A volte mi chiedo cosa mi resta nel cervello, parole, pensieri sparsi e shakerati insieme, tali da produrre sogni-incubo come quello di stanotte.
Una confusione pazzesca che riguardava un libro antico, da me rocambolescamente recuperato e reclamato poi da una vecchiaccia orrenda similstrega di Biancaneve.
Ho capito solo che dietro quel libro c'era la morte e così l'ho restituito alla vecchia che subito dopo aver afferrato il libro è sparita nel nulla. Una roba che ricordava in parte le atmosfere di La nona porta di Polanski.
Come conseguenza non sono riuscita più a dormire, ho acceso la luce ed ho visto proiettata sul muro la sagoma della copertina dell'ultimo libro di Camilleri, il diavolaccio cornuto.
Lo so che sono scema, ma non ho avuto il coraggio di guardare, ho rispento la luce ed ho ficcato la testa sotto la coperta.
Giuro che non avevo mangiato peperoni.
Nisida
domenica 22 gennaio 2012
venerdì 20 gennaio 2012
Trenitalia sempre pejus
Il figlio in viaggio per lavoro, viste le condizioni atmosferiche non delle migliori, ha optato per il treno. E già sta bestemmiando a tuttandare.
Partito da Roma alle 14:45 con il Frecciargento doveva cambiare a Bologna, perchè solo gli Intercity, rari come le mosche bianche, fanno il tragitto senza cambio.
Ma il treno che proviene da Ancona, il Frecciabianca porta un ritardo di 73 minuti per cui ha dovuto prendere un regionale uso carro bestiame, facendo a mazzate per sedersi su uno strapuntino.
Sto guardando il sito di Viaggiatreno e per ora siamo solo a 6 minuti di ritardo. Dovrebbe arrivare a Parma intorno alle 18:30.
Ho avuto la pessima idea di chiedergli come mai non ha la connessione e mi è arrivato un sms di insulti irriferibili che finisce così: la cheeeee? Ma je nun tengo manco 'a seggia!!!!!
Noialtri abitanti del sud che credevamo che solo qui avessero fatto macelli sulle tratte, dobbiamo ricrederci:
questi hanno inguaiato l'Italia intera, senza distinzione tra le regioni.
L'unità d'Italia in pejus, ecco.
Partito da Roma alle 14:45 con il Frecciargento doveva cambiare a Bologna, perchè solo gli Intercity, rari come le mosche bianche, fanno il tragitto senza cambio.
Ma il treno che proviene da Ancona, il Frecciabianca porta un ritardo di 73 minuti per cui ha dovuto prendere un regionale uso carro bestiame, facendo a mazzate per sedersi su uno strapuntino.
Sto guardando il sito di Viaggiatreno e per ora siamo solo a 6 minuti di ritardo. Dovrebbe arrivare a Parma intorno alle 18:30.
Ho avuto la pessima idea di chiedergli come mai non ha la connessione e mi è arrivato un sms di insulti irriferibili che finisce così: la cheeeee? Ma je nun tengo manco 'a seggia!!!!!
Noialtri abitanti del sud che credevamo che solo qui avessero fatto macelli sulle tratte, dobbiamo ricrederci:
questi hanno inguaiato l'Italia intera, senza distinzione tra le regioni.
L'unità d'Italia in pejus, ecco.
martedì 17 gennaio 2012
Pirati dei Caraibi
Eravamo un popolo di santi, poeti e navigatori.
Con buona pace di costoro, ora siamo un popolo di ladroni, parolai e capitani codardi.
Non per inchiodare l'ennesimo chiodo nella croce su cui tutti lo stanno crocifiggendo, ma perché Schettino è fuggito dalla nave dopo aver fatto quel po' po' di manovra che probabilmente ha salvato la vita a 4.000 persone? Da eroe a vigliacco il passo è breve.
Su questo sito c'è una ricostruzione dell'incidente abbastanza credibile.
Ma il web e i giornali sono pieni di "piccole storie ignobili".
Questa signora ad esempio, membro dell'equipaggio della Costa Concordia, che dichiara:
"Abbiamo dovuto gestire un branco di pecoroni allo sbaraglio"
dimenticando che se lei ha trovato lavoro lo deve proprio ai pecoroni.
Con buona pace di costoro, ora siamo un popolo di ladroni, parolai e capitani codardi.
Non per inchiodare l'ennesimo chiodo nella croce su cui tutti lo stanno crocifiggendo, ma perché Schettino è fuggito dalla nave dopo aver fatto quel po' po' di manovra che probabilmente ha salvato la vita a 4.000 persone? Da eroe a vigliacco il passo è breve.
Su questo sito c'è una ricostruzione dell'incidente abbastanza credibile.
Ma il web e i giornali sono pieni di "piccole storie ignobili".
