Nisida

Nisida

domenica 12 marzo 2006

BELLA GARA

A seguito dell'abbandono di S.B. dalla trasmissione di Lucia Annunziata, c'è stata l'abituale sequela di commenti "a schiovere" da parte della maggioranza.

Vediamo chi l'ha sparata più grossa.

Fini - Lucia Annunziata ha un concezione del giornalismo molto schierata e molto militante.
Cicchitto - Lucia Annunziata ha impedito a Berlusconi di parlare con interruzioni a raffica: un caso esemplare di cecchinaggio mediatico che non ha nulla a che fare con il giornalismo
Landolfi - Il giornalista, specie del servizio pubblico, non può né deve essere il megafono dell'intervistato. Allo stesso modo, non può né deve rappresentarne l'avversario politico
Giro - Aver costretto il Presidente del Consiglio ad abbandonare lo studio di una rete pubblica è un fatto di inaudita gravità.
Schifani - Quello della Annunziata è stato un attacco premeditato di un'esponente di Tele Kabul. Vergogna
Follini - Fino ad ora mi ha convinto di più il Berlusconi che parla al congresso americano che non il Berlusconi che parla alla televisione italiana: naturalmente martedì spero di ricredermi.
Boniver - Il premier ha fatto benissimo ad abbandonare la trasmissione di Lucia Annunziata che palesemente non l'ha lasciato rispondere
Bonatesta - Nella prossima legislatura occorrerà affrontare e risolvere una volta per tutte l'anomalia di questi pasdaran di sinistra camuffati da giornalisti.
Mussolini - Lucia Annunziata ha fatto in tv esattamente quello che sabato hanno fatto i no global a Milano.
Calderoli - Berlusconi ha fatto benissimo ad andarsene dalla trasmissione di RaiTre, forse avrebbe fatto bene ad andarsene prima o a non parteciparvi neppure. E forse farebbe bene a non partecipare nemmeno ai due confronti sul sistema radio-televisivo pubblico concordati con Prodi, perché saranno l'ennesima trappola.


E forse farebbe ancora meglio ad andarsene a casa, o no?

sabato 11 marzo 2006

L'UNIONE FA LA FORZA



In questi giorni Forza Italia ha spedito a 25 mila parroci italiani l’opuscolo "I frutti e l'albero" con la dicitura: “Cinque anni di Governo Berlusconi letti alla luce della dottrina Sociale della Chiesa”, a firma di Sandro Bondi.
Tra «i passi importanti compiuti» citati non mancano la legge per la regolarizzazione degli insegnanti di religione, la difesa del crocifisso nelle scuole, la legge per gli oratori, l'abolizione dell'Ici per gli enti ecclesiastici e no profit, la battaglia per il riferimento alle radici cristiane dell'Europa e la legge sulla procreazione assistita «approvata dal governo e che la sinistra ha cercato di abrogare per mezzo di un referendum».

La brochure è stata recapitata anche a Monsignor Tommaso Valentinetti, Vescovo di Pescara, che dopo averla letta l’ha rispedita prontamente al mittente, come pure aveva già fatto qualche altro parroco nei giorni scorsi.
Questa volta però l’arcivescovo ha voluto buttare giù anche due parole indirizzate all’onorevole Sandro Biondi, e lo fa dalle pagine del sito Pax Christi il movimento che guida dal 2002.

Tanto è servito per far tuonare il coordinatore regionale di Forza Italia, il senatore Andrea Pastore: «Pax Christi e il suo presidente si sono schierati con l'Unione», ha detto in conferenza stampa.
Pastore ne ha avuto anche per le coordinatrici provinciali di «Azzurro donna», che hanno rassegnato le dimissioni contestando a Fi «metodi personalistici».
Notevole anche la lettera di don Aldo Antonelli parroco di Antrosano (qui)

Ed ora, dopo il Corriere della Sera, Famiglia Cristiana e forse anche La Stampa, abbiamo con noi anche il clero.
Chi lo avrebbe mai creduto?

venerdì 10 marzo 2006

E DOPO VIA CALDEROLI ORA ANCHE VIA STORACE

Toponomastica in movimento nel Parlamento italiano, in attesa di Via Berlusconi.

Francesco Storace ha comunicato:
«Il semplice sospetto che io possa aver architettato una manovra politica contro i miei avversari politici mi addolora e mi indigna. Sento, più di chiunque altro il diritto di conoscere in tempi brevissimi la verità, perchè nulla è più importante del mio onore personale e politico».
La scelta di Storace sarebbe dettata dalla volontà di «evitare strumentalizzazioni della sinistra sulla vicenda intercettazioni».

Berlusconi risponde:
«Apprezzo il gesto di grande moralità ma anche di assoluta generosità del Ministro della Salute che ha il solo intento di evitare ulteriori strumentalizzazioni a danno del Governo. Esprimo a Francesco Storace tutta la mia solidarietà e la mia sincera stima».

Considerazioni: non importa perchè se ne vanno, basta che se ne vanno.


