Nisida

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sabato 17 gennaio 2009

GAZA E GAZEBO

Lucia Annunziata sdegnata perchè Santoro gliene ha dette un po', ha emulato S.B. alzandosi e abbandonando la trasmissione Annozero, dove si parlava con dovizia di particolari delle bombe su Gaza.
Lucia, la ex Brezidende di garanzia, che democraticamente fece fuori la trasmissione di Sabina Guzzanti votando anche lei a favore dell'oscuramento, lamentava che la trasmissione era parecchio orientata. In poche parole: Santoro è fazioso, come sentiamo dire sempre dai tempi dell'editto bulgaro.
E allora dove sta la novità?
Stiamo a vedere. Laddove non riuscì il regime, riuscirà la nostra prode a far fuori quel comunista di Santoro?
Come? Anche Annunziata comunista? Ma davvero?

Ma noi abbiamo altri motivi per sentirci in gravi ambasce.
I vigili urbani al comando del generale Sementa, con una brillante operazione, hanno sequestrato i gazebo del Caffè Gambrinus. Sì, quello dove il presidente Napolitano va a sorbire 'a tazzulella 'e cafè quando viene a Napoli.
Anche noi non disdegniamo di andare a sorbire ivi una bella tazza di cioccolata calda, anche se bisogna ricordare che il personale non è tra i più educati al mondo. Ma tant'è, a noi ci piace assai, andare a prendere caffè e sfogliatella e d'estate sederci sotto il famigerato gazebo al riparo dal sole cocente. Finirà che andremo a sederci sotto i portici di San Francesco di Paola.
Perchè adesso c'è tanto di cartello del sequestro. Il gazebo è troppo esteso, supera la quadratura e non è stata richiesta licenza per l'edificazione.
Di questo passo tireranno giù mezza Napoli, chi la chiede la licenza per il gazebo?

nella foto il gazebo incriminato

venerdì 16 gennaio 2009

FERMIAMOLI    Stop the killing in Gaza !

Io chiedo quando sarà
che un uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare
e il vento si poserà

(F. Guccini - Auschwitz)

In questo sito la documentazione fotografica della manifestazione del 10 gennaio a Parigi pro Palestinesi e contro le uccisioni nella striscia di Gaza.

martedì 13 gennaio 2009

lunedì 12 gennaio 2009

MILLE PAPAVERI ROSSI


Per lui, per Fabrizio De Andrè, l'amico fragile della sua celebre canzone.
Penso al libro di Cesare Romana della Sperling che è servito a capirlo meglio, lui così schivo, mentre canto Amore che vieni, amore che vai, assieme a tutte le radio d'Italia.
Una commozione da brivido, che mi fa capire quanto Faber sia ancora amato, a dieci anni dalla sua morte.
Per lo spazio di una canzone, tutti abbiamo pensato a lui, senza appartenenze o colori, accomunati dalla sua capacità di essere trasversale al tempo ed alle generazioni.
E' difficile parlare di Fabrizio, la nostra vita è imbevuta delle sue canzoni, la bellezza dei suoi versi ci ha accompagnati lungo la strada e tanti, troppi ricordi sono intrecciati al suo canzoniere, che maltrattavamo spesso, seduti a gambe incrociate sul pavimento, una chitarra e tante voci.
Eravamo giovani, impegnati e ci credevamo a quello che facevamo, ora è tutto così lontano.
Ma poi bastano le note del Suonatore Jones, cantate da un suggestivo Jovanotti nel cimitero di Spoon River, a riportarci indietro e sentire quella meravigliosa voce di Faber, indimenticabile e perfetta.




Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
ma sono mille papaveri rossi.


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 

venerdì 9 gennaio 2009

PAZIENZA A NAPOLI


La mostra dedicata ad Andrea Pazienza è a Castel Sant'Elmo ed è composta di varie sezioni.
Ci sono i suoi fumetti più famosi: Penthotal, Zanardi, Pompeo e quelli dedicati a Pertini: Paz e Pert.
C'è anche una ricostruzione della Livella di Totò, con le tombe del nobile marchese e del netturbino.
Chiude il 13 gennaio. Chi non l'avesse visitata è ancora in tempo. Ne vale la pena, almeno per chi conosce Pazienza ed ha amato le sue storie.


C'è anche una copertina di Il Male, oltremodo attuale

E questo è Zanardi

mercoledì 7 gennaio 2009

MAITRE 'A PENSER

Fabio Cannavaro, intervistato dal solito giornalista deficiente, ci fa conoscere il suo pensiero sui grandi temi.
Spera che Gomorra vinca l'Oscar, ma ritiene che il film sia deleterio per l'immagine dell'Italia nel mondo.
Teme che si identifichi il nostro paese con la camorra.
Forse Cannavaro non lo sa, ma Il Padrino, è stato prodotto nel 1972, in tre parti, di cui l'ultima nel '90.
Se continuiamo a dire di queste belinate, allora sì che ci facciamo conoscere, around the world.
Nell'intervista il bravo calciatore ha espresso anche altri pensieri che hanno provocato ulteriori reazioni.
Oggi "il maestro a pensare", sulla scia del suo PresDelCons, annuncia di essere stato travisato.
Ma che razza di giornalisti abbiamo? Vanno addirittura a travisare il pensiero e le parole di un calciatore?
In un paese che conta 60 milioni di commissari tecnici, non facciamo fatica a credere di avere anche 60 milioni di PresDelCons.
Fabio Cannavaro farebbe bene a parlare di quello che conosce bene, il suo lavoro, per cui è profumatamente pagato.
Come quei vecchi ciclisti, che all'arrivo al traguardo, spolmonati, davanti ad un microfono, avevano appena la forza di dire:
sono contento di essere arrivato primo.

martedì 6 gennaio 2009

COSE CA' SULE 'A NAPULE.....