Questa signora ad esempio, membro dell'equipaggio della Costa Concordia, che dichiara:
"Abbiamo dovuto gestire un branco di pecoroni allo sbaraglio"
dimenticando che se lei ha trovato lavoro lo deve proprio ai pecoroni.
domenica 15 gennaio 2012
Amici
La domenica mattina sotto casa mia si svolge la stessa scenetta. Un ragazzo porta giù il suo cane, a giocare con una palla. Dopo svariati tiri e recuperi della palla, da un cancello a pianterreno del palazzo esce un gatto nero che comincia a correre e a saltare inseguendo la palla e il cane. Stamattina il gatto nero non usciva e il cane continuava ad andare al cancello come a chiamarlo ma dopo parecchio tempo il gatto nero è uscito e si è sdraiato sul cofano di un'auto in sosta. Non teneva voglia, forse aveva avuto una notte agitata.
Qui c'è un cane che passa a prendere l'amico gatto e assieme vanno a farsi un giretto.
Qui c'è un cane che passa a prendere l'amico gatto e assieme vanno a farsi un giretto.
venerdì 13 gennaio 2012
Una vita fa ....
A volte Facebook è una vera miniera.
Ho trovato una foto di classe della maturità di alcuni amici, del mio liceo. Una classe tutta di maschi, tutti vestiti con pullover e cravatta.
Nella foto c'è anche la famosa Girosi, odiatissima professoressa di storia dell'arte, l'unica che ebbe un funerale in vita, con tanto di manifesti affissi lungo la strada che percorreva da casa a scuola.
Me la ricordo quella mattina, che guardavamo quei manifesti, tra l'altro fatti benissimo, e non c'erano neanche i computer, tra il meravigliato e il divertito.
La professoressa era famosa per i suoi interrogatori. Aveva precorso i quiz. Infatti il suo metodo era quello di mostrare un pacco di cartoline, dove apparivano particolari di opere. Bisognava riconoscerle e descriverle.
Inutile dire che l'interrogazione finiva spesso con un due.
E' morta, pace all'anima sua, quasi centenaria. A conferma che tirare i piedi porta bene.
lunedì 9 gennaio 2012
Attacchinaggio natalizio
Il quartiere Prati era inondato da questi manifesti beneauguranti le festività natalizie. Addirittura la cabina che ho fotografato ne era ricoperta da tutti e quattro i lati. Qui li hanno attaccati a pacchi interi.
A parte il piccolissimo dettaglio che ci sarebbe ben poco da festeggiare, il sindaco AlèManno non ha nulla da eccepire su come stanno riducendo la città codesti "eletti dal popolo"?
E quest'altro l'ho visto sulla Colombo, affisso regolarmente negli spazi autorizzati.
Si approfitta biecamente della corta memoria degli italiani? Noi ce lo ricordiamo che le solite facce sono sempre le loro, al governo negli ultimi otto anni, in pratica fino all'altro ieri.
Questi manifesti sono stati segnalati e pubblicati sul blog che raccoglie l'abusivismo nella capitale
http://manifestoabusivo.blogspot.com/
A parte il piccolissimo dettaglio che ci sarebbe ben poco da festeggiare, il sindaco AlèManno non ha nulla da eccepire su come stanno riducendo la città codesti "eletti dal popolo"?
E quest'altro l'ho visto sulla Colombo, affisso regolarmente negli spazi autorizzati.
Si approfitta biecamente della corta memoria degli italiani? Noi ce lo ricordiamo che le solite facce sono sempre le loro, al governo negli ultimi otto anni, in pratica fino all'altro ieri.
Questi manifesti sono stati segnalati e pubblicati sul blog che raccoglie l'abusivismo nella capitale
http://manifestoabusivo.blogspot.com/
Qui, sotto il cielo di Roma
venerdì 6 gennaio 2012
'mparavise pe' scagne
Significa che c’è andata bene per caso, ‘na botta de culo, per dirla alla romana.
Il contadino nostro vicino a Soriano aveva piantato un immenso campo a radicchi, insalate varie, cavoli romaneschi e rape. Aveva cercato di vendere il raccolto ai fruttaroli della zona ma volevano dargli una cifra ridicola, per cui ha generosamente optato per la beneficenza e la cosa assume una certa rilevanza in quanto di solito è parecchio tirchio.
Ha sparso la voce e chi voleva prendere un po’ di insalate poteva accomodarsi.
E così stamattina, essendo la Befana, si è presentato da noi con due grandi ceste contenenti tutto l’assortimento, che è stato ovviamente da noi gradito, visto che lui coltiva esclusivamente bio. Infatti, smontando il cavolo di Fibonacci (così lo chiamiamo a casa nostra il romanesco) ne sono fuorusciti diversi forbicioni. Ora bolle in pentola, rivaleggiando col camino in puzze e fetori vari.
giovedì 5 gennaio 2012
Cassia Veientana e decoder
Un giorno a Roma e poi via verso la campagna. Ci manchiamo da agosto, merito delle mie costole fratturate e comunque non è il posto ideale con il freddo che fa.
