CLEMENTINA E' LIBERA
Ora aspettiamo il suo ritorno.
IN GALERA
Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
La Federazione dei Liberali ha denunciato il Presidente del Senato Marcello Pera per istigazione all'astensione (riguardo al referendum sulla fecondazione assistita).
Il riferimento normativo e' a una legge (art.98 della 361/1957) che stabilisce sanzioni penali per chiunque, investito di pubblico potere o funzione civile, abusi delle proprie attribuzioni per indurre gli elettori all'astensione.
Una delle massime cariche dello Stato ignora le leggi o forse semplicemente se ne strafrega?
IO VOTO QUATTRO SI'
Sì, uno piu' di Fini.
Sarà l'amore, ma proprio non lo riconosco piu'. Si sta cacciando in casini spaventosi e gli vogliono pure fare la festa. Alemanno vuole la sua testa. Oggi ho letto l'intervista sul Corriere, una pagina intera e boh... mi sembrava sincero, un uomo che rifletteva e diceva cose giustissime.
E poi c'è il Cicorione, ex radicale alla sesta, che si astiene, contrariamente alla sua Barbarella, che vota quattro sì.
E poi c'è Bobo Craxi che dice che invitare ad andare al mare e disertare i referendum porta male, e se lo dice lui.... Suo papa' fu il primo a rivolgere tale invito agli italiani.
E poi c'è Bertinotti che ha deciso di tenere una conferenza all'Ospedale Monaldi, provocando irose reazioni nei padri Camilliani che assistono spiritualmente il nosocomio napoletano.
Don Antonio ha detto che quando il nostro Faustino parlerà (ed io non capisco come gli sia venuta questa idea), lui "si rifugerà" assieme ai degenti nella Cappella dell'ospedale e li' si terrà una veglia di preghiera. Il bravuomo prevede 200-300 persone. Solo posti in piedi, che la cappella è piccina.
E poi c'è padre Rapullino, parroco di S. Maria a Formiello, che promette di portare tutti al mare se non vanno a votare, gli paga il biglietto d'ingresso al Lido Varca d'oro, a Varcaturo, uno dei posti piu' fetenti del litorale domizio, inguaiato dal depuratore di Cuma, che come tutti gli altri non funziona.
Un bel bagno nella merda è quel che ci vuole. Una coltura di colibatteri ed escherichia coli per mettere alla prova il Padreterno. Anche quella è vita.
Bertinotti nelle vesti di Lucifero io non lo avevo mai immaginato, ma il nonno mi raccontava che all'epoca i comunisti venivano dipinti così, e Berlusconi ancora ne ha memoria.
LE FLEBO AI PLATANI.
Oggi ho visto al Vomero strane cose. Persone con giubbotto arancione come quello che ci hanno fatto comperare per farlo marcire nel cruscotto, preparavano strane flebo e le infilavano nei tronchi dei platani dopo averli forati in piu' punti con un trapano. Alla fine tutti gli alberi avevano pendule delle sacche dal contenuto lattiginoso e tre tubicini erano infilati negli alberi. Sembrava una corsia di ospedale e mi è venuta una tristezza da non credere.
Presumo che il Comune si sia così attrezzato per curare i platani, da sempre malati, povere piante esposte all'inquinamento e afflitte da tagli periodici di giardinieri taglialegna.
Eppure ne ho un ricordo duro a morire: Via Scarlatti era un tunnel verde coperto dai rami dove a stento si vedeva il cielo. Molte di quelle piante ora sono morte, svuotate e diventate polvere e molti giovani alberelli sono stati piantati al loro posto, ma non diventeranno mai come quelli dei miei ricordi.
IL DILEMMA DI BENEDETTO XVI
Ho scoperto grazie al blog utenti randagi da cui copio-incollo, che esiste un numero di Urania, il 745 dell’anno 1978, intitolato “Il dilemma di Benedetto XVI”, pubblicato quattro anni dopo lo scandalo del racconto di Silverberg “Buone notizie dal Vaticano “, il racconto fantascientifico di un Conclave che elesse papa un computer e suscitò le proteste della Santa Sede.
E proprio per non incorrere nelle ire ecclesiastiche, nel 1953 venne addirittura censurato il numero 33 di Urania “L’era di Satana”, che parlava di una fantomatica dittatura religiosa e di una chiesa delle streghe, apparso solo dopo molti anni su “Galassia” con il titolo “L’alba delle tenebre”.
