PAPERE E GALLINE
Oggi nei TG grande spazio alla notizia che Roberto Saviano, autore di Gomorra, vincitore del premio Viareggio e del Premio Siani, viene minacciato dalla camorra, dal clan dei casalesi e per questo gli è stata data una scorta.
Nell'intervista al giovane scrittore viene fuori la solitudine a cui è costretto nel luogo dove vive, dove persino i negozianti abituali fornitori gli hanno fatto richiesta di non servirsi piu' da loro.
Per chi vive in queste terre nessuna meraviglia, anzi la meraviglia è relativa al fatto che solo ora, dopo il clamore sollevato dal libro e dalla sua diffusione, i clan siano passati alle minacce.
Saviano scrive anche sull'Espresso e non risparmia interventi diretti. A Casal di Principe il 23 settembre scorso, ha partecipato insieme al presidente della Camera Fausto Bertinotti, all'ultima di quattro giornate di mobilitazione anticamorra aperta dal ministro della Giustizia Mastella.
Nell'articolo su Repubblica si dice anche del discorso fatto dal sindaco Iervolino alla consegna del premio Siani a Saviano.
Lo ha definito "simbolo di quella Napoli che lui denuncia". Strane parole, se si riferiscono a Saviano, dette nel contesto della consegna di un premio intitolato al giornalista ucciso proprio dalla camorra.
Forse Rosetta si è impappinata, forse voleva dire "simbolo di quella Napoli che si ribella". Io spero tanto che spieghi questa frase infelice.