Abbiamo fatto una strada nuova per venire qui a Soriano, la Cassia Veientana, perché tenevo il TomTom spento e al solito ci siamo persi in mezzo agli svincoli a quadrifoglio. Io meglio che mi rassegno, senza navigatore non ne vengo fuori.
Però ci è piaciuta la nuova strada che passa in mezzo alle campagne, arriva a Ronciglione e poi passando il lago di Vico percorre tutta la foresta di faggi che copre i monti Cimini. Che sinceramente non ne potevo più dell'autostrada per Orte.
C'era anche il sole e cosa vuoi di più, il tucano?
Arrivati a destinazione abbiamo trovato il pratone coperto di fiori arancione, delle minicalendule. Ogni volta è così, un fiore diverso, un colore differente. Invece la borragine ha sviluppato foglie grandissime e fiori ancora pochini, per cui stasera faccio le frittelle mozzarella e acciughe, famoso piatto sorianese; ho già sbollentato le foglie.
Abbiamo anche constatato il decesso del salice che, giaceva a radici all'aria e nello stesso stato era anche l'enorme pianta di ficodindia a fianco alla rete di recinzione. Abbiamo poi saputo dal contadino che c'è stata una bella tromba d'aria.
Nel frattempo il cielo è diventato nero nero, la temperatura è calata a picco e noi abbiamo acceso il camino, che stavolta si sta comportando bene, ancora non ci ha affumicati come speck.
La D.M. nel frattempo sta sbariando con televisori e decoder, che nel viterbese si sono finalmente decisi a mandare il digitale terrestre. Non che se ne sentisse granché l'esigenza, infatti prevedo una massiccia rottamazione di televisori anche qui.
Io al solito ho portato un bel numero di film, ho fatto il pieno al Kindle e mi fa un baffo a me il decoder.
Abbiamo fatto una strada nuova per venire qui a Soriano, la Cassia Veientana, perché tenevo il TomTom spento e al solito ci siamo persi in mezzo agli svincoli a quadrifoglio. Io meglio che mi rassegno, senza navigatore non ne vengo fuori.
Però ci è piaciuta la nuova strada che passa in mezzo alle campagne, arriva a Ronciglione e poi passando il lago di Vico percorre tutta la foresta di faggi che copre i monti Cimini. Che sinceramente non ne potevo più dell'autostrada per Orte.
C'era anche il sole e cosa vuoi di più, il tucano?
Arrivati a destinazione abbiamo trovato il pratone coperto di fiori arancione, delle minicalendule. Ogni volta è così, un fiore diverso, un colore differente. Invece la borragine ha sviluppato foglie grandissime e fiori ancora pochini, per cui stasera faccio le frittelle mozzarella e acciughe, famoso piatto sorianese; ho già sbollentato le foglie.
Abbiamo anche constatato il decesso del salice che, giaceva a radici all'aria e nello stesso stato era anche l'enorme pianta di ficodindia a fianco alla rete di recinzione. Abbiamo poi saputo dal contadino che c'è stata una bella tromba d'aria.
Nel frattempo il cielo è diventato nero nero, la temperatura è calata a picco e noi abbiamo acceso il camino, che stavolta si sta comportando bene, ancora non ci ha affumicati come speck.
La D.M. nel frattempo sta sbariando con televisori e decoder, che nel viterbese si sono finalmente decisi a mandare il digitale terrestre. Non che se ne sentisse granché l'esigenza, infatti prevedo una massiccia rottamazione di televisori anche qui.
Io al solito ho portato un bel numero di film, ho fatto il pieno al Kindle e mi fa un baffo a me il decoder.
lunedì 2 gennaio 2012
Fuochi al castello
Mentre il resto della popolazione cercava di acciaccarsi (qualcuno riuscendoci) sparando a casaccio botti illegali e finendo il veglione in ospedale, noi ci limitiamo a guardare i fuochi d'artificio, quelli artistici al Castello, a naso per aria.
Il Castel dell'Ovo pare debba il nome alla sua forma ad uovo. Ma i napoletani preferiscono narrare un'antica leggenda secondo la quale il poeta Virgilio, cui erano attribuiti poteri magici, pose nelle fondamenta del castello di Megaride una gabbietta contenente un uovo, che avrebbe svolto una funzione di talismano: finché non si fosse rotto, città e castello sarebbero stati protetti da ogni calamità.
Il Castel dell'Ovo pare debba il nome alla sua forma ad uovo. Ma i napoletani preferiscono narrare un'antica leggenda secondo la quale il poeta Virgilio, cui erano attribuiti poteri magici, pose nelle fondamenta del castello di Megaride una gabbietta contenente un uovo, che avrebbe svolto una funzione di talismano: finché non si fosse rotto, città e castello sarebbero stati protetti da ogni calamità.
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