“Il dilemma di Benedetto XVI”, titolo originale “The armageddon decision” di Herbie Brennan, "è la narrazione in prima persona di uno psichiatra chiamato a stabilire se il papa sia pazzo o meno, nel momento in cui bisogna avvalorare una sua profezia ed eventualmente scatenare un conflitto mondiale” e sarebbe molto interessante leggerlo dal momento che ora esiste davvero un papa Benedetto XVI…
Vuoi vedere che il cardinale Ratzinger si è ispirato a Urania per la scelta del nome?
da AKUADUULZA di Davide Van De Sfroos
ROSANERA
| Tequila o kerosene, urmai, fa' mea differenza | Tequila o kerosene ormai non fa differenza |
| e vardi sta chitàra in soel müür de la mia stanza, | e guardo sta chitarra sul muro della stanza |
| l'ho purtada in tutt el muund, l'ho gratàda 'me na crusta | l'ho portata in tutto il mondo, l'ho grattata come una crosta |
| soe la pèll gh'emm tücc i straad cumè i culpi de 'na frusta... | sulla pelle abbiamo tutte le strade come i segni di una frusta |
| Una dona in Valtelèna che parlava cun't i saant, | Una donna in Valtellina che parlava con i santi |
| la m'ha dii che tücc i lègn se regòrden i so piaant, | mi ha detto che tutti i legni si ricordano le loro piante |
| che gh'è un lègn per fa' una cruus e un lègn per fa' una porta, | che c'è un legno per fare una croce ed uno per fare una porta |
| per el lègn de 'na chitàra la sua pianta l'è mai morta. | per il legno di una chitarra la sua pianta non è mai morta. |
| La m'ha dii che 'sta chitàra l'ha viagiaa sura una barca | Mi ha detto che questa chitarra ha viaggiato su una barca |
| e che forsi l'ha sunada anca un certo Garcìa Lorca, | e che forse l'ha suonata anche un certo Garcia Lorca |
| l'è finìda soe in Irlanda da un ciuchee del Connemara, | è finita su in Irlanda da un ubriacone del Connemara |
| l'hann sunada anca in Camargue per el de' de Santa Sarah... | l'hanno suonata anche in Camargue per il giorno di Santa Sara |
| Quaand che l'ho incuntrada me, l'era in mann ad un jazzista, | Quando l'ho incontrata io era in mano ad un jazzista |
| un gitano cui barbiis e un prublèma alla sinistra, | uno zingaro coi baffi ed un problema alla sinistra |
| ma una nòcc ghe l'hann rubàda, forsi l'era troppa bèla... | ma una notte l'hanno rubata, forse era troppo bella |
| l'ho ritruvada in Algeria cun deent un boecc de rivultèla... | l'ho ritrovata in Algeria con un buco di rivoltella. |
| L'ho curàda, l'ho guariida e la sunava püssee alègra, | L'ho curata, l'ho guarita e suonava più allegra |
| duve prema gh'era un boecc g'ho faa intarsià una roesa negra, | dove prima c'era un buco, gli ho intarsiato una rosa nera |
| l'ho sunada in soe la naav quaand che i geent cambiaven tèra, | l'ho suonata sulla nave quando la gente cambiava terra |
| l'ho dupràda 'me 'na spada per tajacch el coo alla guèra, | l'ho usata come una spada, per tagliare la testa alla guerra. |
| Un fioe del Minnesota l'era dree a scapà de ca', | Un ragazzo del Minnesota stava scappando di casa, |
| un de' el m'ha dumandaa se la pudèvi prestà, | un giorno mi chiese se gliela potevo prestare |
| l'ha faa una canzòn sura un trènu piee de geent | ha fatto una canzone su un treno pieno di gente |
| cun deent una risposta che la bùfa ammò in del veent... | con dentro una risposta che soffia ancora nel vento... |
| Ogni corda la disèva quell che'l teemp purtava via, | Ogni corda diceva quello che il vento portava via, |
| ogni mànegh de chitàra in fondo el paar 'na ferrovia, | ogni manico di chitarra in fondo sembra una ferrovia |
| la distanza la moev quel che 'l coer el spècia | la distanza muove ciò che il cuore aspetta |
| e semm bonn de cambià nota senza mai cambià la facia. | e siamo capaci di cambiare nota senza mai cambiare la faccia. |
| Ho cantaa canzòn de loena sura i sàss de la Sardègna, | Ho cantato canzoni di luna sui sassi della Sardegna, |
| ho sunaa canzòn fantasma dennanz ai cruus de la Bretàgna, | ho cantato canzoni fantasma davanti alle croci della Bretagna, |
| ho sunaa che chi beveva senza mai desmentegà, | ho suonato per chi beveva senza mai dimenticare |
| ho sunaa per chi ne nava e per chi turnava a ca'... | ho suonato per chi se ne andava e per chi tornava a casa |
E hai suonato Rosanera, per far solletico a 'sto mondo, | |
fuori dai cessi e dalle chiese, per il secrista e il vagabondo, | |
abbiam deciso di suonare senza pesare le persone... | |
solo chi spara a una chitarra non ha diritto a una canzone... | |
solo chi spara a una chitarra non ha diritto a una canzone... | |
THE BIG SPUT
Meritatissimo all’Università di Catania, che ha sospeso all’ultimo momento la laurea honoris causa a Franco Battiato.
