Nisida

Nisida

martedì 19 settembre 2006

LE FARFALLE


Oggi un cucina aprendo l'armadietto della pasta ne sono fuoruscite diverse farfalline. Stavo cucinando, per cui ho rinviato l'ispezione a dopo pranzo e appena finito ho iniziato a svuotare tutto.
Un macello. Un mucchio di pacchi, aperti e chiusi, invasi da insetti in forma di animale intero, pezzi dello stesso, larve, uova e tele siricee.
Come sia avvenuto tutto questo non lo so, di solito ispeziono regolarmente e poi la pasta a casa mia finisce in fretta,
Ovviamente ho riempito un sacco di spazzatura e l'ho gettato via subito, onde evitare ulteriore contaminazione.

Qualche giorno fa mi è stato raccontato un episodio analogo, ma protagonista era una sola marca, quella che dove ci sta lei, c'è casa. E infatti i cosiddetti "pappici" ci avevano messo su casa.
La signora, dopo aver controllato pacchi e pacchi, prima di gettarli via ha chiamato il numero verde segnato sulla scatola. La prima risposta è stata: guardi, forse il commerciante la teneva in posto umido.
Altra variante di risposta poteva essere: forse il commerciante la teneva in un luogo caldo.
Logicamente i "pappici" mica nascono con l'umidità o con il calore, c'erano già o almeno c'erano le loro uova nell'impasto, che schiudendosi hanno invaso tutto. Alle suddette obiezioni la signorina telefonista ha detto di mettere da parte la pasta contaminata che avrebbero inviato un corriere a ritirarla, per poi inviare adeguata sostituzione (sperabile che non sostituiscano con altri pappici).
Il corriere, giunto tempestivamente due giorni dopo ha chiesto se doveva ritirare pasta coi pappici.
Faccia meravigliata della signora in questione e relative spiegazioni: signo', nuje chest' jamme facenno tutt' e juorne.

Spiegazione per i non napoletani.
Il pappice è un insetto scuro, a forma di piccolissimo scarafaggio. Lo si puo' trovare nei fagioli, nel riso e nella pasta. Fora anche le buste di plastica e si annida nelle scatole. Si riproduce felicemente nella farina e nel pangrattato.
A Napoli è indice di pazienza e infatti c'è un detto:
Ricètte 'o pappice 'nfaccia 'a noce, ramm' o tiempo ca te spertoso.
Disse il tarlo alla noce, dammi il tempo che ti perforo.

Però da me hanno fatto in fretta, pure 'e pappici vanno 'e pressa.

lunedì 18 settembre 2006

SHOPPING


Stamattina ho fatto un giretto. Volevo vedere il nuovo negozio ZARA che si è aperto nella ex Galleria Scarlatti. Abbigliamento uomo, donna e bambino di una catena spagnola, che occupa tutti i tre piani lasciati liberi dai commercianti perchè troppo cari. Dio sa quanto pagheranno al mese questi qui.
Se n'è parlato parecchio in questi giorni perchè è stato inaugurato sabato e le signore vomeresi lo hanno preso d'assalto.
Guardando in giro tra tavoli e scaffali, la linea moda di questa azienda sembra essere quella anni '60. Baveri importanti, colli ad anello o guarniti di pelliccia sintetica e abbondanza di martingale sui capispalla. Molto pied de poule, tweed e linee smilze (hanno dimagrito pure la taglia L) che vestono bene se sei Audrey Hepburn. Sulle altre stendiamo un pietoso velo.
Ho visto una signora strizzarsi in un abito superaderente, con gravi problemi respiratori causa compressione dello sterno.
Molte borse modello Mary Poppins e scarpe abbastanza improponibili.
In sostanza sembra un Benetton, ma senza colori, in tutte le sfumature del grigio e del nero.
Unica nota positiva i prezzi abbastanza contenuti, ma bisogna contentarsi, la qualità non è eccelsa.