Ora vediamo di ricostruire gli avvenimenti.
Berlusconi chiama Fini e gli dice: Gianfrà, s'è fatto il momento che mi devi togliere Storace dalle scatole.
Fini chiama Storace e gli dice: Francè, dovresti farmi il favore di prenderti un bel periodo di vacanza.
Storace risponde: molto volentieri, non ne potevo piu' di mangiare pollo, mi ha sempre fatto schifo il pollo, mi sono pure cresciute le tette. Mo' tocca a Berlusconi magnarseli ad interim.

giovedì 9 marzo 2006

QUARANTAQUATTRO GATTI

Del festival di Sanremo, visto a spizzichi tra la lettura di un libro e la noia della campagna, io salverei solo il vecchio frac di Giancarlo Giannini, il quale è come il buon vino, piu’ invecchia e piu’ diventa buono.
Ha regalato una scintilla di vita al festival ormai in avanzato stato di putrefazione.
E poi c’era la Tatangelo che cantava e all’improvviso vicino a lei ho visto Alberto Radius e Ricky Portera.
Ho cancellato la Tatangelo che ormai giggidalessieggia a tutto spiano e mi sono concentrata sui due chitarristi. Da quanto tempo non li vedevo quei due.
Portera ricordo di averlo sentito in un locale di Bologna di cui non ricordo piu’ il nome, piu’ di dieci anni fa, sempre bravo. Faceva parte della prima band degli Stadio, Portera e chissà perchè non ha avuto fortuna.
Anche Radius, Formula Tre e Battisti a parte , mi era sempre piaciuto.
E allora mi chiedo, ma che cappero ci facevano lì quei due?
Per non parlare di Povia che ha vinto lo Zecchino d’oro.

VIAGGIO IN SIBERIA



Un freddo da pazzi. Sono congelata come questi ghiaccioli.  Ho dovuto usare la fotocamera con i guanti, mai fatto a mia memoria, neanche in montagna.
A Viterbo la tramontana si infilava attraverso le arcate leggere traforate e tagliava la faccia. E la mattina dopo il nostro arrivo, aperta la finestra, era tutto bianco, una nevicata che ha continuato anche nella mattinata con pigri fiocchi che venivano giu'.
Per fortuna gli spazzaneve funzionavano e quindi le strade erano agibili, tranne la Faggeta che ci è voluto del tempo per ripulire la strada.
Ma il birdwatching è andato malissimo. C'erano solo merli grandi quanto piccioni, corvi, cornacchie e passeri.
Il resto dei pennuti è ancora al caldo, sarà per l'aviaria.
Anche la potatura di ulivi e vigneti è stata fatta in ritardo e subito dopo grandi falò per dare fuoco ai rami tagliati.
E tanto per non farci mancare niente, oggi al ritorno a casa, pure qua un freddo di pazzi.

venerdì 3 marzo 2006

ANDARE A VIVERE IN CAMPAGNA



Domani parto, vado per una settimana in campagna.
Solo una settimana pero’, perchè io sono una cittadina che non riesce a respirare bene senza lo smog, il silenzio mi tiene sveglia e dopo tre giorni vedo le madonne in processione.
L’anno scorso è entrato un pipistrello nella stanza e subito dopo c’era un’atmosfera da safari in Africa.
Per non parlare della biscia che stava risalendo la scalinata, pronta ad infilarsi in camera da letto.
Il problema della campagna è che ci sono troppe bestie e di solito dove entra un geco esco io.
Spero che il tempo sia clemente. Vado a vedere come sta il nespolo che ho piantato l’estate scorsa e se i pruni hanno già cominciato a fiorire. L’anno scorso di questi tempi erano già una nuvola bianca.
E mi nasconderò dietro il cespuglio di alloro per tentare di fotografare l’upupa nel prato davanti casa, ascoltando la sinfonia delle rane nella vasca ricolma di foglie secche.
I tramonti non sono granchè perchè il sole scompare dietro i monti Cimini, ma le albe sono spettacolari.
C’è un silenzio incredibile prima che spunti il sole, poi appena sbuca fuori dai monti, cancellando quella nebbiolina sottile, gli uccelli cominciano a cantare, l’allodola per prima.
Niente computer, niente cellulare perchè l’unico punto dove prende un poco di campo è una specie di pietra tombale sotto una pianta di fico. Si ha quasi l’impressione di parlare con l’aldilà.
Un saluto a tutti e ci si ritrova qui la settimana prossima.
Au revoir

giovedì 2 marzo 2006

UNA SEGGIOVIA ABUSIVA, MA COME SI FA?