Un giovane 22enne laureato breve, Giacomo Bellavia, rappresentante degli studenti, ha dato parere contrario e il senato accademico ha sospeso l’iter.
Ovviamente sa tanto di autogol, dopo la sfilza di lauree date a Bologna a Lucio Dalla, all’UILM di Milano a Vasco Rossi e, recentissima, dall’Università di Urbino a Valentino Rossi, grande comunicatore a motore.
Il giovane Bellavia non ha capito che la laurea a Battiato verrebbe più utile all’Università che a Battiato stesso, che, reo di aver detto che se veniva eletto Scapagnini sarebbe scappato da Catania, sicuramente non si starà strappando i capelli per il dolore di non potersi appellare dottore.
Basti vedere quanta carta di giornale hanno conquistato le suddette Università, che si autopromuovono con un bel lavoro di advertising, laureando a destra e a manca.
E come dice giustamente Aldo Grasso, sono i Battiato che danno lustro all’Università di Catania, non i Bellavia.
Al massimo i Bellavia son conosciuti per i cannoli alla siciliana, a Napoli almeno.
BIG SPUT CON RIMORCHIO
PER MARONI E L’EURO
Dopo la boutade dei Casino’ sulle spiagge, cedute per 90 anni, anche Maroni non ha voluto risparmiarsi ed ha proposto l’abolizione dell’Euro e il ripristino della Lira. L’ora del dilettante è ancora in onda e l’unico risultato raggiunto è quello di fare concorrenza a Zelig.
MI NASCONDA LA NOTTE
(dedicata a un amico)
Mi nasconda la notte e il dolce vento.
Da casa mia cacciato e a te venuto
mio romantico antico fiume lento.
Guardo il cielo e le nuvole e le luci
degli uomini laggiù così lontani
sempre da me. Ed io non so chi voglio
amare ormai se non il mio dolore.
La luna si nasconde e poi riappare
lenta vicenda inutilmente mossa
sovra il mio capo stanco di guardare.
Sandro Penna
I Radiohead eseguono How to disappear completely
ANCORA SU TANIELLO
Qualche tempo fa ho scritto un post su Taniello e la sua confessione, una poesia di Raffele Petra, Marchese di Caccavone.
Ieri “nun tenevo che ffà” e mi è venuta l’idea di ricercare su Google qualche notizia su Taniello. E sono finita nientemeno che sul sito della Società Italiana di Psicoterapia Reichiana.
Si parlava di F.D.A.I. (Farabuttismo Dialettico Adolescenziale Inconscio) o D.A.I. (Dialettica Adolescenziale Inconscia), una malattia del carattere, una forma di disonestà caratteriale di cui il soggetto non ha coscienza.
La Dialettica Adolescenziale Inconscia è la conseguenza della birbonata propria dell'adolescente. Il comportamento menzognero dell'età puberale darà spazio alla retorica e al sofisma che appassionarono gli antichi maestri Corace e Tisia, i sofisti greci Protagora, Gorgia, Zenone "capace di sostenere due tesi opposte, di criticare tutto" (Plutarco).
Un esempio pratico della “doppia morale” e di quanto sopra esposto è quello fornito da Bill Clinton, il Presidente degli U.S.A., che, quando è stato interrogato dal Gran Giurì ha dichiarato che "avere un rapporto sessuale significa dare e ricevere piacere e che siccome lui non aveva dato piacere, non aveva avuto alcun rapporto sessuale con la Lewinsky ". Non solo, ma egli non ha introdotto il suo organo genitale in quello della stagista, con la quale, infatti, ha avuto un rapporto orale.
Clinton, quindi, non ha mentito alla Corte, ma si è comportato semplicemente secondo una doppia morale da tutti accettata.
Insomma uno crede di leggere una poesiola e finisce dritto dritto nella psicoterapia, tra i filosofi e i presidenti.