MORATORIA CONTRO LA TORTURA
Da Repubblica
Aborto, documento dei ginecologi: "Il feto deve essere rianimato". (...) Di fatto, nel caso in cui un feto nasca vivo dopo un'interruzione di gravidanza, il neonatologo deve intervenire per rianimarlo, "anche se la madre è contraria, perché prevale l'interesse del neonato".
Dal Corriere della Sera
I genitori avevano deciso di non farla nascere perché senza bulbi oculari: sopravvive all'aborto, ora è in una casa famiglia. (...) L'intervento a 22 settimane e 5 giorni, e la nascita della piccola, viva: pesava 562 grammi. (...) Le complicazioni sono immediate e devastanti: un intervento al cuore a soli 10 giorni di vita, un'emorragia cerebrale che provoca una sordità quasi totale, gravi problemi respiratori e di alimentazione, infezioni di vario tipo. (...) Ha ancora enormi problemi di alimentazione, mangia voracemente ma poi vomita tutto; si sta valutando l'opportunità di una Peg, la sonda gastrica per l'alimentazione da esterno.
(da http://metilparaben.blogspot.com/)
Sapevo che i feti abortiti alla 22esima settimana potevano essere rianimati se nati vivi, ma non conoscevo episodi simili a quello citato dal Corriere. E' chiaro che le possibilità di rimanere in vita sono molto esigue e comunque le probabilità che il neonato possa subire gravi danni alla salute sono altissime.
E adesso vorrei che qualcuno spiegasse che vuol dire quella frase: "prevale l'interesse del neonato".
Perchè quello che hanno fatto a questa bambina (e ai suoi genitori) assomiglia in tutto e per tutto ad una grave forma di tortura.
Quanto rimborsa lo Stato a questa casa-famiglia che ospita "Raggio di Paradiso"? Sarebbe interessante saperlo, tanto per capire.
Zichichi ha detto: Noi siamo l’unica forma di materia vivente a cui è stato dato il privilegio del dono della ragione; ed è grazie alla ragione che la forma di materia vivente cui noi apparteniamo ha potuto scoprire il linguaggio, la logica e la scienza.
Professo', e ha visto che bell'uso ne facciamo di tutt'e tre?