Il metrò collinare è fermo, il pargolo cerca di capire perchè e se riaprirà ma gli rispondono che è un problema tecnico. Nel frattempo gli hanno ciulato un biglietto, che non verrà rimborsato. Allora la D.M. che non si fa mai i fattacci propri (veramente lo teniamo per vizio, siamo una famiglia di rompicoglioni), pesca il numero verde della metro e dopo circa un quarto d'ora è degnato di una risposta. Scopre così che sta parlando con un call center.

Buonasera, sono Luca, posso esserle utile?
DM: mi scusi, il metro collinare era fermo, mi sa dire se ha ripreso a funzionare o i tempi di riapertura?
Luca: un quarto d'ora fa mi hanno informato che era fermo.
DM: si, ma adesso funziona?
Luca: non lo so
DM: Come devo fare per saperlo? Mi può dare il numero della stazione di Vanvitelli?
Luca: signore, la Metronapoli ha dato in gestione il servizio di informazione a noi, quindi è a noi che deve chiedere.
DM: e glielo sto chiedendo, ma lei dice che non lo sa... e allora?
Luca: scusi, ma lei capisce l'italiano? Le ho detto che un quarto d'ora fa mi hanno informato che il metro era fermo, quindi non avendomi detto che era ripartito vuol dire che è ancora fermo.
DM (incazzato nero): ah bene... questo per lei è parlare italiano? Adesso capisco come ci finite nei call center, razza d'ignorante.
Finale: la DM, che "arrendersi mai", con un lungo giro di telefonate viene a scoprire il numero della stazione Vanvitelli, interpella l'addetto che gli dice educatamente che che il guasto durerà ancora a lungo.
Poco prima, nel pomeriggio, abbiamo assistito ad un energico sfanculamento di un signore, da parte dell'autista della V1, che non solo ha tentato di metterlo sotto, ma gli ha pure fatto 'na scaricata di male parole.
Qualcosa sta cambiando a Napoli, e non solo la Giunta. Nel frattempo ci siamo salutati pure Nicolais.

domenica 4 gennaio 2009

COMINCIAMO BENE L'ANNO, VERGOGNANDOCI

A Napoli si dice: "facìmmece 'a roce c'a mana storta"

dal blog Piovono rane ci informano che ieri Roma era piena di questi manifesti.
Credo che da un sindaco la città si aspettasse ben altri numeri, anche se qualcuno ha detto che ne sono già rientrati il doppio.

sabato 3 gennaio 2009

CHI FERMERA' LA MUSICA

Ancora non si è spenta l'eco della polemica intervista di Uto Ughi e relativa risposta di Giovanni Allevi, che già si ricomincia su altri fronti, interrogandosi sui destini della musica.
E' giunta la notizia che gli U2 suoneranno nientepopodimenoche nella reggia di Venaria a Torino, luogo che sembrerebbe più adatto all'ascolto di musiche da camera e sonate al pianoforte, non certo ai riff di The Edge.
L'idea sarebbe di Fabrizio Del Noce, che vorrebbe trasmettere l'evento in diretta per far conoscere a tutti la Reggia appena ristrutturata.
Ovviamente non mi scandalizzo per questo, in fondo uno dei più bei concerti dei Pink Floyd fu registrato nel teatro romano di Pompei.
Vorrei solo fare una proposta:
perchè non Vasco Rossi alla Scala?

giovedì 1 gennaio 2009

I GATTI NON SPARANO

Primo giorno del nuovo anno.
Il cielo è grigio, piove, quasi a voler cancellare le tracce di tutte le porcherie che hanno sparato stanotte.
Una specie di guappetto del pianterreno ha sparato un solo tipo di botti: una palla che si accendeva come una bomba a mano, con la miccetta fuori lunga, stava un poco e poi deflagrava in una palla di fuoco, un fungo di fumo nero e un botto che faceva tremare tutto il palazzo. Fortuna che abbiamo i doppi infissi, perchè la D.M. ha provato ad uscire sul balcone ed è tornato dentro sordo. Il tipo ne ha sparate almeno una cinquantina a tre per volta e proprio non riesco a valutare quanto (in euro) si è sparato.
Brutta idea quella di uscire sul balcone, lo abbiamo rimproverato tutti. Perchè al solito, a Napoli, un povero ragazzo ai quartieri spagnoli, è stato beccato da una pallottola e fatto secco, mentre guardava dal balcone.
Per non parlare delle centinaia di feriti, che quella è cronaca regolare.
Poco fa mi sono affacciata per vedere i residui dei bagordi, ma delle bombe nessuna traccia, sono esplose senza lasciare residui, se non un profondo segno sull'asfalto. Fanno più monnezza i bengala con cui hanno tappezzato le ringhiere. Le bombe sono ecologiche.
Nella strada deserta e silenziosa sta attraversando un gatto bianco e nero, con un sorcio in bocca.
Farà festa anche lui oggi, che i gatti non sparano.