Ovviamente non mi potevo risparmiare il solito siparietto, mi tocca.
Una signora con carrozzino e bustoni ha provato ad uscire e si è messo a suonare l'antifurto. Due ragazzotti dall'aria body guard tutti carini e vestiti per benino hanno fermato la signora ed esaminato il bustone, niente. Hanno ripassato pure il bambino con carrozzina, niente. E' passata la signora e si è rimesso a trillare. Nel frattempo altra gente ha provato ad uscire ed è stata un'apoteosi di suonerie. In pochi minuti si è fatta una folla pazzesca di gente che non aveva il coraggio di uscire ma la signora col carrozzino non l'ho piu' vista. In compenso i bodyguardini erano molto ma molto nervosi, la gente rideva e le suonerie non suonavano piu'.

IL NUOVO TEMPLATE

Sto lavorando da 3 giorni per adattare alle mie esigenze il nuovo template. C'ero quasi riuscita con uno molto carino di una tinta verdina molto rilassante ma all'ultimo momento si è ammutinato e s'è scassato tutto.
E' venuto mal di testa pure a Salvatore.
Ora ho scelto questo, adattandolo alle mie esigenze, che sarebbero quelle di poter inserire foto grandi.
Pare che funzioni sia con Explorer che con Mozilla, resta solo da testarlo su Mac.
Gatto, se ci sei, batti un colpo.

domenica 17 settembre 2006

NIENTE E COSI' SIA


Son due giorni che tv e giornali ci fanno 'na pallatànta con i coccodrilli sulla Fallaci. Ogni giornalista si è sentito in dovere di dirci che lui la conosceva, che erano stati colleghi, alcuni addirittura che erano amici. Da Ostellino a Riotta, ognuno ha scritto il suo bravo articoletto.
Ma io ho l'impressione che tutti celebrano la Fallaci di trent'anni fa, quella di Niente è così sia, Intervista con la storia, Penelope alla guerra. Quella che ha amato Panagoulis e mi chiedevo spesso cosa avrebbe detto Alexos delle posizioni assunte da qualche tempo dalla sua donna.
Macchianera sul suo sito l'ha celebrata a modo suo, irriverente e cattivo ed ha provocato commenti di protesta a raffica.
In pratica dicono che i morti vanno lasciati in pace, neanche se con la morte diventassero tutti angeli del paradiso. Chissà qual è la genesi di questi comportamenti. Forse il timore che il morto lasci l'aldilà e si vendichi di quelli che ne parlano male?
Insomma, lasciamo in pace i morti, non si sa mai.

sabato 16 settembre 2006

OZIO ED EFFETTI COLLATERALI

Che in campagna ci sia tempo per pensare e riflettere a iosa si sa.
Espletate le mille attività tipo fare marmellate, conserve, cucina in quantità industriale, resta ancora parecchio tempo per girarsi i pollici.
E allora la sera anche la tv si conquista il suo spazio.
Stavo a guardare un film una sera (mi ero perso il titolo) e man mano che andava avanti avevo l’impressione di averlo già visto, ma era diverso, sembrava una riedizione, un remake forse.
Quando il film è finito, nei titoli di coda c’era il titolo del romanzo da cui era tratto: Solstizio d’inverno di Rosamund Pilcher. E allora ho ricordato.
Quel libro lo avevo letto un’estate in campagna durante un giramento di pollici. L’avevo trovato e lo avevo letto in un paio di pomeriggi in piscina.
Una discreta fetenzia.
Roba da pazzi. Lo avevo sceneggiato e memorizzato e archiviato come film. E grazie che c’erano differenze con quello che avevo visto alla tv.
Ma tra tutti i libri letti proprio quello dovevo andare a sceneggiare?
Che strana cosa il cervello in libertà.

