASL che me ne dava per mesi due.
Questa proceduta sono riuscita a farla solo per un mese, che hanno di nuovo cambiato le regole.
Ora devo riportare ogni volta al medico il piano terapeutico, logicamente rifatto ex novo, che reca una tabella dove il medico scarica ogni mese la dose, questo per mesi sei. Hai visto mai che riuscissi a sgraffignarne qualche scatola?
Fatta anche questa, vediamo il mese prossimo che si inventano.
Bisogna armarsi di santa pazienza, anche perché il medico di base si incazza di brutto ogni volta e mi sciorina le solite lagne: che è diventato uno scribacchino, che si deve fare tutto al computer (e lui è proprio allergico), che lo abboffano di circolari esplicative che non spiegano un accidente, che lui ha una platea di vecchi e si sa che i vecchietti prima o poi qualche acciacco se lo beccano sempre (a volta anche più di uno), facendo lievitare la spesa sanitaria e che gli mandano continuamente lettere di richiamo perché prescrive molto. Ma lui esercita in un quartiere dove il livello culturale fa sì che la gente pratichi la prevenzione, quindi maggior numero di visite specialistiche rispetto ad altri quartieri più popolari.
Infatti ho controllato, per prenotare la visita dall'endocrinologo al Vomero ci vogliono sei mesi, se la faccio a Scampia, con lo stesso endocrinologo, basta una settimana. E noi si va a Scampia.
In sostanza gli specialisti che al Vomero lavorano senza requie, quando vanno a Scampia si girano i pollici, aspettando Godot.
domenica 6 maggio 2012
French manicure
Ho trovato su Facebook questa foto. Ora va molto il french manicure, unghie istoriate, dipinte con applicazioni di adesivi. Immagino la tragedia quando si spezza un'unghia.
A me pare che queste manine ricordino tanto i percebes, crostacei che si trovano in Galizia, bruttissimi e costosissimi, ma molto buoni, a dire dei molti che li hanno assaggiati. Io non ne ebbi il coraggio, sembravano delle dita ed al mercato del pesce venivano venduti raggruppati a mazzetti.
Sembra che nel periodo natalizio raggiungano i 300 euro al kilo ma l'alto costo è dovuto alla pesca. Sulle coste della Galizia, con mare agitato, i perceberos rischiano la pelle ogni volta, visto che l'habitat dei crostacei è la scogliera.
venerdì 4 maggio 2012
martedì 1 maggio 2012
Primo Maggio
Festa del lavoro, dicevamo un tempo.
Festa della speranza che si trovi un lavoro, diciamo oggi.
Buon primo maggio a tutti.
Festa della speranza che si trovi un lavoro, diciamo oggi.
Buon primo maggio a tutti.
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