LA STELLA CHE NON C'E'
C'è sempre da discutere quando un film viene tratto da un libro ma in questo caso no, non c'è partita.
Leggo sul giornale e viene anche detto a Venezia che il film di Amelio è liberamente tratto da La dismissione di Ermanno Rea.
Ora pero' andrebbe fatta una precisazione: quando si dice "liberamente tratto" vuol dire che non c'entra un cazzo col libro? E allora siamo d'accordo. Infatti non c'entra un cazzo, l'Ilva compare solo nei primi fotogrammi, il tempo di una sparuta manifestazione sindacale, la vendita dell'altoforno ai cinesi e via con Buonocore che diventa Buonavolontà per le strade della Cina alla ricerca dell'altoforno perduto.
Insomma io questa operazione non l'ho capita. Se Amelio diceva che aveva fatto un film sulla Cina era giusto, un bel film sui cinesi anche se i problemi compaiono appena, quasi di striscio, visto che ci voleva l'OK del governo cinese per girarlo. Ma perchè tirare in ballo il libro di Rea? E perchè Rea ha accettato? Anche lui deve pagare il mutuo?
Forse non ci ho capito una cippa, forse mi era piaciuto molto il libro che parlava di Bagnoli, mi era piaciuto anche Buonocore con le sue fisse e l'attaccamento al lavoro, resta il fatto che ci sono rimasta proprio male. Penso che se non avessi letto il libro, tutto questo non lo avrei percepito e tanti spettatori, che il libro non lo hanno letto, sicuramente apprezzeranno il film.