giovedì 14 settembre 2006

POLVERI SOTTILI E SERPENTI A SONAGLI

Stamattina è partito il nuovo dispositivo che per due volte a settimana chiude il traffico su Via Luca Giordano. Posti di blocco sono stati disseminati all'inizio di tutte le strade confinanti con partenza da Piazza Medaglie d'oro e fino all'incrocio con Via Scarlatti, dove circa 40 vigili hanno trascorso la mattinata a litigare con quelli che volevano passare.
Ovviamente tutto il traffico degli ignari e ignavi si è scaricato sulle strade sottostanti con l'apoteosi finale di un megaingorgo a piazza 4 Giornate, dove, come ho potuto osservare, non c'era uno straccio di vigile.
Una sensazione di straniamento e irrealtà mi ha colto quando sono giunta (a piedi) a via Luca Giordano: un silenzio incredibile. Almeno a via Scarlatti c'è il chiacchiericcio della gente. Qua il nulla, silenzio totale.
Piu' avanti pero' una moltitudine di asiatici vendeva coppie di calamite metalliche che, lanciate in aria e cercando di ricongiungersi, provocavano ovunque un rumore di serpenti a sonagli. Sembrava il deserto del Nuovo Messico.
Ho chiesto ad un baldo motociclista della stradale notizie sull'area interessata al blocco e lui ci ha tenuto a precisare che il blocco era dovuto alla eccessiva presenza di polveri sottili, quindi a causa dell'inquinamento. Ma allora, mi chiedo, quelli di 4 Giornate, a cui si è raddoppiato il volume di traffico e relativo inquinamento, devono crepare?
Altra novità della giornata, i fruttivendoli costretti ad arretrare con le loro sporte dentro i negozi. Inferociti.
Anche questo a causa dell'inquinamento: frutta e verdura non possono stare per strada tra scarichi e polveri sottili. E questo è giusto, ma allora i venditori ambulanti con tanto di licenza? Quelli che stazionano fissi sulle strade sono esenti?
A Via Rossini ad esempio, c'è un "puosto" gigantesco di frutta e verdura, oggi in mezzo al caos totale. Quella verdura oggi avrà acchiappato tutte le polveri sottili trasferite dal blocco di Luca Giordano e le signore che hanno fatto la spesa oggi gusteranno una bella insalata agli idrocarburi.

CURIOSITA' SHINYSTAT


Oggi 13.09.06 alle ore 22:29:14 dalla Johns Hopkins University negli Stati Uniti d'America si sono connessi al mio blog.
Alla Johns Hopkins University hanno come S.O. Linux ed usano come browser Firefox.
Quante notizie interessanti si leggono su Shinystat.
Ma non si capisce che andavano cercando, pero'.

martedì 12 settembre 2006

'GNURANT  !!!!!



Negozio di vendita materiale informatico, cartelli pubblicitari esposti fuori.
Molta enfasi viene data al "rimessaggio", termine marinaresco prestato in questo caso all'informatica, per definire il riversamento da VHS a DVD.
La preparazione specialistica del suddetto negozio la si puo' rilevare anche dal termine "UPERGRADE".
Neanche sul mio pc appicciato farei mettere le mani da costui.

LE SCARPE NUOVE


Oggi eravamo in motorone fermi al semaforo. Davanti a noi un'auto piuttosto sgangherata targata BO. Il tizio all'improvviso ha spalancato lo sportello ed io mi sono presa un poco di strizza, pensavo che era sceso per attaccare briga, ma eravamo assolutamente innocenti.
Il tipo non ci ha degnati di uno sguardo e si è diretto verso i due cassonetti a destra del marciapiedi, tirando su un paio di scarpe nere alte che erano in cima alla spazzatura.
Se l'è guardate, gli son piaciute, ha aperto l'altro sportello e le ha messe in macchina, poi è ripartito. E non era un extracomunitario.
Zitti e perplessi siamo partiti anche noi.
Io non so che significato dare a quanto abbiamo visto. Penso che prendere le scarpe da un cassonetto sia davvero la disperazione. In fondo alla caritas e in chiesa le danno gratis e sono anche pulite.