L’abusivismo edilizio sulla costiera amalfitana ha raggiunto livelli mai toccati prima. Addirittura il proprietario di un albergo nei dintorni di Positano, noto per aver ospitato l’ex cancelliere tedesco Schroder, ha costruito una seggiovia con ben 7 piloni di acciaio e cemento e 200 metri di dislivello, per raggiungere la spiaggia sottostante, quella della Garitta, non accessibile via terra.
E’ riuscito a raggiungere un record mai toccato finora, lasciando sbigottiti persino i carabinieri incaricati del sequestro. Un altro esercente, a poca distanza, stava costruendo una semplice piscina, con vista mozzafiato, ovviamente.
Questa purtroppo è la conseguenza di cinque anni di un governo, che, consentendo condoni di ogni tipo persino in località con vincoli paesaggistici, ha incoraggiato i disonesti a pensare che comunque l’avrebbero fatta franca, tanto un altro condono prima o poi sarebbe arrivato. Hanno inculcato nella popolazione il diritto a provarci.
E con questa speranza ogni giorno spuntano come funghi cantieri nei posti piu’ belli della costiera: Vettica, Furore e Conca dei Marini, Praiano, Ravello, Tramonti.
Alberghi, ville e appartamenti, tutti rigorosamente abusivi.
E sebbene la sorveglianza sia scarsa, ogni giorno carabinieri e guardia di finanza appongono sigilli, che vengono regolarmente tolti e si continua.
Un vero scempio, per chi conosce quei luoghi com’erano prima.

ALLOW ME TO CONCLUDE....

Il PresDelCons al Congresso nel suo ruolo istituzionale (un’ora di diretta TV su Canale 5)

A parte il fatto che è andato a contar balle anche al Congresso degli USA e lo ha scoperto quel simpaticone di Mastella (corriere.it)
A parte il fatto che ha preparato un bignamino della storia patria partendo da dove si era fermato a Pratica di Mare (Romolo e Remolo)
A parte il fatto che si è conciato che neanche un clown
A parte il fatto che il suo inglese fa cagare.
Nonostante ciò, è riuscito in un’impresa che neanche potevamo immaginare:

è riuscito ad esportare negli USA il suo “MI CONSENTA
facendolo diventare “ALLOW ME

GATTO MORTO IN GERMANIA



Adesso speriamo che non si inneschi anche la psicosi nei confronti dei gatti, che porti a disfarsi dei felini domestici.
Attenzione: il gatto è morto perchè ha mangiato un uccello crudo infettato da H5N1.


Ricordo ancora anni fa che a seguito dell'istituzione di una tassa speciale su animali protetti, molte carogne sub-umane scaricarono senza troppi pensieri centinaia di tartarughe nei cassonetti.
Io allora avevo un giardino e avevo 4 tartarughe, 2 date da amici che non potevano tenerle, 1 portata dalla Corsica e un'altra che adesso ha 85 anni.
Pagai regolarmente il versamento alla Forestale e mi informarono che se morivano dovevo portare il guscio a dimostrazione dell'avvenuto decesso. In effetti era una forma di affido.
Quando ho cambiato casa le ho portate all'oasi faunistica di Agnano e adesso sono ancora là (dopo aver dimostrato di aver pagato la tassa) e in famiglia siamo tutti dispiaciuti per averle lasciate, ma non si possono tenere 4 tartarughe in un appartamento.

mercoledì 1 marzo 2006

L'ILIADE E L'INPS


Ieri pomeriggio, parlando con un amico, dicevo che io non sarò mai una nonna che racconta la sua vita passata.
E forse è anche una difesa la mia, il dubbio che i miei racconti possano non interessare nessuno, tantomeno eventuali nipoti.
Ma forse è cambiato il modo di parlare, le immagini nella nostra società hanno preso il sopravvento e le parole non affascinano piu’.
Eppure pensavo a quando ero bambina, nei lunghi inverni, seduta accanto al fuoco vicino al nonno e lui che raccontava qualche storia.
Era bravo il nonno ad inventare storie, molte le ricordo ancora adesso e soprattutto era bravo a raccontare i classici.
Ero felice quando mi raccontava episodi dell’Iliade ma mi piaceva di piu’ l’Odissea, con Ulisse che andava naufragando ovunque, inseguito dalla maledizione di Poseidone.
Ricordo la prima volta che andai ad Acireale. Guardavo gli scogli e pensavo a Polifemo che li scagliava dall’Etna, dove i Ciclopi erano gli aiutanti nell’officina di Efesto e quel viaggio in Sicilia dove tanti luoghi mi ricordavano Odisseo.
Già allora il nonno non c’era più, ma era presente lo stesso, con la sua voce lenta e musicale, quando iniziava a leggere i versi: Cantami o diva del Pelide Achille....
E ci pensavo anche quando il mio professore di greco al liceo leggeva i versi dell’Odissea in greco con la metrica.
Era musica, pura bellezza e ne rimanevo incantata.
E poi il nonno parlava del duello di Ettore e Achille, di quel fesso di Paride che per una mela aveva fatto succedere tutto quel casino, diceva che le dee in fondo sempre femmine sono e si comportavano da perchipètole e poi aggiungeva piccoli particolari di attualità, tipo quello che Andromaca piangeva sempre, perchè la pensione di guerra era poca e non ce la faceva a comprare il latte ad Astianatte.
Io allora non capivo cosa volesse dire, ma poi dopo quante risate mi sono fatta a pensare a quella birba di nonno e ancora adesso ripensandoci son qui che sorrido.
E’ bello sapere che le persone che amiamo non ci lasciano mai.